mercoledì 12 ottobre 2011

Bersani sbaglia sulle alleanze

Intervista a Jean Leonard Touadì
Voce Repubblicana, 12 ottobre 2011
di Lanfranco Palazzolo

L'alleanza che vorrebbe Bersani deve essere guardata dallo specchio retrovisore. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il deputato del Partito democratico Jean leonard Touadì.
Onorevole Touadì, il Modem si è riunito a Roma per chiedere un governo di emergenza nazionale. Perchè avete dato vita a questa iniziativa? Non pensate che possa creare nuove divisioni all'interno del Partito democratico?
“Ci sono due elementi a favore della nostra proposta per un governo di emergenza: il primo elemento è la perdita di credibilità internazionale dell'Italia e la perdita di credibilità del governo italiano. L'immobilismo e l'inazione di questo governo impedisce di dare alle istituzioni europee e ai mercati quelle risposte al governo dell'economia che devono avere un carattere strutturale, all'insegna e in coerenza con gli impegni presi dal nostro paese in ambito europeo. Ci vuole un governo autorevole, che abbia un ampio sostegno parlamentare. Inoltre, è necessario cambiare la legge elettorale che, anche a detta di chi l'ha proposta, deve essere abolita”.
Al di la della vostra proposta politica crede che ci siano delle difficoltà politiche, da parte dello stesso Partito democratico, nel concepire una nuova alleanza programmatica in grado di reggere ad una difficile prova di governo?
“Il Partito democratico è nato con l'ambizione di superare la 'fotografia di Vasto', nella quale erano ritratti Pierluigi Bersani, Nichi Vendola e Antonio Di Pietro. Questo partito ha l'ambizione di voler parlare a mondi diversi anche oltre i tradizionale recinto del centro-sinistra. Questo partito vuole coagulare intorno a se nuovi soggetti riformisti per dare a questo paese delle riforme liberali. La foto di Vasto ci sembra asfittica da guardare solo con lo specchio retrovisore”.
Crede che sia possibile costruire un'alleanza con chi ha una visione radicalmente diversa del sistema politico come l'Udc di Casini, che certo non vuole il bipolarismo, ma propugna la politica delle “mani libere”?
“Se il Partito democratico è quello che ho delineato prima, questo soggetto dovrebbe essere al centro di nuove alleanze, che non deve basarsi solo su 'No' a Silvio Berlusconi, ma su una proposta di governo condivisa”.
All'inizio dell'appuntamento organizzato dal Modem, l'assemblea della minoranza del Pd ha voluto ricordare Steve Jobs, che viene considerato anche come il simbolo del materialismo tecnologico americano. Non trova contraddittorio che sia il Pd a ricordarlo?
“Tutto quello che arriva dagli Stati Uniti ha il merito di entusiasmarci. Se c'è una cosa che affascina di questo paese sono le opportunità che offre a tutti. Da noi le abilità personali sono soffocate. E non sono messe in condizione di sfruttare i propri talenti. Ecco perché il ricordo di Jobs era doveroso”.