martedì 4 ottobre 2011

"Attenta vigilanza" sui radicali

Andrea Maori ha pubblicato un libro molto interessante su come i radicali sono stati "attenzionati" dalla polizia di stato. Grazie alla sensibilità di Stampa Alternativa è uscito "Attenta vigilanza. I radicali nelle carte di polizia (1953-1986)", con la prefazione di Giuseppe Moscati e la postfazione di Geppi Rippa.  
Tutte le forze politiche sono sempre state oggetto di "Un'attenta vigilanza". Il discorso vale per i radicali, ma anche per tante forze politiche. In questo libro troverete molti dei rapporti di polizia sui radicali e su Pannella. Un libro che rivela il clima di repressione che il nostro paese ha affrontato e continua a vivere oggi. Non perdetelo.

Vogliamo creare diritti in nome della libertà scientifica

Voce Repubblicana, 4 ottobre 2011
di Lanfranco Palazzolo
Intervista a Filomena Gallo

Il nostro compito è quello di creare diritti. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il vicesegretario dell’Associazione Luca Coscioni Filomena Gallo.
Filomena Gallo, quali sono le prospettive della battaglia dell’Associazione Luca Coscioni sulla libertà di Ricerca scientifica in un quadro politico modificato? Si aprono nuove prospettive per la vostra iniziativa?
“Il nostro obiettivo è quello di annullare il deficit di libertà nel nostro paese. Questo è anche il motto del nostro congresso. Vogliamo trovare strategie per dare risposte a tutti quei cittadini italiani che hanno perso la loro libertà. Sono quei cittadini che non possono accedere alle cure, non possono scegliersi una famiglia e non possono scegliere come vivere e come morire. I temi etici, come vengono definiti dal governo, sono lasciati fuori dalla porta. Questi sono la difesa dei diritti civili dei cittadini. Attraverso questi diritti può migliorare la speranza verso il futuro. L’associazione Luca Coscioni si batte per difendere quei cittadini che sono dimenticati da questa politica che non tiene conto dei diritti fondamentali dei cittadini italiani”.
Alla base del mancato coinvolgimento di larghe masse di cittadini di fronte alle battaglie che portate avanti c’è un problema di conoscibilità dei temi e degli argomenti che trattate?
“Ritengo che questa conoscenza ci sia. I cittadini italiani sono ancora capaci di intendere e di volere. C’è una politica che tende a modificare il senso delle parole. All’indomani della sentenza della Corte costituzionale che aveva cambiato la legge 40 abbiamo visto una conferenza stampa del sottosegretario Roccella e del ministro del Welfare Maurizio Sacconi, i quali avevano sostenuto che la sentenza della Consulta non aveva di fatto cambiato nulla. Questo è un modo per fare pessima informazione. Quella sentenza ha cambiato la legge 40. E centinaia di coppie, che erano costrette ad andare all’estero per avere possibilità di gravidanza, poter crioconservare, avere un maggior numero di embrioni, hanno approfittato di questi cambiamenti perché ne hanno avuto conoscenza. Questo ha significato benefici per tutti e maggiori gravidanze. I cittadini italiani hanno realmente capito quello che era accaduto. Ed erano a conoscenza di questi cambiamenti. Il nostro scopo è quello di fare chiarezza e creare diritti per i cittadini”.
In questo quadro politico avete pensato di rilanciare la battaglia referendaria?
“Il successo del referendum è avvenuto su una comunicazione semplice sui temi dell’acqua e del nucleare. Per il referendum sulla legge 40 è stato tuto molto più complesso perché si trattava di quesiti difficili da spiegare. Inoltre, contro questi referendum hanno anche agito forze che volevano creare confusione”.

La Costituzione provvisoria della Libia

Cari amici, la Libia ha una nuova Costituzione. Gheddafi non aveva pensato mai di scriverne una, anche se nell'ultimo periodo del regime c'era stata un'iniziativa molto debole in questo senso. Buona lettura.

Fedeli alla rivoluzione 17 febbraio 2011 (14 Rabì‘ al-àwwal 1432 h.), guidata dal popolo libico in tutto il paese, e devoti alle anime dei martiri di questa rivoluzione benedetta, che hanno sacrificato la propria vita per la libertà, una vita dignitosa nella propria patria, e il ripristino dell’insieme dei diritti negati da Gheddafi e dal suo ex regime,

Sulla base della legittimità di questa rivoluzione, ed in risposta alla richiesta del popolo libico che aspira ad uno stato basato sulla democrazia, sul principio del pluralismo politico e delle istituzioni, che desidera una società stabile, sicura e giusta, capace di promuovere la scienza e la cultura, garantire benessere e assistenza sanitaria, e educare le nuove generazioni allo spirito dell’Islam e all’amore del bene e della Patria.

In vista di una società basata sui principi di cittadinanza, giustizia, uguaglianza, prosperità e progresso, dove non ci sia posto per l’ingiustizia, la tirannia, il dispotismo, lo sfruttamento, e l’autocrazia, e in attesa della ratifica di una costituzione permanente tramite referendum popolare, il consiglio nazionale libico di transizione rilascia la presente dichiarazione costituzionale, perché costituisca la base della governance nella fase transitoria.



Capitolo 1
Disposizioni generali

Articolo 1
La Libia è uno stato indipendente e democratico, il suo popolo è la fonte dell’autorità, la capitale è Tripoli, la religione l’Islam e la Sharia è la principale fonte della legislazione. Lo stato garantisce ai non musulmani la libertà di praticare la propria religione. La lingua ufficiale è l’arabo. Lo stato libico garantisce i diritti culturali di tutti i componenti della società libica, e considera le loro lingue come lingue nazionali.

Articolo 2
La legge stabilisce l’emblema dello stato e l’inno nazionale.

Articolo 3
La forma e le dimensioni della bandiera nazionale sono così stabilite:
la base deve essere il doppio dell’altezza, ed è divisa in tre bande orizzontali: rossa in alto, nera in mezzo e verde in basso. La superficie della fascia nera è uguale alla superficie totale delle altre due, al centro della fascia è raffigurata una mezzaluna bianca, tra le cui estremità c’è una stella a cinque punte.

Articolo 4
Lo stato si impegna ad istituire un sistema politico civile e democratico basato sulla pluralità politica e sul multipartitismo, in vista di un’alternanza pacifica e democratica dell’autorità.

Articolo 5
La famiglia è la base della società e ricade sotto la protezione dello stato, che difende e protegge il matrimonio, garantisce la tutela della maternità, dell’infanzia e degli anziani, veglia sui nascituri, sui giovani e su coloro che hanno bisogni particolari.

Articolo 6
Tutti i Libici sono uguali davanti alla legge, e godono di eguali diritti civili e politici, di pari opportunità e pari doveri e responsabilità pubbliche, senza discriminazione sulla base della religione, della dottrina, della lingua, della ricchezza, sesso, relazione di sangue o opinione politica, ceto sociale o appartenenza tribale , regionale o familiare.

Capitolo 2
Diritti e libertà pubbliche
Articolo 7
Lo stato salvaguarda i diritti umani e le libertà fondamentali, si impegna ad aderire alle dichiarazioni e alle carte regionali ed internazionali che proteggono tali diritti e libertà, e lavora alla promulgazione di nuove carte che riconoscano all’uomo come rappresentante di Dio sulla terra

Articolo 8
Lo stato garantisce pari opportunità, e opera al fine di provvedere uno standard di vita dignitoso, il diritto al lavoro e all’educazione, all’assistenza sanitaria e alla previdenza sociale per tutti i cittadini, come garantisce il diritto alla proprietà individuale e privata. Lo stato garantisce altresì un’equa ripartizione della ricchezza nazionale tra i cittadini e le diverse città e regioni dello stato.

Articolo 9
E’ obbligo ogni cittadino difendere la patria e preservarne l’unità nazionale, non pregiudicare il sistema civile costituzionale e democratico, attenersi ai valori civili e combattere i regionalismi, i familiarismi e i tribalismi.

Articolo 10
Lo stato garantisce il diritto di asilo ai sensi di legge e proibisce l’estradizione dei rifugiati politici.

Articolo 11
Le abitazioni e i beni immobili privati sono inviolabili. E’ vietato accedervi o effettuarvi perquisizioni salvo nei casi previsti dalla legge, secondo le modalità ivi indicate. Ciascun cittadino ha il dovere di salvaguardare i beni pubblici e privati.

Articolo 12
La vita privata dei cittadini è inviolabile ed è protetta dalla legge. Lo stato non ha il diritto di spiare i suoi cittadini salvo in caso di ordinanza giudiziaria secondo le disposizioni di legge.

Articolo 13
La corrispondenza, le conversazioni telefoniche e gli altri mezzi di comunicazione sono inviolabili e confidenziali. Essi sono garantiti, e non possono essere sequestrati, esaminati o controllati salvo in caso di ordinanza giudiziaria, per un tempo limitato e conformemente alle disposizioni di legge.

Articolo 14
Lo stato garantisce la libertà d’opinione, di espressione individuale e collettiva, di ricerca scientifica, di comunicazione, della stampa, dei media, di stampa ed edizione, di circolazione, assembramento, manifestazione, sit-in pacifico se in conformità con la legge.

Articolo 15
Lo stato garantisce la libertà di formare partiti politici, associazioni e altre organizzazioni della società civile, e promulga una legge per la loro organizzazione. E’ vietato creare associazioni segrete o armate o contrarie all’ordine pubblico o alla moralità pubblica, o altri aspetti che rischino di compromettere lo stato e la sua integrità territoriale.

Articolo 16
La proprietà privata è salvaguardata, il proprietario non può vedersi negare il diritto di disporre dei propri beni entro i limiti della legge.

Capitolo 3
Sistema di governo nel periodo di transizione

Articolo 17
Il consiglio nazionale provvisorio di transizione è la più alta autorità dello stato libico, ed esercita le funzioni della sovranità suprema, ivi comprese la promulgazione delle leggi e l’attuazione della politica generale dello stato. Esso è il solo rappresentante legittimo del popolo libico, e la sua legittimità proviene dalla rivoluzione del 17 febbraio. Ad esso sono affidati i compiti di tutelare l’unità nazionale e la sicurezza del territorio nazionale, rappresentare e diffondere i valori e la morale, garantire la sicurezza dei cittadini e dei residenti, la ratifica dei trattati internazionali, e stabilire i fondamenti dello stato civile costituzionale e democratico.

Articolo 18
Il consiglio nazionale provvisorio di transizione è composto dai rappresentanti dei consigli locali. Al fine di stabilire il numero di rappresentanti di ciascun consiglio locale si dovrà tenere conto della densità demografica e della specificità geografica della città o della regione rappresentate. Il consiglio ha il diritto di aggiungere dieci membri per ragioni di interesse nazionale. La candidatura e la scelta dei dieci membri sono di pertinenza del consiglio. Il consiglio nazionale provvisorio di transizione elegge un presidente, un primo vice-presidente e un secondo vice-presidente. Qualora uno di queste posizioni fosse vacante, il consiglio designerà un sostituto. In tutti i casi, l’elezione avviene a maggioranza relativa dei presenti. Se più candidati hanno ottenuto la maggioranza, il candidato sarà designato dal presidente .

Articolo 19
Il presidente del consiglio nazionale provvisorio di transizione presta giuramento legale davanti al consiglio; così come i membri del consiglio nazionale provvisorio di transizione prestano giuramento davanti al presidente secondo la formula seguente:
“Nel nome dell’Altissimo, giuro di svolgere la mia funzione con onestà e sincerità, di mantenermi fedele agli obiettivi della rivoluzione del 17 febbraio, di rispettare la dichiarazione costituzionale e i regolamenti interni del consiglio, di vegliare pienamente sugli interessi del popolo libico e salvaguardare l’indipendenza della Libia, la sua sicurezza e la sua integrità territoriale.

Articolo 20
Il consiglio nazionale provvisorio di transizione funziona secondo un regolamento che stabilisce il metodo di lavoro, e le modalità di esercizio delle proprie funzioni.

Articolo 21
I membri del consiglio nazionale provvisorio di transizione non possono esercitare al contempo funzioni esecutive pubbliche, né fare parte di uno dei consigli locali. I membri non possono essere nominati nei consiglio d’amministrazione di una società, o partecipare agli obblighi del governo o di una delle istituzioni pubbliche. Durante la durata del mandato, il membro del consiglio, il suo congiunto o suo figlio, non possono acquistare, vendere, prendere o dare in affitto una proprietà dello stato, o farne oggetto scambio, o concludere un contratto con lo Stato in cui sia parte in causa, come committente, appaltatore o fornitore.

Articolo 22
Non è possibile destituire un membro del Consiglio nazionale provvisorio di transizione, fatto salvo il caso in cui venga meno una delle condizioni di appartenenza, o vi sia stata una violazione degli obblighi di appartenenza. La destituzione di un membro del Consiglio nazionale provvisorio di transizione si decide con la maggioranza dei due terzi dei suoi membri. La nomina termina in seguito al decesso o all’accettazione delle dimissioni da parte del Consiglio nazionale provvisorio di transizione o in caso di perdita dei diritti civili o della capacità di svolgere il proprio dovere. In caso di destituzione o termine della nomina spetta al consiglio regionale designare un sostituto.

Articolo 23
La sede del Consiglio nazionale provvisorio di transizione è Tripoli. Il Consiglio può avere una sede provvisoria a Benghazi. È altresì possibile che su richiesta della maggioranza dei suoi membri, si riunisca in altra località.

Articolo 24
Il Consiglio nazionale provvisorio di transizione designa un ufficio esecutivo ovvero un governo provvisorio composto da un presidente e da un numero sufficiente di membri per la gestione dei diversi settori del paese. Il Consiglio nazionale provvisorio di transizione ha il diritto di destituire il presidente dell’Ufficio esecutivo o del Governo provvisorio – o uno dei suoi membri, su decisione maggioritaria dei due terzi dei membri del Consiglio. Il presidente dell’Ufficio esecutivo – o il Governo provvisorio e i suoi membri sono responsabili collettivamente davanti al Consiglio nazionale provvisorio di transizione dell’attuazione della politica dello Stato, secondo le indicazioni dal Consiglio nazionale transitorio. Ciascun membro è responsabile davanti all’Ufficio esecutivo – o Governo provvisorio, dell’operato del settore che dirige.

Articolo 25
Il presidente e i membri dell’Ufficio esecutivo – o del Governo provvisorio sono tenuti a prestare giuramento secondo i termini enunciati dall’articolo 19 davanti al presidente del Consiglio nazionale transitorio, prima di accedere alle proprie funzione.

Articolo 26
L’Ufficio esecutivo – o il Governo provvisorio – procede all’attuazione della politica dello Stato, conformemente a quanto stabilito dal Consiglio nazionale transitorio, e promulga i decreti attuativi delle leggi pubblicate. L’Ufficio esecutivo – o il Governo provvisorio sottopone i progetti delle leggi all’esame Consiglio nazionale provvisorio che adotta le misure che ritiene appropriate.

Articolo 27
Il budget generale dello stato è stabilito ai sensi di legge.

Articolo 28
Il Consiglio nazionale di transizione stabilisce un ufficio amministrativo incaricato del controllo finanziario di tutte le entrate, le spese e i beni mobili e immobili che appartengono allo Stato. Tale ufficio è incaricato di utilizzare in modo appropriato e corretto tali risorse e a preservarle. Presenta regolare rapporto sullo stato dei beni al Consiglio nazionale transitorio o all’Ufficio esecutivo o al Governo transitorio.

Articolo 29
Il Consiglio nazionale di transizione designa i rappresentanti diplomatici all’estero, su nomina dell’Ufficio esecutivo. Il Consiglio ha il diritto di destituire tali rappresentanti e di approvare la loro dimissione. Ha altresì il diritto di approvare le credenziali dei capi delle missioni diplomatiche straniere. Il consiglio può autorizzare il suo presidente ad approvare le credenziali dei capi di missione diplomatiche straniere.

Articolo 30
Nella fase antecedente alla liberazione il Consiglio nazionale di transizione provvisorio è istituito conformemente alle proprie disposizioni. Esso rappresenta la più alta autorità dello stato libico, ed è responsabile dell’amministrazione del paese fino all’elezione del Congresso nazionale generale.
Dopo la dichiarazione di liberazione, il Consiglio nazionale transitorio occupa la sede principale di Tripoli, forma un governo transitorio entro 30 giorni, ed entro 90 giorni a decorrere dalla dichiarazione di liberazione procede a:
promulgare una legge che regoli l’elezione del Congresso nazionale generale
designare la Commissione elettorale nazionale suprema.
Indire le elezione del Congresso nazionale generale.
L’elezione del congresso nazionale generale avrà luogo entro 240 giorni dalla dichiarazione di liberazione.
Il congresso nazionale generale è composto da 200 membri eletti, tutti figli del popolo libico, in conformità alla legge relativa all’elezione del Congresso nazionale generale.

Il Consiglio nazionale transitorio viene sciolto nel corso della prima sessione del Congresso nazionale generale. Il membro più anziano presiede la seduta. Il membro più giovane assume il ruolo di relatore dei lavori della seduta. Nel corso di questa riunione, il presidente del congresso nazionale generale e i suoi vice sono eletti con scrutinio diretto e segreto a maggioranza relativa. Il governo transitorio prosegue i suoi lavori fino alla formazione di un governo ad interim.
Entro 30 giorni a decorrere dalla prima seduta il Congresso nazionale generale procede a:
1. nominare un primo ministro che a sua volta proporrà i nomi dei membri del suo governo, a condizione che ottengano la fiducia del Congresso Nazionale Generale prima di dare inizio ai propri lavori in quanto governo ad interim. Il Congresso procede anche alla nomina dei capi delle funzioni sovrane.
2. designare un organo costitutivo per formulare una bozza di costituzione - denominato Organo costitutivo per la bozza della costituzione . Tale organo presenterà una bozza di costituzione al congresso entro un termine di 60 giorni a partire dalla prima seduta.
Il progetto di costituzione è adottato dal Congresso nazionale generale e sottoposto a un referendum approvativo entro trenta giorni dalla data di adozione da parte del congresso. Se il popolo libico approva la costituzione a maggioranza dei due terzi degli elettori, il corpo costitutivo la ratifica come costituzione del paese e sarà adottata dal congresso nazionale generale. Se il popolo libico non è d’accordo sulla costituzione, l’organo costitutivo sarà incaricato di riformularla e per essere nuovamente sottoposta a referendum entro un periodo di 30 giorni.
Il Congresso nazionale generale promulga una legge elettorale conforme alla costituzione, entro un termine di 30 giorni.
Le elezioni generali si svolgono entro 180 giorni a decorrere dalla data della promulgazioni delle leggi elettorali. Il Congresso nazionale generale e il governo provvisorio supervisionano il processo elettorale in modo totalmente democratico e trasparente.
La commissione nazionale suprema per le elezioni (ricostituita dal congresso nazionale generale) organizza delle elezioni generali sotto la supervisione del corpo giudiziario nazionale sotto la sorveglianza delle nazioni unite e delle organizzazioni internazionali e regionali.
Il congresso nazionale ratifica e annuncia i risultati, e invita l’autorità legislativa a riunirsi entro 30 giorni. Nel corso della prima seduta, il Congresso nazionale generale è sciolto e l’autorità legislativa assume le proprie funzioni. A decorrere dalla la prima seduta dell’autorità legislativa, il governo provvisorio è considerato come un governo di gestione dei lavori fino all’adozione di un governo permanente conformemente alla costituzione.

Capitolo 4
Garanzie giudiziarie

Articolo 31
I crimini e le pene devono essere stabiliti da un testo scritto. L’imputato è considerato innocente fino a quando la sua colpevolezza non venga stabilita da un processo equo, che gli assicuri le garanzie necessarie per difendersi. Ciascun cittadino ha il diritto di far ricorso alla giustizia secondo la legge.

Articolo 32
Il potere giudiziario è indipendente, ed è preso in carica da diversi tipi di tribunali. Tale potere emette i suoi giudizi secondo la legge. I giudici sono indipendenti e non sottomessi ad alcuna autorità, fatta eccezione quella del diritto e della coscienza.
La creazione di tribunali d’eccezione è vietata.

Articolo 33
La giustizia è un diritto inviolabile di tutti, e la possibilità di fare ricorso in giudizio è un diritto naturale di ciascun cittadino. Lo stato garantisce di avvicinare gli organi giudiziari ai contendenti, e la rapidità di giudizio.

I testi di legge non possono contenere norme che stabiliscano l’immunità di qualsiasi decisione amministrativa, sottraendola al controllo giudiziario.

Parte 5

Disposizioni finali
Articolo 34
I documenti e le leggi di carattere costituzionale in vigore prima della presente dichiarazione sono abrogati.

Articolo 35
Tutte le disposizioni dell’attuale legislazione che non interferiscono con le disposizioni della presente dichiarazione, rimangono in vigore fino al loro emendamento o abrogazione. Ogni riferimento al Congresso popolare o Congresso generale del popolo presente in queste dichiarazioni deve intendersi riferito al Consiglio nazionale transitorio o al Congresso nazionale generale. Ogni riferimento al Comitato popolare generale o ai Comitati popolari va inteso come riferimento all’Ufficio esecutivo o al Governo o ai membri del Governo, ciascuno nel quadro delle proprie competenze. Ciascun riferimento alla Jamahiryya araba libica popolare e socialista deve intendersi come Libia.

Articolo 36
Le abrogazioni o emendamenti delle disposizioni che figurano nel presente documento sono possibili solo tramite disposizione del Consiglio nazionale transitorio provvisorio con la maggioranza dei due terzi dei suoi membri.

Articolo 37
La presente dichiarazione è pubblicata nei diversi media. Entra in vigore a partire dalla data di pubblicazione.

Il Consiglio nazionale di transizione
Fatto a Benghazi
Il 3 ramadan 1432 h.
Corrispondente al 3 agosto 2011