venerdì 30 settembre 2011

Non c'è nessuna certezza su quel pronunciamento


Intervista a Carlo Fusaro
Voce Repubblicana 30 settembre 2011
di Lanfranco Palazzolo

Sul pronunciamento della Corte Costituzionale sui referendum elettorale non ci sono certezze, ma il Porcellum non piace a nessuno. Lo ha detto alla “Voce” il costituzionalista Carlo Fusaro, ex deputato del Pri e promotore dei referendum elettorali.
Prof. Fusaro, il comitato promotore dei referendum è riuscito a raccogliere le 500mila firme sui due quesiti elettorali. Cosa accadrà davanti alla Corte Costituzionale?
Questi due referendum sono un esercizio abile di tecnica costituzionale. Non saprei dire quale sarà l'esito sull'ammissibilità di questi referendum davanti alla Corte Costituzionale. Come cittadino sono promotore di questi referendum. Ciò implica un mio giudizio potenzialmente positivo su questi referendum. Tuttavia, dal punto di vista tecnico non mi nascondo che sarà necessario, da parte della Consulta, innovare la sua giurisprudenza in materia di referendum o la metta a punto rispetto alle precedenti pronunce. D'altra parte, le Corti costituzionali non agiscono nel vuoto. Mi auguro che la Consulta si pronunci favorevolmente a questi due referendum. Ma, ad oggi, nessuno può dire come andranno le cose”.
Sull'esito di questi referendum davanti alla Corte costituzionale quanto pesa la sentenza 24 del 2011 sugli ultimi referendum abrogativi?
E' difficile valutarlo. Non sono in grado di fare un'analisi di questo genere”.
Non pensa che quel pronunciamento abbia chiuso in anticipo ogni forma di dibattito sulla reviviscenza?
Ci troviamo di fronte ad un dibattito sulle fonti del diritto su cui la dottrina si è fronteggiata con le posizioni più diverse. Anche le sentenze della Corte costituzionali non sono sempre state coerenti. L'unica cosa è certa è che questa legge elettorale riceve troppe critiche. Tutti si dichiarano insoddisfatti di questa legge elettorale. Lo stesso Parlamento italiano è parso paralizzato di fronte al tema della legge elettorale. Ecco perché, ancora una volta, l'arma referendaria serve per stimolare il dibattito e indurre le forze politiche alla modifica dell'attuale legge. La giurisprudenza della Corte costituzionale non ci aiuta perché non esiste una giurisprudenza certa da parte dei giudici costituzionali. Un ex presidente della Corte Costituzionale come Livio Paladin aveva ripensato ad alcune sentenze della Consulta, ammettendo che sarebbe stato giusto riflettere di più su alcune sentenze”.
Quali sono gli effetti dei due referendum elettorali sull'attuale legge? Gli effetti saranno due leggi elettorali al termine del voto referendario?
Credo che ce ne sarà una sola. L'effetto sostanziale dei due referendum è il tentativo di provocare la reviviscenza della legge Mattarella del 1993. Se la Consulta dovesse ravvisare questo problema renderebbe ammissibile uno dei due referendum e non tutti e due”.