sabato 10 dicembre 2011

Quelle frequenze valgono "qualcosa"


Voce Repubblicana, 9 dicembre 2011
Intervista a Vincenzo Vita
di Lanfranco Palazzolo

L'assegnazione delle nuove frequenze del digitale terrestre devono portare nuove risorse allo Stato. Lo ha detto alla “Voce” il senatore del Pd Vincenzo Vita.
Senatore Vita, in queste settimane di dibattito sulla crisi si è riaperto il confronto sul beauty contest delle frequenze del digitale terrestre. Il suo partito chiede che ci sia un'asta onerosa per le televisioni.
Questo governo non ha nessuna responsabilità per la mancata asta delle frequenze del digitale terrestre. La decisione di fare il beauty contest è stata presa dal precedente governo e la maggioranza dell'Autorithy per le Comunicazioni. Proprio all'interno di questa Autorità ci fu una battaglia durissima. Anzi, possiamo dire che quella fu la prima volta che i commissari di questo organo autonomo entrarono in rotta di collisione”.
Quando è iniziata questa vicenda?
Nell'aprile del 2009. In quel periodo l'Autorità per le Comunicazioni emanò un regolamento che prevedeva due forme di gara: la prima competitiva. Si trattava di un'asta onerosa per le telecomunicazioni e un'altra, definita beauty contest, - un modo elegante per dire che non è una vera gara – per la parte televisiva. Questa gara non competitiva, che non costa nulla alle televisioni che operano nel digitale terrestre, è frutto del cosiddetto conflitto d'interessi. Come Partito democratico abbiamo protestato per questa decisione. Me nessuno prestò attenzione alle nostre critiche. Oggi se ne accorgono tutti”.
Cosa si dovrebbe fare?
Di fronte ai sacrifici che vengono chiesti agli italiani sarebbe opportuno fare un'asta competitiva per le frequenze del digitale terrestre. L'obiettivo è quello di far entrare soldi nelle casse dello Stato Italiano. Ricordo che il passaggio delle frequenze dall'analogico al digitale terrestre è avvenuto gratis. Le televisioni generaliste hanno avuto il passaggio gratis. Poi ci sono stati alcuni multiplex aggiuntivi. L'Unione europea intimò al governo italiano di fare una vera gara per gli altri multiplex del digitale terrestre. L'effetto di questa situazione è stato paradossale: Sky si è ritirata da questa gara perché era prevedibile a chi sarebbero state assegnate le frequenze”.
Cosa vi aspettate dal ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera?
Passera potrebbe rivedere i termini della gara in corsa. Questo è quello che oggi chiediamo. E' evidente che, di fronte al taglio dell'editoria e delle pensioni, sarebbe giusto incassare due miliardi di euro con i rialzi d'asta delle frequenze”.
Le televisioni generaliste hanno risorse per partecipare all'asta e questa spesa sarebbe ripianabile con la pubblicità?
La pubblicità non è sviluppata nel digitale terrestre. Da questo punto di vista il mercato è in forte crisi. Questo è il frutto del duopolio televisivo”.