domenica 20 novembre 2011

Gli unici due interventi parlamentari dell'onorevole Giuseppe Naro (Udc)





Un prelievo di 206 mila euro da un conto di San Marino, il cellulare di colui che l'ha effettuato agganciato dalla cella telefonica di Roma dove ha sede l'Udc, il riconoscimento fotografico del tesoriere: sono gli elementi ''attendibili'' e ''riscontrati'' che coinvolgono, nell'inchiesta sugli appalti Enav, il partito di Casini. La procura di Roma tira le fila dell'indagine aperta oltre un anno fa e, nell'ordinanza con cui il gip Anna Maria Fattori dispone gli arresti domiciliari per l'Ad dell'Enav Guido Pugliesi, delinea un quadro accusatorio piuttosto chiaro: il tesoriere dell'Udc Giuseppe Naro avrebbe ricevuto un versamento illecito di 200mila euro dall'imprenditore Tommaso Di Lernia, su disposizione dell'amministratore delegato dell'ente. Accuse che sia il diretto interessato, sia il leader dell'Udc rispediscono al mittente. ''Ho piena fiducia - dice Pier Ferdinando Casini - nei magistrati e in Naro''. ''E' un atto dovuto da parte dei magistrati - aggiunge il tesoriere - nella cui serieta' confido totalmente''. Con una nota ufficiale il partito sottolinea invece che si tratta di ''fatti gia' noti, gia' smentiti, pubblicati sui giornali e in tv nel mese di agosto''. Nelle 63 pagine di ordinanza, pero', il gip accoglie la tesi dei pm che hanno indagato Pugliesi, Naro e Di Lernia per finanziamento illecito. Ricostruendo quanto accaduto sia con gli interrogatori dei diretti interessati, compreso Naro, sia attraverso una serie di riscontri tecnici e investigativi. Dunque, secondo la procura di Roma, il 29 gennaio 2010 Di Lernia va a San Marino e ritira dal conto corrente 'Ciclamino', aperto presso la banca Commerciale Sammarinese, 206 mila euro. Soldi che sarebbero stati consegnati il 2 febbraio al tesoriere dell'Ucd, alla presenza di Pugliesi, nella sede del partito in via due Macelli. Della 'tangente', ovviamente, ''non c'e' annotazione alcuna nei bilanci della Print System (l'azienda di Di Lernia, ndr) ne' - scrive il Gip - risulta deliberata dagli organi sociali...in quanto si trattava di impiego di cosiddetti 'fondi neri'''. Quattro sono i riscontri a questa ipotesi trovati dagli investigatori: il telefono di Di Lernia e quello di Pugliesi che agganciano la cella Tim di piazza di Spagna il 2 febbraio alle 9.36, per una conversazione di 9 secondi; il riferimento, sull'agenda dell'Ad di Enav, ad un appuntamento con Naro proprio il 2 febbraio alle 9.30; l'ingresso quello stesso giorno dell'auto di Di Lernia nella zona a traffico limitato; il riconoscimento fotografico di Naro come l'uomo che ha ricevuto i soldi, fatto da parte dello stesso imprenditore. Ci sono poi gli interrogatori. Il 25 maggio scorso, Di Lernia mette a verbale che ''Pugliesi aveva sempre rifiutato offerte di denaro'' e tuttavia ''nell'ultimo periodo aveva sollecitato un'offerta di denaro presso l'ufficio dell'onorevole Casini''. Soldi che, scrive il gip, furono consegnati da Di Lernia appunto al tesoriere ''alla presenza di Pugliesi'' prima delle elezioni regionali ''per le quali il Pugliesi gli aveva indicato la necessita' del conferimento''. Anche Lorenzo Cola - ex ''consulente globale'' di Finmneccanica, pure lui indagato - conferma di aver ''trovato conferma dallo stesso Pugliesi'' del denaro versato da Di Lernia all'Udc. E l' ''efficacia'' della tesi accusatoria, sostiene il Gip, ''non viene smontata'' neanche dall'interrogatorio dello stesso Naro, sentito il 31 ottobre scorso. Il tesoriere ha infatti ''genericamente escluso di aver ricevuto denaro da Di Lernia'' ma ''ha ammesso di averlo incontrato nel suo ufficio con il Pugliesi, con il quale aveva un appuntamento per non meglio indicate ragioni''. Ma non solo: ''Naro ammette anche la promessa di elargizione che durante quell'incontro il Di Lernia gli avrebbe fatto in vista di una competizione elettorale, pur negando che cio' sia successivamente avvenuto''. E dunque, conclude il gip, ''se l'incontro ci fu, se l'oggetto dell'incontro fu quello delle contribuzioni al partito del denaro, ne consegue che il negare la effettiva dazione non puo' avere altra valutazione che quella di mera allegazione difensiva''. Che pero' e' ''sconfessata dal prelievo della consistente somma di denaro che il Di Lernia aveva effettuato pochi giorni prima'' e la cui destinazione ''e' stata confermata dal ringraziamento che il Pugliesi ritenne di dover tributare al Di Lernia alla presenza di Cola''.