venerdì 23 settembre 2011

Il dibattito su "ALLARME ROSSO" (5 anni di governo Togliatti) a Radio Radicale




Nel 1953 la OGAM pubblica un volume nel quale viene raccontato cosa sarebbe successo in Italia a seguito della vittoria del Fronte popolare. Questo racconto è viene ripubblicato oggi da "Stampa Alternativa" con il titolo "Allarme Rosso". Ma quanto pesa la figura di Palmiro Togliatti oggi? Ne abbiamo parlato con lo storico Francesco Perfetti, il giornalista e deputato Giancarlo Lehner e con il contributo del politologo Giorgio Galli. Ecco quali sono state le riflessioni del curatore e degli ospiti della trasmissione curata da Giuseppe Di Leo.

Gli Stati Uniti e quei "stati canaglia"

Intervista a Sergio D'Elia
Voce Repubblicana del 24 settembre 2011
di Lanfranco Palazzolo

Gli Stati Uniti non devono essere comparati con la Cina e l'Iran nell'applicazione della pena di morte. Lo ha detto alla “Voce” il segretario di “Nessuno tocchi Caino” Sergio D'Elia.
Sergio D'Elia, quali sono le vostre valutazioni sull'esecuzione della sentenza di condanna a morte di Troy Davis nello Stato della Georgia?
“Questa è l'ennesima esecuzione di un probabile innocente. Ho avuto modo di leggere tutti i resoconti della vicenda di Troy Davis che sono stati pubblicati da Amnesty International. Basterebbe ricordare che ci sono stati sette dei nove testimoni, che hanno deposto contro Davis, i quali hanno ritrattato le loro accuse contro questo cittadino americano. Quella su Davis è l'ennesima esecuzione di un innocente negli Stati Uniti. Per non parlare di quelli che si sono salvati pochi minuti prima di finire sulla sedia elettrica o per l'iniezione letale. Sono circa 140 i cittadini americani che sono stati riconosciuti innocenti prima che venisse applicata l'esecuzione della pena capitale. Ci sono anche casi di cittadini americani che hanno passato oltre 20 anni anni in carcere, nel braccio della morte, prima di essere prosciolti. Ma al di la dell'innocenza di Davis è il caso di fare una valutazione politica. La pena di morte è ormai fuori dalla storia. L'Assemblea generale dell'Onu ha, ripetutamente, approvato una risoluzione che considera la pena di morte come un ferro vecchio”.
Qual è lo stato di applicazione della pena di morte nel mondo?
“Il gruppo degli stati che applica la pena di morte si riduce di anno in anno. E, gli Stati Uniti, che certo non applicano la pena di Morte come fanno la Cina e l'Iran, si trovano in una compagnia poco allegra. Si tratta della compagnia di quelli che definiscono come 'Stati canaglia' per la loro politica estera poco chiara nei confronti delle democrazie”.
Quanti sono gli Stati americani che applicano la Pena di morte?
“Negli Usa sono 34, ma sono soltanto 12 quelli che la praticano. Il numero delle esecuzioni che vengono messe in pratica negli Stati Uniti non sono nemmeno lo 0,5 per cento del totale mondiale delle esecuzioni. Però gli Stati Uniti si devono assolutamente liberare di questo retaggio antico del passato. In questo paese c'è ancora un retaggio importante al principio dell''occhio per occhio, dente per dente', originario del Vecchio Testamento. Ma orma è giunto il tempo di cambiare. Alcuni stati americani si stanno muovendo. Lo Stato di New York ha abolito la pena di morte. L'ha abolita anche l'Illinois”.
Cosa pensa il Presidente Barack Obama della pena di morte?
“Gli Usa sono uno Stato federale. Le competenze degli stati sono assolute su alcune materie. Obama ha delle posizioni chiare sulla pena di morte: è contrario. Nei casi della giustizia federale ha mantenuto una linea chiara”.

Quei quesiti saranno ammissibili

Voce Repubblicana del 23 settembre 2011
Intervista a Marco Olivetti
di Lanfranco Palazzolo

La Corte Costituzionale riterrà ammissibili i referendum elettorali. Lo ha detto alla “Voce” il costituzionalista Marco Olivetti.
Prof. Olivetti, lei è considerato uno degli ideatori dei referendum elettorali. Cosa pensa dei rischi che corrono i quesiti di fronte alla Corte costituzionale?
“Io non sono uno degli ideatori di questi referendum. Avevo ipotizzato questi referendum come una soluzione possibile a questa situazione quattro anni fa. Ne avevo discusso con altre persone. Ma questo non ha molta importanza. Venendo al merito dei referendum questa è una questione molto controversa e problematica. Tuttavia, credo che questi referendum saranno ritenuti ammissibili dalla Corte costituzionale. Credo che la Corte costituzionale abbia dei margini amplissimo per decidere su questo”.
Non crede che la Corte avrà dei dubbi sulla reviviscenza del Mattarellum?
“Quello della reviviscenza è un tema molto tecnico che di solito non interessa il grande pubblico. Il problema è che quando si abroga una norma che aveva a sua volta abrogato una norma precedente la prima ritorni in vigore. E questo è quanto dovrebbe accadere eventualmente per il Mattarellum una volta abrogata la legge Calderoli del 2005”.
Perché quello della reviviscenza è un problema particolare?
“Nella sua giurisprudenza, la Corte costituzionale richiede, in materia di referendum elettorali, richiede che l'intervento abrogativo operato con referendum lasci in vigore una legge applicabile. Non è possibile abrogare una legge lasciando aperto un vuoto, ma occorre che risulti applicabile una legge elettorale perché è impensabile creare un vuoto che non permetta il funzionamento degli organi costituzionali. Questa è una giurisprudenza delineata sin dai tempi dei referendum Segni-Guzzetta degli anni '90. Al tempo stesso c'è il problema che la Corte costituzionale, in più pronunce – una delle quali recentissima (la sentenza 24 del 2011) – ha detto che se opera il referendum abrogativo non c'è reviviscenza. La Corte costituzionale lo ha detto chiaramente. La stessa Corte, richiamandosi a questo principio, ha citato due pronunciamenti precedenti nei quali la Corte costituzionale non aveva detto proprio la stessa cosa”.
Uno dei due referendum elettorali è totalmente abrogativo dell'attuale legge elettorale, mentre l'altro lo è parzialmente. Teme che da questi due referendum possano uscire due leggi elettorali diverse?
“A me sembra che la differenza normativa dall'esito dei due referendum non esista. La tecnica con la quale viene configurata l'abrogazione dei due quesiti è diversa. Solo apparentemente si avrebbero dei risultati diversi. Non credo che questo sia il problema principale. Anche nel 1981 vennero presentato due referendum opposti sull'aborto, ma quei due quesiti furono respinti”.