giovedì 1 dicembre 2011

Una "guerra" senza precedenti


Intervista a Lorenzo Ruggiero
Voce Repubblicana, 1 dicembre 2011
di Lanfranco Palazzolo

La “guerra di Segrate” non ha avuto precedenti in Italia. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” Lorenzo Ruggiero, curatore di “Dossier Mondadori. Corruzione e risarcimento” (Kaos Edizioni), libro che raccoglie alcune sentenze e articoli sul cosiddetto Lodo Mondadori.
Lorenzo Ruggiero, come è nata l’idea di fare questo dossier e con quale criterio avete selezionato gli articoli per questo dossier?
La vicenda relativa alla cosiddetta ‘guerra di Segrate’ non ha precedenti nella storia dell’editoria italiana. Lo scontro tra Silvio Berlusconi e Franco De Benedetti per la conquista della Mondadori si è protratto per più di un decennio e non si è ancora concluso. Lo scontro tra questi due grandi imprenditori ha definito anche gli assetti del nostro sistema di informazione e per il nostro assetto democratico. Dopo la sentenza che ha stabilito il risarcimento civile sul Lodo Mondadori, ci è sembrato importante dare, come abbiamo fatto in altri libri di questa collana dedicata ai dossier, una documentazione dalla quale i lettori possono farsi un’idea autonomamente, senza essere guidati dal commento di un autore o di un curatore. Il nostro scopo era quello di offrire una documentazione il più possibile completa e oggettiva cercando di dare spazio a ricostruzioni di parte, ma equilibrate”.
Nel libro avete inserito anche degli articoli su questa vicenda. Avete tenuto il giusto equilibrio oppure avete fatto una scelta diversa? Con quale criterio avete selezionato questi articoli?
Il libro è costruito attorno a due sentenze: la sentenza in sede penale che ha condannato l’avvocato Cesare Previti e il giudice Vittorio Metta per corruzione in atti giudiziari e quella in sede civile, che nel 2011 ha condannato la Fininvest a pagare oltre 500 milioni di euro a De Benedetti. Queste due sentenze definiscono la vicenda. Per il resto abbiamo cercato di contestualizzare questo caso giudiziario attraverso articoli di stampa che permettono di ricostruire la vicenda. Non è un caso che abbiamo messo le testimonianze di Gianpaolo Pansa, che certo non è sospettabile di stare da una parte o dall’altra. Poi, abbiamo cercato di chiarire quanto fosse aspro lo scontro, dando voce a chi criticava le mosse del gruppo l’Espresso. Ecco perché abbiamo voluto dare voce a Valter Vecellio e ad Ugo Intini, giornalisti di area socialista”.
Che differenza tra Berlusconi e De Benedetti come editori? E si può dire che l’assetto editoriale di oggi rispecchia comunque i valori politici esistenti in Italia?
Il sistema dell’informazione e dell’editoria è in condizioni disastrose. Questa situazione mette in serio rischio la nostra libertà d’informazione. Questi rischi sono riconoscibili da parte di tutti. E la carta stampata di trova in inferiorità rispetto al potere della televisione”.