martedì 15 novembre 2011

Lasciamo alla storia il ruolo di Napolitano


Intervista a Gilberto Pichetto Fratin
Voce Repubblicana, 15 novembre 2011
di Lanfranco Palazzolo

Le contestazioni contro Berlusconi al Quirinale sono state raccapriccianti. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il senatore del Pdl Gilberto Pichetto Fratin.
Senatore Pichetto Fratin, cosa pensa di quello che è accaduto nei giorni scorsi, con le dimissioni del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi? E cosa pensa delle contestazioni che hanno accompagnato il capo del Governo mentre si recava al Quirinale?
I fischi contro Silvio Berlusconi sono stati l’aspetto più raccapricciante di questa crisi di governo. Le contestazioni manifestano solo delle frange di intolleranza contro Berlusconi. In una democrazia come la nostra un simile comportamento non è ammissibile. Il Governo Berlusconi non si è sottratto a nessuno degli impegni che aveva preso nella sua manovra della scorsa estate e ha recepito gran parte delle richieste che venivano dall’Unione europea. L’esecutivo ha constatato che non aveva più la maggioranza in un ramo del Parlamento e non ha fatto altro che prenderne atto, mettendo in moto quel meccanismo tipico di tutte le democrazie parlamentari con l’annuncio delle dimissioni. Facendo queste mosse Berlusconi non ha voluto contrattare nulla per se e per il Pdl, se non il bene del paese. Nonostante ciò, quando si è avuta la certezza delle sue dimissioni abbiamo assistito a queste sconcertanti manifestazioni. Io stesso avevo criticato alcune esagerazioni nel momento in cui si era dimesso Romano Prodi”.
Che ruolo ha svolto il Presidente della Repubblica in questa crisi di Governo? E cosa pensa del fatto che Napolitano è diventato il punto di riferimento degli interlocutori stranieri in questa crisi?
Devo dire che la lettura del ruolo del capo dello Stato in questa crisi la lascerei alla storia e non alla cronaca di questi giorni. In questi mesi si è instaurata una Costituzione sostanziale, ben diversa da quella formale. Il Capo dello Stato, anche in qualità del suo ruolo di Capo supremo della forze armate, ha svolto un ruolo attivo nella guerra di Libia. Il suo indirizzo è stato quello di un ruolo forte, prima ancora che cadesse il Governo. Il suo ruolo è stato, per alcuni aspetti, molto positivo perché ha coinciso con la debolezza del centrodestra. Qualcuno ha detto che questo è stato un colpo di stato voluto dalle banche e dal sistema finanziario. Credo che certe situazioni che si sono verificate contro il nostro paese non siano casuali. Il Capo dello Stato ha supplito al vuoto creato dalla politica”.
Il mondo politico si divide sulla durata del Governo Monti. Nel Pdl si parla di un governo a tempo, mentre il Pd lo vorrebbe fino alla fine della legislatura.
Il Governo dovrà restare in carica fino a quando non saranno assolti tutti punti elencati da Berlusconi nella lettera all’Unione europea. Poi si andrà al voto”.