sabato 5 novembre 2011

Abbassiamo quei toni contro Bersani

Voce Repubblicana del 5 novembre 2011
Intervista a Giuseppe Civati
di Lanfranco Palazzolo

Oggi è necessario abbassare i toni polemici nei confronti della segreteria del Pd e andare alla sostanza delle questioni politiche. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il consigliere regionale lombardo del Partito democratico Giuseppe Civati.
Consigliere Civati, cosa pensa dell'iniziativa di Matteo Renzi a Firenze? Perché ha deciso di essere presente a questa iniziativa dopo aver, di fatto, separato la sua strada politica da quella di Renzi? E' convinto che un'iniziativa del genere possa cambiare il segno della politica del Partito democratico e rinnovarla?
“Nel Partito democratico sono necessarie occasioni di incontro. Nessuno deve celebrare il proprio rito come se fossimo delle sette più o meno segrete. Il messaggio che ho inteso lanciare con la mia presenza all'iniziativa di Firenze è quella di offrire una nuova occasione di confronto politico, di trovare una nuova casa in cui discutere liberamente. Lo scorso anno ero stato uno degli organizzatori della prima iniziativa alla Leopolda di Firenze. Quest'anno, anche se non ero tra gli organizzatori dell'iniziativa, sono andato a Firenze per ricordare a tutti che la nostra casa comune continua ad essere il Partito democratico. Altrimenti, per noi è difficile il tentativo di poter raccontare il paese”.
Cosa pensa della polemica di Matteo Renzi con la segreteria del Pd?
“Tra Renzi e Bersani sono volate parole grosse. Secondo me è necessario ritrovare un po' di civiltà altrimenti le persone non capiscono cosa stiamo combinando. Oggi è necessario abbassare i toni polemici ed andare alla sostanza delle questioni politiche. Il problema è quello di riuscire a comprendere se riusciamo davvero a fare una proposta politica al paese. Queste è la ragione della mia cautela nei confronti del Matteo Renzi del 2011”.
Nel Partito democratico ci sono state molte accuse sul rapporto di Renzi con il berlusconismo. Quali sono le sue valutazioni su questo argomento?
“Per la verità, ho detto soltanto che esiste un rischio in particolare. Il pericolo che intravedo è che, almeno nel metodo, ci sia il timore di una sorta di Berlusconismo inconsapevole. Non accuso Renzi di essere un 'berluschino'. La mia preoccupazione è che Renzi perda l'occasione di confrontarsi con altri. Il mio timore è che si perda il l'occasione del confronto e del dialogo anche nel Pd”.
Il segretario del Pd si è dichiarato aperto alle novità nel Partito democratico?
“Bersani doveva andare a l'Aquila, a Bologna dove avevo organizzato l'iniziativa con Deborah Serracchiani, e a Firenze. Il segretario del Partito democratico è stato il grande assente. E l'attacco contro Matteo Renzi è stato un grave errore perché la segretaria del Pd ha offerto al sindaco di Firenze un punto di forza in più. Ecco perché questo comportamento è stato un errore”.