giovedì 8 dicembre 2011

Il ministro è uno dei nostri


Intervista a Felice Romano
Voce Repubblicana, 8 docembre 2011
di Lanfranco Palazzolo

L'arrivo di Anna Maria Cancellieri al Viminale è una grande opportunità per tutte le forze di polizia. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il segretario generale del Siulp Felice Romano.
Segretario Romano, il vostro congresso cade in una momento particolare. La nascita del nuovo governo ha portato al Viminale Anna Maria Cancellieri, un tecnico che conosce molto bene i problemi dell'ordine pubblico e della Polizia. Come avete visto questo passaggio?
Questo passaggio giunge in un momento di grave difficoltà economica, che impone di ottimizzare al massimo le risorse a disposizione. Negli attuali scenari non si vedono investimenti all'orizzonte, in particolare dopo gli scellerati tagli degli ultimi tre anni. Avere una persona che comprende tutti i meccanismi delle forze di polizia e che ha la conoscenza particolare per riuscire ad ottimizzare tutte le risorse a disposizione della polizia. La Cancellieri sarà sicuramente in grado di risolvere molti problemi e di evitare gli sprechi, potenziando il servizio che è necessario rendere a tutti i cittadini. Questa è una grande opportunità che certamente gioverà al ministero e alle forze di polizia”.
In questi mesi si è parlato della necessità di risolvere il problema dell'emergenza carceraria. Come vedere questo aspetto della vita pubblica che ha riflessi sulla vostra attività?
Una delle scommesse del nostro congresso è di creare una nuova filiera della pubblica amministrazione, dove sicurezza e giustizia, carcere, legalità e accoglienza siano i presupposti su cui costruire la macchina della pubblica amministrazione più coerente, più coesa per affrontare le nuove sfide e rispondere concretamente ai bisogni reali dei cittadini. Il problema non è se c'è l'amnistia, l'indulto o la grazia. Il problema è a monte. In un paese democratico, il 50 per cento della popolazione carceraria è in attesa di giudizio. Questo non è un bel biglietto da visita per il nostro paese. Il sovraffollamento delle carceri dimostra l'efficienza delle forze di polizia, ma anche la mancanza di efficacia del sistema nel suo insieme. Questa condizione produce, nel cittadino, molta insicurezza”.
Il successo delle forze di polizia contro la camorra e la mafia sono state indebitamente attribuite alla politica e al ministro degli Interni o ritenete questo riconoscimento sia giusto?
I meriti di queste operazioni parlano da soli. Questi successi sono della polizia di stato, dell'arma dei carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato che insieme, sotto la direzione del Pm, che è la figura a cui la legge attribuisce il coordinamento e la direzione della polizia giudiziaria, ha permesso di arrivare a questi risultati. E' un caso che questi successi siano arrivati ora visto che le indagini sono durate anni ed anni”.