giovedì 8 settembre 2011

Un'indagine dolorosa per il Pd

Intervista ad Emanuele Fiano
Voce Repubblicana, 8 settembre 2011
di Lanfranco Palazzolo

Quella su Filippo Penati è un'indagine molto dolorosa per noi. Lo ha detto alla “Voce” l'on. Emanuele Fiano del Pd.
Onorevole Fiano, cosa pensa della vicenda che ha coinvolto Filippo Penati?
“Quella di Filippo Penati è una vicenda molto dolorosa per noi perché mette in campo delle ipotesi di reato che sono per noi il male della politica: corruzione e concussione da parte di un pubblico amministratore. Queste ipotesi di reato sono la negazione stessa della politica, sono contrarie all'operato di migliaia di nostri amministratori in giro per il Paese. Credo che dopo un primo momento di shock iniziale, il Pd milanese, lombardo e nazionale abbiano reagito dimostrando la propria diversità nei comportamenti, rispetto ai nostri avversari politici. Non mi pare che gli On. Cosentino, Papa o Milanese, abbiano avuto lo stesso atteggiamento nei confronti delle istituzioni e del Pdl. Non si tratta di una diversità genetica, ma di una diversità nei comportamenti. Penati ha fatto delle scelte chiare: si è dimesso dalla vicepresidenza del Consiglio regionale, dal gruppo consiliare, si è autosospeso dal partito e, infine, ha annunciato la rinuncia alla prescrizione nel caso fosse rinviato a giudizio. Infine, il Pd lo ha sospeso. Sono tutti atti ai quali crediamo, che professiamo nelle aule parlamentari e nelle altre sedi istituzionali. Tutti i politici devono essere uguali agli altri di fronte alla legge. Gli imputati devono avere quelle garanzie che permettano una difesa adeguata per evitare che ci siano condanne preventive. ma è fondamentale difendersi nei processi e non dai processi”.
Come si è comportata la stampa su questa vicenda?
“Ho letto di un sistema “Sesto” , di una corruzione diffusa legata al Pd. Ma finora non ho letto nessuna dimostrazione concreta. Io non credo a queste ricostruzioni, non c'era nessun sistema, se ci sono stati reati, sono legati a singoli comportamenti”.
Ci sono state molte critiche per l'operato della magistratura. C'è un doppio binario da parte della magistratura?
“Non esiste alcun doppio binario. La prova è che anche per Penati è stata chiesta dai Pm la carcerazione preventiva, ma il Gip ha ritenuto di declassare la natura dell'ipotesi di reato, con la conseguenza della possibilità di prescrizione per il reato di corruzione. Questi atti non configurano un atteggiamento bonario della magistratura nei confronti di Penati. La procura di Monza viene considerata da tutti come autorevole. Bisogna accettare queste decisioni, sia quando piacciono che quando non piacciono”.
La Commissione di garanzia del Pd si è mossa con ritardo?
“La Commissione di garanzia ha sospeso Penati, questo è il punto. Credo che il Pd abbia fatto bene a dotarsi di una commissione come questa. Lasciamo lavorare tutti con tranquillità e aspettiamo”.