domenica 9 ottobre 2011

Come sono andate le elezioni in Bahrain?

Il 24 settembre e il 1° ottobre 2011 si sono svolte le elezioni a doppio turno per l’attribuzione di 18 seggi, resisi vacanti, dei 40 presenti al Consiglio dei rappresentanti (Majlis Al Nuwab), camera bassa del Parlamento del paese. Nell’ambito del primo turno sono stati assegnati 5 dei 14 seggi rimanenti dopo che all’inizio di settembre 4 seggi erano stati conferiti automaticamente, per mancanza di competitori, agli unici candidati presentatisi nelle rispettive circoscrizioni. Il secondo turno, differentemente dal primo, ha visto l’elezione di due candidate donne che con la loro inclusione al Consiglio portano al dieci per cento la quota femminile della camera bassa.

Le elezioni di fine settembre hanno avuto luogo al fine di riempire i seggi rimasti vacanti a seguito delle dimissioni di fine febbraio scorso dei 18 membri del principale movimento di opposizione sciita Al Wefaq, dimissioni volte a protestare contro gli esigui poteri finora attribuiti alla camera bassa. Tale movimento aveva dapprima boicottato le elezioni parlamentari del 2002, riportando invece schiaccianti vittorie nel 2006 e nel 2010, per boicottare da ultimo - assieme ad altre formazioni politiche - le recenti elezioni.
Si ricorda che il Bahrain, classificato come “Stato non libero” da Freedom House, è una monarchia costituzionale. In base alla Costituzione del 2002, il potere legislativo è esercitato da un parlamento bicamerale, composto dal Consiglio dei rappresentanti (Majlis Al Nuwab) e dal Consiglio consultivo (Majlis Al Shura). Il Consiglio dei rappresentanti è composto da 40 membri, eletti a suffragio universale maschile e femminile da tutti i cittadini maggiorenni (con più di 21 anni di età), con sistema uninominale maggioritario a doppio turno. Il Consiglio consultivo è anch’esso composto da 40 membri, nominati però dal re (la Camera alta appare prevalente nel processo legislativo). Re del Bahrain è, dal 2002, Hamad bin Isa Al-Khalifa, già al potere dal 1999 con il titolo di emiro. Primo ministro, dall’inidipendenza dell’Emirato nel 1971 (il più longevo per carica dei capi di governo del mondo) è Khalifa bin Salman Al-Khalifa.
Per quanto concerne l’esercizio concreto delle libertà politiche e civili, la formale costituzione di partiti politici risulta proibita per legge, anche se il governo consente la costituzione di gruppi informali; inoltre una legge del 2005 ha proibito la costituzione di associazioni di carattere politico basate sulla classe, sull’appartenenza professionale o sulla religione; mentre per tutte le associazioni, comprese quelle a carattere politico, è richiesta la registrazione da parte del Ministero della giustizia. Anche la libertà di assemblea appare sottoposta a significative restrizioni: in particolare le manifestazioni pubbliche necessitano di un’apposita autorizzazione e comunque sono proibite dall’alba al tramonto. Analoghe criticità si manifestano con riferimento alla libertà di espressione e di stampa: il governo controlla tutti i mezzi di comunicazione di massa ed anche i tre editori privati di organi di stampa risultano avere stretti legami con le autorità governative. Inoltre, è vietata la diffusione attraverso siti internet di contenuti politici.
Il Bahrain è stato interessato dalle proteste che hanno coinvolto Nord Africa e Medio Oriente, fino a giungere, il 14 marzo scorso, all’intervento di forze armate e di polizia dei paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo (in particolare Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti) a sostegno del governo del Bahrain. In questo paese alle cause generali e comuni a tutta l’area, che possono aver contribuito allo scoppio della crisi (quali gli andamenti demografici, il disagio di parte della popolazione ed in particolare delle giovani generazioni in un contesto di modernizzazione economica e sociale e di alti tassi di scolarizzazione), si sono aggiunte le tensioni, da tempo esistenti, tra la maggioranza della popolazione, sciita, e la minoranza sunnita, che però esprime la famiglia regnante e la classe dirigente del paese. Da segnalare che il governo del Bahrain ha, tra il primo e il secondo turno elettorale, approvato una raccomandazione indirizzata a rivedere il sistema di circoscrizioni elettorali e trasferire il ruolo predominante nel processo legislativo dalla camera alta alla camera bassa. Tali riforme, costantemente richieste dall’opposizione, sono state oggetto di raccomandazioni elaborate in seno al Dialogo nazionale. Si tratta di un foro che ha raccolto circa 300 cittadini del Bahrain provenienti da vari settori sociali, politici, mediatici e sindacali della società e che si è riunito nel luglio scorso allo scopo di riconciliare il paese e superare le profonde divergenze politiche e sociali che sono emerse nelle proteste antigovernative che hanno colpito il paese nel febbraio scorso e di lì in avanti.