venerdì 7 ottobre 2011

La dialettica di quel regime

Intervista a Francesco De Leo
Voce Repubblicana del 7 ottobre 2011
di Lanfranco Palazzolo

Tra due anni Mahmoud Ahmadinejad si presenterà alle prossime elezioni presidenziali in Iran. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” Francesco De Leo, direttore della testata “Grandemedioriente.it. Le altre ragioni”, che si occupa degli assetti geopolitici in quest' area delicata per gli equilibri internazionali.

Giuseppe Di Leo, sono mesi che è in atto un duro scontro ai vertici del potere iraniano tra il Presidente della repubblica Mahmoud Ahmadinejad e le autorità teocratiche di quel paese. Dove porterà questo conflitto e quali conseguenze avrà per il paese?
“Agli occhi dell'Occidente questo scontro è visto, erroneamente, come una guerra di tutto il regime teocratico iraniano contro il Presidente. Il nostro metro di giudizio è sbagliato. Non tutto è così chiaro come sembra. Non dobbiamo confondere l'analisi delle vicende iraniane con i nostri parametri di giudizio. In quel paese agiscono una serie di poteri: quello della Guida suprema della repubblica, quello della Presidenza della Repubblica, quello del Parlamento, che in questo momento rappresentato è rappresentato da una figura come Larijani, da sempre in polemica con Ahmadinejad. Tuttavia, nonostante le apparenze, c'è una dialettica molto intensa in quel paese. Non parlerei di un attacco durissimo contro il potere politico da parte della teocrazia iraniana. Questa dialettica tra sistema politico e sistema religioso c'è sempre stata in Iran, e questa fase politica la rappresenta bene”.
Tuttavia, gli episodi a cui abbiamo assistito negli ultimi mesi hanno sorpreso tutti, soprattutto all'indomani della repressione che è seguita alle ultime elezioni presidenziali.
“E' senz'altro vero che lo scontro si è accentuato. Ma è anche bene ricordare che tra due anni si tornerà a votare per rinnovare i vertici del potere iraniano, la presidenza della Repubblica. Ahmadinejad rappresenta la parte povera della società iraniana, i diseredati. Sarebbe un errore pensare di ridurre le nostre considerazioni sull'Iran alla sola Teheran. Questo resta pur sempre un paese immenso con realtà politiche e sociali molto complesse, che l'occidente dovrebbe conoscere maggiormente”.
Cosa pensano gli iraniani di Ahmadinejad?
Ahmadinejad è un leader politico populista, che continua ad avere una presa fortissima nei confronti delle masse di quel paese. L'immagine di quest'uomo politico ha fatto breccia anche in altri paesi arabi sunniti, dove viene guardato con ammirazione. In questa fase politica, il presidente iraniano deve però fare i conti con i gravissimi problemi economici del paese e con le riforme del sistema produttivo iraniano. La partita del presidente iraniano si gioca su questo. La classe media non ama Ahmadinejad perché sta pagando i costi della riforma economica del Presidente”.