venerdì 2 dicembre 2011

Anche i Caf facciano la loro parte

Intervista a Maurizio Fugatti
di Lanfranco Palazzolo
Voce Repubblicana, 2 dicembre 2011

In un momento di grave crisi abbiamo chiesto un sacrificio equo ai centri di assistenza fiscale. Lo ha detto il deputato della Lega Nord Maurizio Fugatti, membro della Commissione Finanze della Camera dei deputati.

Onorevole Fugatti, i Centri di assistenza fiscale sono sul piede di guerra dopo che il governo Berlusconi, nella recente legge di stabilità, ha tagliato i compensi dello Stato ai Caf e agli intermediari. Si è passato dai 14,00 euro per ciascun modello di dichiarazione elaborato e trasmesso anziché 16,29 euro (ex DM 14 giugno 2011); a 26,00 euro per l’elaborazione e la trasmissione dei modelli 730 in forma congiunta anziché 32,58 euro stabiliti dalle norme precedenti. Come sono nate queste norme?

Questa norma è nata all'interno della cosiddetta legge di stabilità. La riduzione di queste spese è stata inserita in un pacchetto di norme dove occorreva reperire tutta una serie di risorse in un momento di grave difficoltà economica come questa. All'interno di questa procedura abbiamo pensato di diminuire, in forma marginale, quanto lo Stato riconosce ai centri di assistenza fiscale per ogni dichiarazione presentata. Crediamo che da parte dei sindacati ci sia lo spazio per aderire a questo piccolo sacrificio che viene richiesto. Questa operazione è stata fatta anche per dare copertura ad altre spese in un momento di grave difficoltà economica per il paese”.
L'opinione pubblica, i contribuenti sono a conoscenza della notizia che lo Stato paga un contributo ai caf per le dichiarazioni presentate? Avete capito perché lo Stato deve pagare questi costi?
Questa è un'osservazione giusta. Infatti erano in pochi a sapere che lo Stato riconosceva agli intermediari e ai caf queste somme. Gli intermediari ricevono questo riconoscimento per l'invio di ogni dichiarazione. Tuttavia erano in pochi ad essere a conoscenza di questa situazione. Nemmeno chi va a fare la dichiarazione dei redditi è a conoscenza del pagamento da parte dello Stato di questa somma. Andare a chiedere questa diminuzione di riconoscimento che viene fatta dallo Stato per queste dichiarazioni ci è parsa una cosa corretta. I caf si sono lamentati, come era logico pensare. Tuttavia ci auguriamo che questa situazione non si ripercuota ai danni dei contribuenti”.
Teme che ci saranno ripercussioni sulla qualità dell'assistenza fiscale? Ha trovato gravi le minacce della consulta dei Caf?
Sì, le troviamo molto gravi. In momenti in cui si chiedono sacrifici a tutte le parti sociali, ci è sembrato equo chiedere questo tipo di taglio ai centri di assistenza fiscale. Per quanto riguarda la situazione occupazionale dei caf sarà difficile pensare che ci saranno ripercussioni di tipo occupazionale. Ci auguriamo che la questione venga gestita nel modo più razionale possibile”.