mercoledì 9 novembre 2011

Marta Vincenzi doveva dimettersi


Intervista a Elisabetta Zamparutti
9 novembre 2011
di Lanfranco Palazzolo

Al posto di Marta Vincenzi mi sarei dimessa dalla carica di sindaco dopo quello che è accaduto a Genova. Lo ha detto alla “Voce” la deputata radicale, eletta nel Partito democratico, Elisabetta Zamparutti.
Onorevole Zamparutti, quali sono le sue valutazioni sull'alluvione che ha colpito Genova ed altre città italiane?
“Quello che è accaduto era prevedibile. Tutte le forze politiche hanno delle responsabilità politiche enormi perché non hanno mai seguito, con serietà, programmi di prevenzione. Basta seguire la ricostruzione storica delle tragedie del nostro paese. Il Cnr ha preso in esame questi fatti  documentando che, ogni anno, avvengono 8 eventi fatali per il nostro territorio. Questa altissima frequenza di fatti gravi non avrebbero dovuto lasciare indifferenti gli amministratori locali e i governi. Il ministero dell'Ambiente ha ben documentato che l'89 per cento dei comuni italiani corre il rischio che si verifichi un evento  franoso o alluvionale di una certa gravità. Questi fatti sono conoscibili da chi vuole capire i problemi del territorio. Inoltre, esiste un altro studio del Cnr che documenta l'esistenza di 9mila località colpite da eventi di dissesto idrogeologico. Il 25 per cento di queste località sono state colpite più di una volta da frane, mentre il 40 per cento di queste località vengono colpite da alluvioni. E' evidente che la realtà di Genova è soggetta a questi eventi. Questo dissesto, oltre ad essere di tipo idrogeologico, è anche di tipo politico”.
Cosa pensa dell'ammissione di colpa del sindaco di Genova Marta Vincenzi? La prima cittadina del capoluogo ligure avrebbe dovuto dimettersi?
“Sono rimasta colpita dal fatto che, nel corso degli anni, non sono state fatte quelle opere per mettere in sicurezza il Bisagno, il corso d'acqua che ha provocato l'inondazione di una zona della città. Dopo l'esondazione del 1970 il governo aveva previsto un intervento prioritario per questo corso d'acqua. Ma i soldi pubblici sono stati sperperati. E' giusto che il sindaco si senta responsabile dell'accaduto. I cittadini genovesi avevano segnalato i pericoli del Bisagno. Il Comune aveva dato rassicurazioni che tutto era a posto. Non era vero. Se mi fossi trovata di fronte ad una tragedia simile mi sarei dimessa. In realtà dovrebbero dimettersi tutti al comune di Genova”.
Secondo una classifica pubblicata su “l'Espresso”, lei è risultata essere la parlamentare che si occupata di più del dissesto idrogeologico e dei rischi che corre il territorio.
“Il mio impegno è quello di seguire quello che accade su questo fronte. Abbiamo chiesto al governo di presentare un piano straordinario sul dissesto idrogeologico. Ma l'impegno preso dal ministero dell'Ambiente non si è trasformato in un atto concreto anche come impegno spesa”.