giovedì 24 novembre 2011

La fede non sia il vostro scudo


Intervista a Giovanni Battista Bachelet
Voce Repubblicana 24 novembre 2011
di Lanfranco Palazzolo

I cattolici devono fare politica senza utilizzare la loro fede. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il deputato del Pd Giovanni Battista Bachelet.
Onorevole Bachelet, nei giorni scorsi la rete dei cattolici di sinistra ha tenuto un incontro a Roma per dare voce ai cattolici che sono impegnati nel centrosinistra. Cosa pensa di questa iniziativa, che è stata definita come la risposta all'incontro dei cattolici clerico-moderati di Todi?
Ero presente al convegno organizzato a Roma. Ero molto interessato ad ascoltare gli interventi che erano stati annunciati. Mi riferisco a quelli di Paola Gaiotti e Michele Nicoletti, esponenti del mondo democratico. Qualcuno ha scritto che io ero tra i promotori di questo appuntamento. Non è vero. Certo, all'appuntamento c'erano molti miei amici con i quali ho diviso più di un'esperienza associativa. Questi incontri si qualificano come occasioni di dialogo importanti, ma partono dal presupposto dell'appartenenza religiosa. Il rischio è quello di fare un incontro nel quale l'elemento fondamentale che emerge è solo quello dell'esistenza del cattolicesimo democratico. E' molto importante che ci sia un riconoscimento del settore democratico. Questa valorizzazione è nascosta dalla Chiesa cattolica, che sembra elogiare solo chi dice di non volere stare né di qua né di là. Quando Romano Prodi aveva cominciato la sua corsa nel 1995, Franco Bassani e Giovanni Prodi aveva steso un documento nel quale avevano scritto: 'Vogliamo uno come te che non ha mai fatto un uso politico della propria fede'”.
Lei ritiene che questo sia un modo superato di fare politica?
No, non lo penso. Credo che questa 'rete' dovrebbe parlare con una voce sola, essere più unita. Ritengo che esista una tradizione politica fatta di autonomie regionali di sostegno alla piccola impresa, che è eredità del cattolicesimo democratico. Questa tradizione è presente anche nel centrodestra. Questo è un patrimonio politico che era, un tempo, dei democratici cristiani. Ma non vorrei mai che questo fosse un impegno definito come cattolico. Preferirei definirmi democratico”.
La “rete” dei cattolici democratici ha voluto dare una risposta ai clerico moderati di Todi?
Capisco questa scelta. I principali esponenti politici che hanno dato un'importante contributo alla politica italiana sono appartengono all'area democratica. Mi riferisco a Prodi, a Giovanni Maria Flick e a tanti altri. Questi esponenti politici non hanno mai messo in rilievo il fatto che andavano a messa la domenica e che, prima di essere dei buoni politici, erano e sono cattolici. A cinquant'anni dal Concilio una parte della Chiesa italiana non ha ancora digerito che il cattolicesimo può trovare ascolto se forma dei cristiani adulti che agiscono sotto la propria responsabilità”.