martedì 11 ottobre 2011

Quella scelta che mortifica il sud

Voce Repubblicana, 11 ottobre 2011
Intervista a Lucio D'Ubaldo
di Lanfranco Palazzolo

La scelta a favore di Michele Emiliano alla guida dell’Anci avrebbe rappresentato senza dubbio un elemento di grande credibilità per le autonomie locali. Ma la scelta che è stata fatto è diversa. Lo ha spiegato alla “Voce” il senatore del Partito democratico Lucio D’Ubaldo.
Senatore D’Ubaldo, cosa pensa dell’elezione di Graziano Delrio alla guida dell’Associazione nazionale dei comuni italiani al termine della XV assemblea dell’Anci? In questi giorni lei ha espresso delle perplessità su come si è giunti a questa scelta. Ci spiega le ragioni delle sue critiche?
“Negli ultimi tre lustri – dal 1995 in poi – si sono alternati tre Presidenti alla guida dell’Anci. In ordine cronologico, hanno ricoperto questo incarico il sindaco di Catania Enzo Bianco (Sud), quello di Firenze Leonardo Domenici (Centro), e quello di Torino Sergio Chiamparino (Nord). La logica vuole che ci debba essere un’alternanza alla guida dell’Associazione tra sindaci espressione del Nord e del Mezzogiorno. In questo caso era logico attendersi l’elezione di un sindaco del Sud alla guida dell’Anci. Una scelta del genere era prevedibile. E un candidato alla Presidenza dell’Anci c’era: il sindaco di Bari Michele Emiliano. La candidatura di Emiliano non era affatto posticcia o inadeguata. Anzi, è uno dei sindaci che ha maggior prestigio e forza”.
E’ vero che il segretario del Partito democratico Pierluigi Bersani si era schierato a favore di Michele Emiliano per favorire la sua elezione?
“All’interno del Partito democratico c’era stata una discussione molto sofferta su questa scadenza. Alla fine, il segretario aveva dato un’indicazione di massima a favore di Michele Emiliano, lasciando la massima libertà agli amministratori locali di scegliere. L’errore di questa scelta è stato che, proprio nel momento in cui dobbiamo ribadire l’unità del paese, l’elezione di un sindaco del Sud sarebbe stato un elemento di credibilità per tutti e per il mondo delle autonomie locali e per coloro che vogliono vedere uno spiraglio di ottimismo in questa fase difficile per il Paese”.
Come si è arrivati alla scelta del sindaco di Reggio Emilia Delrio per la guida dell’Anci?
“Delrio è un sindaco di grandi qualità. Non ho nulla da dire su di lui. E’ il metodo che ha portato alla sua elezione non mi ha convinto. Si è trattato di un dibattito tutto interno al Pd. Mentre si trattava di eleggere una figura che deve rappresentare gli interessi di tutti i comuni italiani. Questo spettacolo non ha fatto onore all’Associazione. Una volta si arrivava all’elezione del Presidente dell’Anci attraverso un lavoro di tessitura, che stavolta non c’è stato. Stavolta ha deciso tutto il Pd. E questo non fa bene all’Anci. Mi auguro che l’Anci faccia tesoro della confusione che abbiamo visto all’ultima assemblea”.