sabato 15 ottobre 2011

Il nostro contributo laico

Voce Repubblicana, 15 ottobre 2011
di Lanfranco Palazzolo
Intervista a Silvana Prosperi

La cultura della laicità è in crisi, ma con il nostro impegno vogliamo dare anche un contributo alla politica. Lo ha spiegato alla “Voce Repubblicana” Silvana Prosperi, coordinatrice del quarto festival mediterraneo della laicità che si svolgerà oggi e domani a Pescara, grazie al contributo della Tavola Valdese.
Silvana Prosperi, da quali temi sarà caratterizzato il festival mediterraneo della laicità? Perché avete deciso di organizzare questa iniziativa mentre la cultura laica viene ormai dichiarata in crisi?
“Noi abbiamo voluto fortemente questo nostro tradizionale appuntamento. E siamo riusciti a portarlo avanti per ben quattro edizioni. Abbiamo una struttura in grado di affrontare i contesti che non sono favorevoli. La formula di questa iniziativa è molto semplice. Noi, in due giornate, il 15 e il 16 ottobre, organizziamo degli incontri con intellettuali e studiosi, uomini e donne che si impegnano su questo tema della laicità. E lo coniughiamo su un tema specifico. L’argomento su cui ci cimentiamo quest’anno è ‘La laicità e il corpo’. Tutti hanno visto che sul ‘corpo’ si stanno giocando delle battaglie che dovrebbero coinvolgere molto di più l’opinione pubblica italiana”.
Chi saranno i vostri ospiti?
“Al nostro appuntamento saranno presenti Filomena Gallo, neoeletta segretaria dell’Associazione Luca Coscioni. Sarà lei ad aprire il nostro convegno sulle logiche e la codificazione della malattia. Seguirà una conversazione tra Chiara Lalli e Cinzia Dato. Il dibattito riguarderà il prossimo libro di Chiara Lalli dal titolo ‘C’è chi dice no’, dedicato all’obiezione di coscienza nel campo scientifico. Questi sono alcuni dei temi che verranno toccati nel corso della nostra due giorni sulla laicità a Pescara”.
Perché in questa edizione vi siete lasciati alle spalle la politica, dando un taglio culturale e letterario a festival?
“Noi cerchiamo sempre di dare spazio alla cultura perché siamo convinti che la cultura sia anche politica”.
E’ sicura di questo?
“Quando non c’è cultura non può esserci politica”.
Non pensa che la politica di oggi sia qualcosa di troppo lontano dalla cultura?
“Questo è quello che vediamo spesso in Italia. Penso che un maggior impegno culturale possa rendere la politica migliore. Se manca la cultura la politica non è in grado di fare molto. Il nostro pubblico è molto eterogeneo”.
A chi assegnerete il vostro premio annuale?
“Il premio Laici 2011 lo abbiamo assegnato a Ifanka Pasagic, una neuropsichiatra infantile che lavora a Tusla, in Bosnia, dove c’è stata una guerra civile spaventosa. Lei ha dato il sostegno a donne e bambini vittime di gravi violenze. Negli anni scorsi avevamo premiato il filosofo Emanuele Severino e il professor Boberot, fondatore dello studio della sociologia della laicità alla Sorbona di Parigi”.