giovedì 15 dicembre 2011

Il ritorno di un operaia in Parlamento: l'onorevole Munerato (Lega Nord)


Non c'è dubbio che quello di Emanuela Munerato sia stato l'intervento parlamentare più bello mai ascoltato in aula. La deputata leghista ha detto: ''Presidente Monti, alla Bocconi di operai non ne avra' visti tanti. E io, anche se lei adesso non e' in Aula, mi sono vestita con la stessa divisa che indossavo fino a due giorni prima di essere eletta deputata''. La deputata della Lega è operaia in Veneto. Per intervenire sul complesso degli emendamenti alla manovra economica, la parlamentare si è presentata nell'emiciclo di Montecitorio con addosso la sua ''tuta blu''. La deputata del Carroccio ostenta orgogliosamente la sua divisa e tiene un breve intervento, ricordando che ''il professore ha la babysitter, mentre l'operaio deve arrangiarsi con 1.000-1.200 euro al mese''. E conclude il suo breve discorso tra gli applausi dei deputati del Carroccio.

Quella legge esiste da 30 anni in Francia


Intervista a Gianni Gremese
Voce Repubblicana 15 dicembre 2011 
di Lanfranco Palazzolo

In Francia esiste dal 1980 una legge per impedire gli sconti selvaggi delle grandi case editrici. In Italia ci siamo arrivati solo da pochi mesi. Lo ha detto alla “Voce” Gianni Gremese fondatore della omonima casa editrice.
Gianni Gremese, il settore della piccola e media editoria è in crisi e come ha trovato l'interesse nei confronti della fiera “Più libri più liberi”?
L'interesse del pubblico nei confronti di questa mostra è stato assolutamente genuino. Coloro che vengono a 'Più libri, più liberi' rappresentano lo zoccolo duro dei lettori italiani. Sono ormai dieci anni che questa mostra continua a raccogliere grandi successi. Certo, la crisi ha 'bastonato' il pubblico italiano. I lettori sono molto abbacchiati: sfogliano, guardano i libri, ma non li comprano. Si vede che il loro interesse è reale, ma fanno delle scelte più contenute. Rispetto agli anni precedenti abbiamo visto molta più attenzione”.
Come ha trovato alcune iniziative politiche per controllare il prezzo dei libri sul mercato di Internet? Pensa che questa sia stata una scelta giusta per dare respiro agli editori o vi ha danneggiato?
La legge a cui lei fa riferimento è stata approvata provvidenzialmente dal Parlamento italiano anche se protegge limitatamente il mercato degli editori indipendenti. Voglio sottolineare questa parola. Siamo piccoli, ma indipendenti. E siamo delle specie in via di estinzione. La concorrenza selvaggia degli anni scorsi, la politica delle catene librarie, alleate con la grande editoria, ha di fatto coperto ogni angolo del mercato dei libri. Ai piccoli editori è rimasto un margine ristretto. Non mi riferisco solo al margine economico, ma anche a quello culturale e intellettuale. Noi piccoli editori siamo attenti a quei libri e a quei temi che la grande editoria trascura per ragioni economiche. La grande editoria punta solo a risultati industrialmente interessanti, a grandi best-sellers, a grandi tirature. Le grandi aziende editoriali non sono interessate ad un libro troppo intelligente perché sono interessate poco a questo tipo di produzione. Questo aspetto è sottovalutato”.
La Francia aveva pensato prima ad una legge sul prezzo del libro?
Loro sono stati molto più intelligenti. E' dal 1980 che in questo paese esiste una legge che non permette alle grandi case editrici di fare sconti selvaggi. In quel caso la legge è stata provvidenziale. Infatti, in questo paese si è mantenuto un settore di piccole e medie case editrici e di piccole librerie. Ecco perché la Francia resta una delle poche isole felici per il mercato della piccola e media editoria”.
Perchè in Italia non esistono periodici specializzati in libri come, ad esempio, in tutti gli altri paesi europei?
Questo dipende dall'opinione pubblica italiana, che considera il libro un bene inutile”.