martedì 22 novembre 2011

No al ritorno dell'ICI


Intervista a Riccardo Nencini
di Lanfranco Palazzolo
Voce Repubblicana, 22 novembre 2011

Prima di reintrodurre la tassa sulla prima casa sarebbe necessario tassare le grandi ricchezze. Lo ha detto alla “Voce repubblicana” il segretario del Psi Riccardo Nencini.
Onorevole Nencini, lei è stato uno degli esponenti politici che ha detto di non essere d'accordo per il ripristino dell'imposta comunale sulla prima casa. Ci spiega le ragioni di questa sua posizione politica?
L'abrogazione dell'Ici è avvenuta in due tempi nel nostro paese. Una parte di questa imposta venne già abrogata dal Governo Prodi. La seconda parte di questa tassa venne abrogata dal Governo Berlusconi. Ritengo che prima di arrivare ad una misura come l'Ici possano essere assunti altri provvedimenti. Il Presidente del Consiglio Mario Monti parla di una manovra aggiuntiva di 25mila miliardi. E attraverso l'Ici il Governo prenderebbe circa 3 miliardi e ½. Noi pensiamo che in base al principio annunciato da Monti di voler far pagare le tasse a chi possiede di più ci sono altre due strade da percorrere prima: una patrimoniale sulle grandi ricchezze e poi la tassazione sulle rendite finanziarie”.
Però si parla di un Ici progressiva, studiata in base al numero delle case possedute. Si tratta di una reintroduzione accettabile?
Se proprio dobbiamo introdurre questa imposta sarebbe meglio un'imposta studiata per far pagare questa tassa a chi possiede una collezione di case. Il 74 per cento degli italiani che sono proprietari di una casa vedono in questo bene il proprio salvadanaio. Si tratta di un bene rifugio importantissimo. Non capisco perché si debba colpire il salvadanaio di tutti gli italiani, di chi paga regolarmente le tasse, prima di prendere provvedimenti su quelle famiglie che detengono gran parte della ricchezza nazionale”.
Si ricorda quanto doveva pagare di Ici ai tempi in cui c'era l'imposta sulla prima casa?
Mi sembra che l'importo dell'imposta fosse di circa 450 euro. La mia casa è grande 180 metri quadri”.
Lei è stato un sostenitore delle politiche federaliste. Perché i partiti che sostengono queste battaglie ritengono importantissima questa imposta? La stessa Anci si batte per la reintroduzione di questa imposta.
Mi metto nei panni di un amministratore locale. Attraverso l'Ici si arricchivano gli erari pubblici comunali, il bilancio del Comune. Senza l'Ici abbiamo visto quanto i comuni abbiano sofferto nell'erogazione dei servizi pubblici primari. Il vecchio governo, il governo Berlusconi aveva previsto una sorta di reintroduzione dell'Ici con il ministro della Semplificazione Calderoli nell'ambito di un sistema di tassazione nuova che avrebbe fatto capo ai comuni con interventi possibili sull'Irpef, su sgravi per l'Irap. Ma questa reintroduzione era studiata in un contesto di federalismo fiscale. Altra cosa è ripartire come primo atto di governo”.