giovedì 22 dicembre 2011

Mai più suicidi causati dalle condizioni nelle carceri


Intervista ad Eugenio Sarno 
Voce Repubblicana del 22 dicembre 2011
di Lanfranco Palazzolo

I suicidi degli ultimi giorni non devono ripetersi mai più. Ecco perché l'organico della polizia penitenziaria deve crescere. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il segretario della Uil Penitenziari Eugenio Sarno.
Eugenio Sarno, alcuni giorni fa un'altra guardia penitenziaria si è tolta la vita. In questo grave atto c'è tutta la drammatica condizione in cui versano le carceri italiane.
Nelle ultime settimane sono stati due i suicidi di guardie penitenziarie. Questi due agenti erano definiti da tutti come dei bravissimi lavoratori, disponibili con tutti. Questi due agenti avevano svolto sempre il loro lavoro con grande professionalità e stima da parte di tutti. Una vita professionale irreprensibile, che certo non faceva presupporre questo epilogo”.
Cosa farete?
Noi abbiamo detto con grande chiarezza che non intendiamo strumentalizzare queste morti. Non vogliamo puntare l'indice accusatore verso nessuno. Ciò non toglie che le persone e le istituzioni devono accelerare necessariamente le iniziative per trovare un percorso o una via d'uscita a questa condizione. E' anche vero che il capo del Dap ha istituito un gruppo di lavoro per approfondire le condizioni delle nostre carceri ed è vero che studi universitari hanno accertato che le condizioni di disagio lavorativo tra le guardie penitenziarie è superiore rispetto ad altre società di lavoro. Sono anni che denunciamo condizioni infamanti nel luogo di lavoro e le condizioni dei diritti soggettivi degli agenti e le carenze di organico a cui devono sopperire. Il contratto di lavoro dovrebbe garantire condizioni migliori di lavoro per gli agenti che lavorano negli istituti penitenziari”.
Chi è il responsabile di questa situazione. In un comunicato di lunedì avete detto che l'organico degli agenti è diminuito del 9 per cento e che ci sono troppi agenti che vengono utilizzati nei servizi all'esterno. La responsabilità di questa condizione può essere individuata?
Le colpe e il dolo e le responsabilità attengono ad un profilo processuale. Noi siamo favorevoli al dialogo e al confronto con i nostri interlocutori. Parlare solo di vacanze organiche potrebbe non fornire il quadro di quella che è la catastrofe organica della polizia penitenziaria. Nel 2001 erano in servizio 43mila agenti di polizia penitenziaria. I detenuti superavano appena le 45mila unità. A distanza di 11 anni, dopo l'apertura di altri istituti penitenziari l'organico della polizia penitenziaria è sceso a 37mila unità, mentre la popolazione detenuta è aumentata del 51 per cento. In ragione ai nuovi compiti attribuiti alla polizia penitenziaria è evidente che i carichi di lavoro sono aumentati ed è sempre meno facile riuscire a lavorare nelle sezioni detentive. Ecco perché vogliamo che questi episodi non si ripetano mai più”.