sabato 10 settembre 2011

Non cumulate altri stipendi

Intervista a Sandro Gozi
Voce Repubblicana del 10 settembre 2011
di Lanfranco Palazzolo

I parlamentari non dovrebbero cumulare altri stipendi oltre all’indennità che percepiscono. Sarebbe un segnale importante da parte del mondo politico. Lo ha detto alla “Voce” l’onorevole Sandro Gozi del Pd.
Onorevole Gozi, con questa manovra il Governo ha cercato di ridurre i costi della politica. Cosa ne pensa delle iniziative dell’esecutivo sulla diminuzione delle indennità dei parlamentari?
“Quella sui cosiddetti costi della politica è un’occasione persa. Il problema della crisi politica italiana non è certo legato alle indennità dei parlamentari. Il Paese ha bisogno di segnali di trasparenza e di sobrietà. Questi segnali di trasparenza e di sobrietà continuano a non arrivare dalla classe politica italiana che, in questa manovra al Senato, ha commesso due errori molto gravi”.
A quali errori si riferisce?
“Il senatore Follini a Palazzo Madama ed io, insieme ad altri deputati alla Camera, abbiamo proposto di escludere il cumulo delle indennità per i parlamentari. Se sei parlamentare e continui a svolgere la tua attività professionale questo significa che il deputato non può dedicarsi, come la politica richiede oggi, a tempo pieno al servizio del tuo paese. A nostro giudizio il cumulo tra l’indennità di parlamentare e quella della professione o del lavoro svolto al di fuori della politica non possono essere cumulate. Credo che sia immorale permettere l’esistenza di questo cumulo. Io lo trovo anche profondamente ingiusto nei confronti dei cittadini perché si da una segnale di rigetto contro la politica. Questo comportamento è ingiusto nei confronti di quei parlamentari che lasciano tutto per dedicarsi effettivamente all’attività politica”.
Esclude che sia giusto far decadere un parlamentare nel caso di doppia indennità?
“Sostengo che non sarebbe giusto che ricevano un’indennità da parte dello Stato nel caso non abbiano rinunciato ad altre attività per onorare il mandato parlamentare. Lo Stato spenderebbe meno soldi e ci sarebbe maggiore chiarezza. Il discorso vale anche per coloro che sono membri di un Consiglio di amministrazione che, prima di entrare in carica nel mandato da parlamentare dovrebbero firmare una lettera, con la data in bianco, di dimissioni”.
Cosa pensa del finanziamento pubblico ai partiti?
“Credo che sia stato un errore non intervenire su questo aspetto dei costi della politica. Il finanziamento ai partiti politici dovrebbe essere ridotto di almeno il 75%. Noi chiamiamo rimborsi ai partiti politici quello che è, nei fatti, un vero e proprio costo della politica”.
E’ giusto dimezzare i parlamentari?
“Il Senato deve essere soppresso e trasformato in una Camera di secondo livello a costo zero. E’ necessario superare il bicameralismo perfetto con una camera di 550 deputati e un sistema elettorale maggioritario ad un turno”.