venerdì 28 ottobre 2011

Qui ci vuole un T-Party, ma senza attaccare Bersani

Intervista a Marco Lioni
Voce Repubblicana del 28 ottobre
di Lanfranco Palazzolo

Il manifesto dei T-Party chiede al Partito democratico una svolta sulla politica economica. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” Gianluca Lioni, responsabile dell'Innovazione radiotelevisiva del Pd.
Gianluca Lioni, come trentenne del Partito democratico lei ha firmato un manifesto nel quale, insieme ad altre decine di esponenti del Pd, un profondo rinnovamento nelle scelte politiche del Pd. Cosa avete proposto?
“Non vogliamo alimentare nessuna contrapposizione all'interno del Partito democratico. Il nostro è un approccio costruttivo. Il nostro non è stato un manifesto contro il segretario del Partito democratico Pierluigi, ma un approccio costruttivo che chiede con coraggio di tornare allo spirito con cui è nato il Pd. Il Partito democratico era nato per sfidare i conservatorismi, per innovare, per mettere in discussione caste e corporazioni, per liberare le energie di questo paese. Noi trentenni abbiamo il diritto di chiedere delle riforme”.
Qual è il limite più grosso della segretaria politica di Pierluigi Bersani?
“Bersani è il nostro segretario. Noi condividiamo molte delle cose che fa. Nessuno ha voluto attaccare il segretario del Pd con questo manifesto. Il nostro è solo un documento di contenuti politici. Non vogliamo giocare al risiko delle correnti politiche. Non vogliamo nemmeno giocare la carta dell'attacco alla segreteria del partito. Sarebbe un'iniziativa senza senso. Chiediamo delle cose precise sui costi della politica; sul mercato del lavoro, che deve essere riformato; sulle pensioni, che non devono essere un tabù; sulla riduzione degli sprechi e sulle liberalizzazioni. Su questo Bersani è stato molto bravo”.
Nel vostro documento avete citato più volte Romano Prodi.
“Romano Prodi resta per noi un grande punto di riferimento. L'ex presidente del Consiglio è stato l'artefice dell'incontro tra culture profondamente diverse. C'è una vulgata diffusa nel partito in cui si sostiene che i governi Prodi hanno fallito perché hanno proposto riforme liberali. In realtà queste riforme sono state bloccate dai veti di una coalizione male assortita, dai veti di partitini massimalisti”.
I trentenni hanno un ruolo marginale nel Pd?
“Noi non pensiamo che i trentenni abbiano un ruolo marginale nel Pd. Hanno firmato il nostro documento ragazzi di 21 e 27 anni che fanno amministrazione locale, sono amministratori provinciali, sindaci, assessori di grandi città. Le nuove generazioni ci sono, ma forse non sono sfruttate al meglio dal Partito democratico proprio mentre sembra che si apra un nuovo ciclo politico. Noi crediamo che la nuova stagione del Pd possa offrire molte opportunità ai giovani”.
Cosa pensa dei rottamatori di Matteo Renzi?
“Renzi dice alcune cose condivisibili. Però non condivido le sue critiche contro Bersani”.