domenica 2 ottobre 2011

Quei radicali non sono una delegazione

Intervista a Erminio Quaertiani
Voce Repubblicana, 1 ottobre 2011
di Lanfranco Palazzolo

E’ improprio definire i radicali una delegazione nel gruppo parlamentare del Pd. Lo ha detto alla “Voce” l’onorevole del Pd Erminio Quartiani.
Onorevole Quartiani, cosa è accaduto nella riunione del direttivo del Partito democratico sull’iniziativa dei radicali di non partecipare al voto sulla mozione di sfiducia contro il ministro dell’Agricoltura Saverio Romano?
“Credo che un grande partito, come il Pd, non può che fare riunioni – a livello di gruppo – per discutere dei temi dell’attuali. Nella riunione di giovedì abbiamo a lungo riflettuto sul comportamento di quella che viene impropriamente chiamata delegazione radicale. Anche perché – dal punto di vista formale – c’è un gruppo parlamentare dove ciascun membro è presente con la sua responsabilità individuale. Questo comportamento assunto dai radicali non è nemmeno stato annunciato al nostro gruppo ed è difforme da quello che è l’orientamento complessivo assunto dal gruppo in una fase molto difficile visto che votavamo la sfiducia ad un ministro. Era un passaggio molto difficile per pubblicizzare alcune posizioni politiche. Io stesso ho condiviso alcune battaglie radicali, firmando l’appello sulle questioni delle carceri. Non è una questione di merito. Ecco perché è necessario giungere ad un chiarimento politico per affrontare alcune questioni. La stampa si aspettava che noi affrontassimo la questione solo dal punto di vista disciplinare. Questa non è una questione disciplinare. Io stesso sono convinto che una grande forza politica deve sempre affrontare le questioni, ma mai dal punto di vista disciplinare, ma la disciplina di gruppo è importantissima”.
Qualche mese fa i radicali si erano autosospesi dal gruppo del Pd.
“Io sono segretario d’aula del Pd. Non mi ero accorto di questa autosospensione perché ho sempre avuto ottime relazioni con gli amici radicali nel gruppo parlamentare. Mi sono anche meravigliato del fatto che in passato avevamo sempre trovato una strada per metterci d’accordo con i radicali. Si era sempre giunti ad un accordo politico. Ecco perché la decisione dei radicali di non partecipare al voto mi ha sorpreso. Per quanto riguarda precedenti autosospensioni quella è acqua passata”.
I radicali sono impegnati da tempo nella battaglia sull’amnistia. Avete mai avuto modo di discutere di questo tema nel direttivo del gruppo e nel gruppo parlamentare del Pd?
“Io ho sostenuto alcune iniziative radicali. E’ probabile che anche su questo argomento discuteremo nel gruppo. Io sono favorevole ad una discussione su questo argomento”.
E’ vero che nella riunione del direttivo la maggior parte degli intervenuti era favorevole all’espulsione dei radicali?
“Non risponde al vero. La discussione è stata serena e aperta. Vorrei che ci fosse questo atteggiamento da parte dei radicali”.