sabato 22 ottobre 2011

Quel criminale andava catturato


Intervista a Margherita Boniver
Voce Repubblicana del 23 ottobre 2011
di Lanfranco Palazzolo

Avrei preferito una cattura di Gheddafi da vivo. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” l'onorevole Margherita Boniver del Popolo delle libertà.
Onorevole Boniver, ritiene che la morte di Gheddafi sia stata la soluzione migliore per la fine della guerra?
Non sono sorpresa della morte di Gheddafi. La morte del dittatore libico è stata preceduta da molte situazioni nelle quali si diceva che Gheddafi si trovava in Algeria o in altri luoghi della Libia dove si nascondeva. Posso dire che mi dispiace che sia stato ucciso e poi barbaramente calpestato come in una specie di rito tribale. Nelle guerre civili si svolgono questi e altri riti ben peggiori. Avrei preferito una cattura di Gheddafi da vivo e un suo processo di fronte ad un tribunale internazionale o libico che lo giudicasse per i suoi crimini contro il suo paese e il suo popolo. La sua morte significa la fine di un lungo periodo di transizione politica”.
Quando ritiene che sia iniziato questo periodo di lunga transizione?
Ancor prima delle operazioni Nato. Non dobbiamo dimenticare che la Libia era stata sottoposta ad un lungo periodo di repressione prima della rivolta di Bengasi. Trovo che in questa situazione ci sia una curiosa coincidenza. La primavera araba, la rivolta dei gelsomini è iniziata a febbraio, a Bengasi. E' il caso di ricordare che era stato proprio in questa città che – se non ricordo male – nel 2004 c'era stata una durissima protesta contro le cosiddette vignette “blasfeme” del ministro Calderoli. In realtà, in quella occasione ci fu una vera e propria rivolta contro Gheddafi repressa nel sangue. Ed è proprio a Bengasi che le proteste contro il regime sono ricominciate. Quel regime non è stato in grado e capace di rinnovarsi. Il futuro della Libia era affidato ad uno dei figli di Gheddafi. Questa rivoluzione nasce dalla volontà dei libici di riprendere nelle proprie mani il proprio destino”.
Che ruolo hanno avuto le forze Nato nella morte di Gheddafi?
Il dittatore libico è stato ucciso da un raid delle forze del Consiglio nazionale transitorio (Cnt), ma anche da un raid aereo della Nato che ha appoggiato questa offensiva”.
L'Italia riuscirà a trarre vantaggi economici da questo cambio di regime?
Credo che i rapporti che uniscono l'Italia alla Libia sono forti anche grazie alla chiusura del vergognoso capitolo della nostra colonizzazione. L'Italia ha un ruolo preminente in quel ricchissimo paese. Molte imprese sono presenti in quel paese e ci resteranno. Tutto questo non può essere cancellato. L'Italia e il Governo Berlusconi sono stati i primi a riconoscere il Cnt e i ribelli e il sostegno di una nuova compagine di politici. Ecco perché credo che i rapporti con la nuova Libia saranno buoni. E credo che il trattato di amicizia con la Libia debba essere ripristinato”.

Le ultime parole famose di Enrico Mentana la sera prima della morte di Gheddafi