giovedì 3 novembre 2011

Il Consiglio europeo del 23-26 ottobre 2011

Politica economica

il Consiglio europeo ha individuato un numero limitato di priorità chiave per la politica economica interna da portare avanti a breve termine ai fini di una crescita intelligente, sostenibile, inclusiva ed eco-compatibile:
· raggiungimento, entro la fine del 2012, di un accordo sulle 12 proposte prioritarie enunciate nell'atto per il mercato unico (vedi dossier RUE “Atto per il mercato unico europeo” del 24 ottobre 2011) in materia di: accesso delle PMI ai finanziamenti; mobilità dei lavoratori; tutela dei diritti di proprietà intellettuale; sviluppo del settore dei servizi; realizzazione delle reti infrastrutturali; creazione di un mercato unico europeo del digitale; promozione dell’imprenditoria sociale; revisione della normativa fiscale; miglioramento del quadro normativo per le imprese; miglioramento del quadro normativo sugli appalti pubblici;
· completamento dell'attuazione della direttiva servizi negli ordinamenti nazionali entro la fine del 2011 e assicurare che gli sportelli unici siano completamente operativi e gli operatori economici siano pienamente informati delle nuove opportunità che la direttiva offre;
· presentazione in tempi brevi, da parte della Commissione, della tabella di marcia per il completamento del mercato unico digitale entro il 2015 (con misure atte a promuovere il commercio elettronico, l'uso transfrontaliero dei servizi online, la copertura più ampia possibile della banda larga, la facilitazione dell'identificazione e dell'autenticazione elettroniche, la modernizzazione del regime europeo di proprietà intellettuale) e rapido raggiungimento di un accordo sul programma relativo alla politica in materia di spettro radio;
· impulso all'attuazione del programma d'azione del 2007 per la riduzione degli oneri amministrativi, in particolare per le PMI,al fine di raggiungere l'obiettivo di una riduzione del 25% entro il 2012;
· applicazione da parte degli Stati membri delle raccomandazioni specifiche di politica economica adottate nell’ambito del semestre europeo nelle decisioni nazionali in materia di politica di bilancio e di riforme strutturali.
Il Consiglio europeo, rilevato che la crisi ha accentuato la pressione sui bilanci nazionali, ha inoltre ribadito l’importanza  di ottimizzare l'utilizzo delle risorse disponibili, specialmente nei Paesi che stanno attuando un programma di aggiustamento delle finanze pubbliche. A questo scopo ha chiesto l'adozione entro la fine dell'anno delle proposte che consentano di aumentare temporaneamente i tassi di cofinanziamento per i fondi dell'UE in Grecia, Irlanda, Portogallo, Lettonia, Romania e Ungheria.

Governance economica

Il Consiglio europeo ha sottolineato la sua ferma volontà di applicare in modo pieno ed efficace il pacchetto di sei atti legislativi sulla governance economica, approvati in via definitiva il 4 ottobre scorso,  (vedi dossier RUE “La riforma della governance economica dell’UE”, del 24 ottobre 2011) e relativi al rafforzamento del Patto di stabilità e crescita, ai quadri nazionali di bilancio e alla sorveglianza sugli squilibri macroeconomici.
In questa prospettiva, i Capi di Stato e di governo
· hanno accolto con favore l'intenzione della Commissione di rafforzare, all'interno della Commissione stessa, il ruolo del commissario competente. Al riguardo, si ricorda che il 27 ottobre il Presidente Barroso ha nominato il Commissario agli affari economici e finanziari, Rehn, Vicepresidente della Commissione europea.
· hanno condiviso l’impegno della Commissione di anticipare, nell’ambito del semestre europeo, la sua analisi annuale della crescita (prevista per gennaio 2012) al dicembre 2011, permettendo così al Consiglio di preparare in modo approfondito il Consiglio europeo della primavera 2012.
· hanno concordato sulla opportunità di designare un Presidente dell’eurozona a livello dei Capi di Stato e di governo. La designazione verrà effettuata dagli stessi capi di Stato e di governo nella stessa occasione in cui il Consiglio europeo elegge il suo Presidente e per la stessa durata. In attesa della prossima elezione, l'attuale presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, presiederà le riunioni del vertice euro.
· ha preso atto dell'intenzione dei Capi di Stato e di governo della zona euro di vagliare anche la possibilità di apportare modifiche limitate al Trattato. Il Consiglio europeo tornerà sulla questione a dicembre, sulla base di una relazione del presidente del Consiglio europeo in stretta collaborazione con il presidente della Commissione e il presidente dell'Eurogruppo.

Aspetti esterni della politica economica

Il Consiglio europeo auspica, oltre alla conclusione del ciclo di Doha nel quadro dell'Organizzazione mondiale per il commercio (OMC), la definizione di accordi bilaterali e regionali, in particolare con le regioni limitrofe e con i partner i cui mercati sono in rapida espansione. Tale impegno dovrebbe orientarsi in particolare verso l'eliminazione degli ostacoli agli scambi, il miglioramento dell'accesso al mercato, condizioni di investimento appropriate, la protezione della proprietà intellettuale, l'accesso alle materie prime e l'apertura dei mercati degli appalti pubblici;

Regolamentazione mercati finanziari

Il Consiglio europeo ha espresso apprezzamento per l'accordo raggiunto in vista dell’adozione definitiva del regolamento relativo alle vendite allo scoperto e auspica l’adozione delle proposte legislative relative ai derivati over the counter (OTC) e ai sistemi di garanzia dei depositi entro la fine di quest'anno e di quelle relative ai requisiti patrimoniali entro l'estate 2012.

G20

Il Consiglio europeo auspica che il prossimo vertice G20 di Cannes (3-4 novembre 2011) concordi un piano d’azione ambizioso in risposta all’attuale rallentamento dell’economia e realizzi progressi concreti relativamente a:
· riforma del sistema monetario internazionale, rafforzando gli strumenti di sorveglianza e gestione delle crisi, migliorando il coordinamento delle politiche economiche e monetarie ed evitando il protezionismo finanziario. Il Fondo monetario internazionale dovrebbe inoltre disporre di risorse adeguate, anche attraverso contributi dei Paesi con un consistente surplus esterno;
· regolamentazione e vigilanza del sistema finanziario, assicurando l’attuazione degli impegni precedenti, realizzando quadri coerenti a livello internazionale per i principali istituti finanziari, rafforzando la regolamentazione del sistema bancario parallelo, contrastando i paradisi fiscali e riducendo l’eccessivo affidamento sui rating del credito. Si dovrebbe inoltre esplorare l’opportunità di una tassa sulle transazioni finanziarie a livello mondiale (per quanto riguarda l’UE, una proposta di direttiva è stata presentata dalla Commissione europea il 28 settembre 2011)
· eccessiva volatilità dei prezzi dei prodotti di base, rafforzando la trasparenza dei relativi mercati e migliorando il funzionamento e al regolamentazione dei mercati dei derivati;
· crescita sostenibile ed inclusiva e liberalizzazione internazionale degli scambi, puntando alla conclusione del ciclo di Doha per lo sviluppo, sostenendo attivi negoziati nell’ambito dell’Organizzazione mondiale del commercio e applicando appieno l’agendo di sviluppo del G20;

lotta ai cambiamenti climatici.

Il Consiglio europeo ha approvato le conclusioni del Consiglio dell’UE del 4 e 10 ottobre 2011 che illustrano in dettaglio la posizione dell'UE per la conferenza di Durban sui cambiamenti climatici. Sottolinea che per raggiungere l'obiettivo concordato di un aumento massimo delle temperature globali di 2ºC è essenziale un un quadro giuridicamente vincolante completo e un calendario chiaro, che assicuri la partecipazione globale anche da parte delle grandi economie.

Politica estera

Il Consiglio europeo ha ribadito l’impegno a sostenere la transizione democratica dei paesi del bacino meridionale del Mediterraneo nel contesto della politica europea di vicinato. Per quanto riguarda in particolare la Libia, che dopo la morte di Gheddafi può voltare pagina, il Consiglio europeo attende l’avvio di una transizione democratica pacifica e trasparente che coinvolga tutti i libici e la preparazione di elezioni libere e regolari. L’Unione europea è pronta a sostenere la nascita di una Libia democratica.
Allo stesso modo il sostegno dell’UE va ad un Egitto democratico e pluralista. Il Consiglio europeo ha espresso la sua preoccupazione per i recenti tragici scontri nel paese e sottolineato l’importanza di assicurare la libertà di religione e la protezione delle minoranze religiose.
Nel salutare con favore lo svolgimento delle elezioni in Tunisia, il Consiglio europeo ha manifestato la volontà dell’UE di aiutare le nuove autorità nel processo di democratizzazione e sviluppo economico sostenibile del paese.
Il Consiglio europeo ha espresso inoltre la propria preoccupazione per la situazione in Siria, condannando la brutale repressione da parte del regime nei confronti della popolazione e sollecitando il presidente Assad a farsi da parte per favorire la transizione politica nel paese. Fino a quando le repressioni violente proseguiranno, l’UE continuerà ad imporre misure restrittive nei confronti della Siria. Il Consiglio europeo ha esortato inoltre tutti i membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ad assumersi le proprie responsabilità rispetto alla situazione siriana.
In merito alle inaccettabili violazioni dei diritti umani in Iran, il Consiglio europeo ha espresso soddisfazione per il rafforzamento ulteriore delle misure restrittive assunte dall’UE nei confronti del paese che è esortato a rispettare tutti gli obblighi derivanti dal diritto internazionale. E’ necessario inoltre che l’Iran si impegni in colloqui costruttivi per giungere ad una soluzione globale sul dossier nucleare al fine di evitare ulteriori possibili sanzioni.
Nel manifestare soddisfazione per lo svolgimento del secondo vertice del Partenariato orientale, il Consiglio europeo ha apprezzato l’intenzione di Commissione ed Alto rappresentante di proporre una tabella di marcia che contenga azioni, obiettivi e strumenti. L’adesione ai principi democratici e allo stato di diritto determineranno il ritmo e la portata dell’associazione politica e dell’integrazione economica dei paesi partner con l’UE.

Dichiarazione sull’ETA

In una dichiarazione allegata alle conclusioni, il Consiglio europeo ha espresso soddisfazione per la decisione dell’ETA di cessare l’attività terroristica e apprezzamento per la fermezza e la determinazione dimostrata dalla Spagna nella lotta alla violenza. Nel ricordare la solidarietà manifestata dall’Europa, uno speciale ringraziamento è stato rivolto al governo e al popolo francesi. Conclude la dichiarazione un ricordo particolare per le vittime della violenza. 

Dichiarazioni dei Capi di stato e di governo dell’Eurozona del 26 ottobre

Situazione dell’Italia e della spagna

Il Consiglio europeo a livello di Eurozona ha esaminato la situazione economica di Spagna e Italia, e le iniziative prospettate dai rispettivi Governi nazionali per fronteggiare la crisi e riavviare la crescita.
Con riferimento all'Italia nella dichiarazione:
· si esprime apprezzamento per le riforme strutturali volte al rafforzamento della crescita e la strategia per il risanamento di bilancio, indicate nella lettera trasmessa ai Presidenti del Consiglio europeo e della Commissione (peraltro non resa pubblica). Peraltro l'Italia viene esortata a presentare con urgenza un calendario ambizioso di tali riforme.
· si apprezza inoltre l'impegno dell'Italia per raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2013 e un'eccedenza strutturale di bilancio nel 2014, che determini una riduzione del debito pubblico lordo al 113% del PIL nel 2014, nonché la prevista introduzione di una norma in materia di pareggio di bilancio nella Costituzione entro la metà del 2012.
· si prende atto che l'Italia attuerà le riforme strutturali proposte intese ad aumentare la competitività riducendola burocrazia, abolendo le tariffe minime nei servizi professionali e liberalizzando ulteriormente i servizi pubblici e le imprese di pubblica utilità a livello locale.
· si prende atto dell'impegno a riformare la legislazione del lavoro e in particolare le norme e le procedure in materia di licenziamenti e di rivedere il sistema di sussidi di disoccupazione attualmente frammentario, entro la fine del 2011, tenendo conto dei vincoli di bilancio.
· si prende inoltre atto del piano di innalzamento dell'età pensionabile a 67 anni entro il 2026 e si raccomanda entro la fine dell'anno la definizione del processo per conseguire tale obiettivo.
· si sostiene l'intenzione di rivedere i programmi relativi ai fondi strutturali ridefinendo le priorità dei progetti e concentrando l'attenzione su istruzione, occupazione, agenda digitale e ferrovie/reti allo scopo di migliorare le condizioni per un rafforzamento della crescita e affrontare il divario regionale.
Alla Commissione è stato attribuito l’incarico di fornire una valutazione dettagliata delle misure ed a monitorarne l'attuazione, invitando le autorità italiane a fornire tempestivamente tutte le informazioni necessarie per tale valutazione.
Per quanto concerne la Spagna, il Consiglio ha espresso apprezzamento per misure adottate per ridurre il disavanzo di bilancio, ristrutturare il settore bancario e riformare il mercato dei prodotti e del lavoro, nonché l'adozione della regola del pareggio di bilancio nella Costituzione. E’ stata rilevata la necessità di ulteriori azioni per potenziare la crescita al fine di ridurre il livello di disoccupazione “inaccettabilmente elevato”: in particolare, si auspica l’introduzione di maggiore flessibilità nel mercato del lavoro nonché riforme nel settore dei servizi, per accrescerne la competitività.

 Irlanda, Portogallo e Grecia

La dichiarazione riserva specifiche indicazioni per i tre Paesi dell’Eurozona (Irlanda, Portogallo e Grecia) beneficiano di un programma di sostegno finanziario prestato congiuntamente dall’UE e dal Fondo monetario internazionale (FMI).
Per quanto riguarda l'Irlanda ed il Portogallo, il Consiglio europeo a livello di eurozona ha accolto con favore i progressi realizzati nell'attuazione completa del programma di aggiustamento, invitandoli ad attenersi agli obiettivi convenuti e ad essere pronti a intraprendere le misure supplementari eventualmente necessarie per il conseguimento di questi obiettivi.
Con riferimento alla Grecia, la dichiarazione condividono la decisione dell'Eurogruppo in merito al versamento della sesta tranche del programma di sostegno UE-FMI (pari a 8 miliardi di euro, di cui 5,8 a carico dell’UE e 2,2 a carico del FMI).
Ad avviso dei Capi di Stato e di Governo dell’eurozona:
· la partecipazione del settore privato al programma di sostegno ha un ruolo essenziale nello stabilire la sostenibilità del debito greco ed è giustificata dal fatto che la Grecia necessita di una soluzione eccezionale e senza eguali. Pertanto, si accolgono con favore gli attuali colloqui tra la Grecia e i suoi investitori privati per trovare una soluzione a favore di una partecipazione più incisiva del settore privato, che dovrebbe assicurare, unitamente ai programmi di riforma dell’economia, la riduzione del rapporto debito/PIL della Grecia al 120% entro il 2020 (secondo fonti del FMI, il rapporto debito/PIL nel 2011 dovrebbe raggiungere quota 150%).
· la Grecia, gli investitori privati e tutte le parti interessate sono invitati elaborare uno scambio di titoli su base volontaria con uno sconto nominale del 50% sul debito greco virtuale detenuto da investitori privati.
· gli Stati membri della zona euro contribuirebbero al pacchetto della partecipazione del settore privato fino a 30 miliardi di euro. Su tale base il settore pubblico è disposto a fornire un programma supplementare per un finanziamento fino a 100 miliardi di euro entro il 2014, che includa la necessaria ricapitalizzazione delle banche greche. Il nuovo programma dovrebbe essere approvato entro la fine del 2011 e lo scambio di titoli dovrebbe essere attuato all'inizio del 2012.

Meccanismi di stabilizzazione

Il Consiglio ha preso atto che il processo di ratifica (o approvazione) delle decisioni assunte il 21 luglio 2011 dai Capi di Stato e di governo dell’eurozona in merito al Fondo europeo di stabilizzazione finanziaria (FESF), (vedi bollettino RUE “Dichiarazione dei Capi di Stato e di governo dell’eurozona” del 22 luglio 2011) è stato completato in tutti gli Stati della zona euro e l'Eurogruppo ha convenuto le linee guida di attuazione in ordine a interventi sul mercato primario e secondario dei titoli di Stato, disposizioni precauzionali e ricapitalizzazione delle banche. Come previsto nelle linee guida di attuazione sarà applicata una stretta condizionalità in caso di nuovi programmi (precauzionali) in linea con le prassi del FMI. La Commissione effettuerà una sorveglianza rafforzata degli Stati membri interessati e riferirà periodicamente all'Eurogruppo.
I Capi di Stato e di governo hanno convenuto sull'opportunità di utilizzare la capacità del FESF, massimizzandone le risorse disponibili, con l’obiettivo di sostenere l'accesso al mercato per i Paesi membri della zona euro confrontati a pressioni di mercato e assicurare il corretto funzionamento del mercato del debito sovrano della zona euro, preservando integralmente il rating elevato del FESF.
Al fine di incrementare le risorse del FESF, vengono prospettate due opzioni:
· fornire un supporto di credito al nuovo debito emesso dagli Stati membri, riducendo così i costi di finanziamento. L'acquisto di questa assicurazione contro i rischi verrebbe offerto agli investitori privati a titolo di opzione all'atto dell'acquisto di obbligazioni sul mercato primario;
· massimizzare le modalità di finanziamento del FESF con una combinazione di risorse provenienti da istituti finanziari ed investitori privati e pubblici, da realizzare tramite società veicolo. In tal modo sarà possibile aumentare l'ammontare delle risorse disponibili per erogare prestiti, ricapitalizzare le banche e acquistare obbligazioni sui mercati primari e secondari.
Ad avviso del Consiglio, l'effetto leva di ciascuna opzione, variabile a seconda delle loro caratteristiche specifiche e delle condizioni di mercato, potrebbe quadruplicare o quintuplicare le risorse a disposizione del FESF (dagli attuali 250 miliardi a 1.000 miliardi di euro). Non sono tuttavia indicati nel dettagli i meccanismi che determinerebbero questo effetto leva.

Coordinamento e sorveglianza economici e di bilancio

Sulla scia del pacchetto legislativo sulla governance economica sopra richiamato, del semestre europeo e del Patto euro plus (vedi bollettino RUE “Il Patto per l’euro", del 18 marzo 2011), i Capi di Stato e di governo si sono impegnati ad attuare a livello nazionale le seguenti misure complementari:
· adozione da parte di ciascuno Stato membro della zona euro di regole sul pareggio di bilancio in termini strutturali che recepiscano nella legislazione nazionale il Patto di stabilità e crescita, preferibilmente a livello costituzionale o equivalente, entro fine 2012;
· rafforzamento dei quadri di bilancio nazionali al di là della direttiva relativa ai requisiti per i quadri di bilancio degli Stati membri. In particolare, i bilanci nazionali dovrebbero essere basati su previsioni di crescita indipendenti;
· invito ai Parlamenti nazionali a tener conto delle raccomandazioni adottate a livello UE sulla condotta delle politiche economiche e di bilancio;
· consultazione della Commissione e degli altri Stati membri della zona euro prima di adottare qualsiasi importante programma di riforma della politica economica o di bilancio con potenziali effetti di ricaduta, in modo che sia possibile effettuare una valutazione dell'eventuale impatto sulla zona euro nel suo complesso;
· impegno ad attenersi alle raccomandazioni della Commissione e del commissario competente per quanto riguarda l'attuazione del Patto di stabilità e crescita.
Il Consiglio ha altresì convenuto di applicare un più attento monitoraggio sulla politica di bilancio dei Paesi sottoposti a procedura per disavanzo eccessivo: in particolare,  la Commissione e il Consiglio saranno autorizzati ad esaminare i progetti di bilancio nazionali e ad adottare un parere su tali progetti e misure prima che siano adottati dai Parlamenti nazionali interessati. Inoltre, la Commissione monitorerà l'esecuzione del bilancio e, se necessario, potrà proporre emendamenti nel corso dell'anno.

Dichiarazione dei Capi di stato e di governo dell’UE sul settore bancario

I Capi di Stato e di governo dell’UE concordano sulla necessità di elaborare misure urgenti intese a ristabilire la fiducia nel settore bancario, necessarie nel contesto del rafforzamento della vigilanza prudenziale. Tali misure dovrebbero contribuire a:
· assicurare il finanziamento a medio termine delle banche per evitare un'erosione del credito e salvaguardare il flusso di credito all'economia reale, nonché di coordinare le misure a tal fine;
· potenziare la qualità e la quantità del capitale delle banche per resistere agli shock e di dimostrare tale potenziamento in modo affidabile e armonizzato.
Ad avviso del Consiglio europeo a livello di eurozona, sono a questo scopo necessari:
· garanzie sulle passività bancarie al fine di fornire, ove opportuno, un maggior sostegno diretto alle banche nell'accesso al finanziamento a termine (laddove il finanziamento a breve termine è disponibile presso la BCE e le pertinenti banche centrali nazionali). Ciò costituisce anche una parte essenziale della strategia volta a limitare le azioni di riduzione della leva finanziaria.
· un approccio realmente coordinato a livello di UE in materia di criteri di ammissibilità, determinazione del prezzo e condizioni. La Commissione dovrebbe esplorare urgentemente, insieme all'Associazione bancaria europea (ABE), alla Banca europea per gli investimenti (BEI) e alla Banca centrale europea (BCE), le opzioni per il conseguimento di tale obiettivo e riferire al Comitato economico e finanziario -CEF (organo tecnico di supporto del Consiglio ECOFIN).
· un coefficiente patrimoniale decisamente più elevato pari al 9% di capitale di elevatissima qualità dopo aver considerato la valutazione di mercato delle esposizioni di debito sovrano, entrambi dal 30 settembre 2011, al fine di creare una riserva temporanea che è giustificata dall'eccezionalità delle circostanze. Questo obiettivo in termini quantitativi dovrà essere raggiunto entro il 30 giugno 2012, in base a piani concordati con le autorità di vigilanza nazionali e coordinati dall'ABE. Le autorità di vigilanza nazionali, sotto l'egida dell'ABE, devono assicurare che i piani delle banche intesi a rafforzarne il capitale non comportino un'eccessiva riduzione della leva finanziaria, mantenendo tra l'altro il flusso di credito per l'economia reale e tenendo conto degli attuali livelli di esposizione del gruppo.
· il ricorso in prima istanza da parte delle banche difonti di capitale privato, anche mediante la ristrutturazione e alla conversione del debito in strumenti di capitale.
· la previsione per le banche di vincoli riguardo alla distribuzione dei dividendi e dei bonus fino al raggiungimento dell'obiettivo.
· il sostegno, se necessario, da parte dei governi nazionali e, qualora questo non fosse disponibile, la ricapitalizzazione dovrebbe essere finanziata tramite prestito del FESF per i Paesi della zona euro.
Qualsiasi forma di sostegno pubblico, a livello sia nazionale che di UE, sarà soggetta alla condizionalità del vigente quadro di aiuti di Stato speciali in caso di crisi, che la Commissione intende applicare con la proporzionalità adeguata al carattere sistemico della crisi.

Ascoltiamo Matteo

Intervista a Gero Grassi
Voce Repubblicana del 3 novembre 2011
di Lanfranco Palazzolo

Mi auguro che Bersani ascolti Matteo Renzi. Alcune cose che dice Renzi sono irrealizzabili, ma ci sono anche proposte che devono essere prese in considerazione. Sarebbe un errore ignorarle. Lo ha detto alla “Voce” l’onorevole Gero Grassi del Partito democratico.
Onorevole Grassi, cosa pensa dell’iniziativa di Matteo Renzi a Firenze. Il gruppo che ha promosso il Big-Bang vorrebbe rinnovare il Partito democratico. Il segretario Bersani ha reagito male?
Iniziative come quelle di Matteo Renzi sono sempre molto positive. Il sindaco di Firenze ha avuto il merito di mettere insieme tante persone, ha fatto delle proposte politiche e da questo punto di vista bisogna prenderne atto. Uno dei difetti di Renzi è quello di avere degli eccessi. Ma questo comportamento fa parte del gioco della politica italiana. Dal punto di vista della politica mediatica questo gli serve per far discutere di se. Credo che sia sbagliato un ostracismo preconcetto contro Matteo Renzi. L’operazione più giusta che il Pd può fare in questa fase è comprenderlo e fare proprie le ragioni positive dell’esperienza di Renzi e rilanciarsi anche attraverso i renzi che ci sono in Italia. Mi rendo conto che viviamo in un periodo di nette contrapposizioni. E quando qualcuno dice qualcosa fuori dal coro deve essere mandato al rogo. Ritengo che questo sia un atteggiamento sbagliato da parte della politica di oggi”.
Lei pensa che Renzi abbia peccato di irrealismo?
Non c’è dubbio che Renzi abbia scritto un libro dei sogni. Ma questo è un errore tipico di chi non è mai stato in Parlamento e che non si è mai misurato con il dibattito parlamentare. Alcune cose che Renzi ha detto sono di difficile realizzazione, altre sono irrealizzabili, ma Renzi ha posto anche alcuni problemi seri che devono essere affrontati. Credo che grazie a Renzi il Partito democratico potrà assumere delle iniziative positive. Auspico che Bersani lo ascolti”.
La prima volta che lei ha provato ad entrare in politica che tipo di resistenze ha dovuto affrontare?
Nel 1974, quando avevo appena 16 anni, avevo provato ad iscrivermi alla Democrazia cristiana di Terlizzi. L’allora commissario della Dc non mi volle come iscritto al partito per non alterare gli equilibri di partito. Poi, dopo una lunga battaglia, sono riuscito ad iscrivermi nel 1975. Troppo spesso, la politica chiude le porte ai giovani. Però, i giovani devono capire che quando le porte sono chiuse si tenta di aprirle con la chiave. Se invece qualcuno le sbarra, le porte si buttano a terra con i piedi. E’ chiaro che questa azione richiede coraggio, idee e progettualità. Renzi non può pensare che il suo contributo sia l’unico possibile e che gli altri debbano andare a casa. In una fase politica come questa Renzi è una parte importante del Pd, ma non l’unica”.