Intervista ad Alessandro Zavalloni
Voce Repubblicana del 18 gennaio 2012
di Lanfranco Palazzolo
Noi aspettiamo le liberalizzazioni da tempo. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” Alessandro Zavalloni, segretario della Federazione gestori impianti carburanti e affini (CISL).
Alessandro Zavalloni, cosa pensa delle liberalizzazioni per il settore dei gestori dei carburanti?
“Noi siamo molto interessati a sapere quale sarà il progetto dell'attuale governo in merito alla liberalizzazione del nostro settore. I gestori degli impianti di carburanti sono un'anomalia nel settore dell'approvvigionamento energetico. Siamo una delle poche categorie o sindacati che non si oppongono alle liberalizzazioni, ma la chiedono da tempo. In questi mesi abbiamo presentato un'iniziativa di legge, raccogliendo le firme di centinaia di parlamentari, che mira a promuovere una liberalizzazione del settore. Ecco perché il nostro è un interesse autentico. La strada imboccata dal Governo Monti è nuova rispetto a quelle che alcuni governi hanno provato ad imboccare senza risultati significativi né in termini di riorganizzazione della rete, né in termini di prezzi”.
Quanti lavoratori tutelate come Fegica Cisl?
“Noi tuteliamo circa 8mila iscritti tra rete autostradale e rete ordinaria. Si tratta di un numero di iscritti sufficientemente significativo. Noi abbiamo il polso della situazione del settore e sappiamo come i gestori sentano la necessità di una reale concorrenza nel settore e maggiore capacità imprenditoriale. Le grandi compagnie petrolifere hanno il controllo totale della filiera”.
Considerate il comportamento delle compagnie petrolifere come un danno per il settore?
“Il loro comportamento è comprensibile, ma lo giudichiamo negativamente. I petrolieri stanno resistendo alle pressioni della liberalizzazione perché hanno tutto l'interesse a difendere e a migliorare, con l'evidente complicità di larghe fette del mondo politico, di difendere quei privilegi e quelle regole e rendite di posizione che gli hanno consentito di ingessare e governare questo mercato in una funzione sostanzialmente monopolista”.
Il faidate ai distributori farà tabula rasa di tutti i lavoratori del settore a “beneficio” della diminuzione del prezzo dei carburanti?
“Dal nostro punto di vista, la selfizzaione del servizio è un completamento per il nostro settore. E' assolutamente impensabile che una rete come questa, che ha necessità di dare servizi agli automobilisti, debba essere totalmente selfizzata. Certo, la selfizzazione è un'opportunità peri prezzi dei carburanti, ma non può essere certo la soluzione”.
Lo svincolo dei distributori dalle grandi compagnie petrolifere sarà positivo?
“Lo svincolo è positivo. Il prezzo della benzina resta alto a causa delle accise, ma il nostro differenziale dei prezzi che è spiegabile solo con il controllo delle grandi società petrolifere”.
Alessandro Zavalloni, cosa pensa delle liberalizzazioni per il settore dei gestori dei carburanti?
“Noi siamo molto interessati a sapere quale sarà il progetto dell'attuale governo in merito alla liberalizzazione del nostro settore. I gestori degli impianti di carburanti sono un'anomalia nel settore dell'approvvigionamento energetico. Siamo una delle poche categorie o sindacati che non si oppongono alle liberalizzazioni, ma la chiedono da tempo. In questi mesi abbiamo presentato un'iniziativa di legge, raccogliendo le firme di centinaia di parlamentari, che mira a promuovere una liberalizzazione del settore. Ecco perché il nostro è un interesse autentico. La strada imboccata dal Governo Monti è nuova rispetto a quelle che alcuni governi hanno provato ad imboccare senza risultati significativi né in termini di riorganizzazione della rete, né in termini di prezzi”.
Quanti lavoratori tutelate come Fegica Cisl?
“Noi tuteliamo circa 8mila iscritti tra rete autostradale e rete ordinaria. Si tratta di un numero di iscritti sufficientemente significativo. Noi abbiamo il polso della situazione del settore e sappiamo come i gestori sentano la necessità di una reale concorrenza nel settore e maggiore capacità imprenditoriale. Le grandi compagnie petrolifere hanno il controllo totale della filiera”.
Considerate il comportamento delle compagnie petrolifere come un danno per il settore?
“Il loro comportamento è comprensibile, ma lo giudichiamo negativamente. I petrolieri stanno resistendo alle pressioni della liberalizzazione perché hanno tutto l'interesse a difendere e a migliorare, con l'evidente complicità di larghe fette del mondo politico, di difendere quei privilegi e quelle regole e rendite di posizione che gli hanno consentito di ingessare e governare questo mercato in una funzione sostanzialmente monopolista”.
Il faidate ai distributori farà tabula rasa di tutti i lavoratori del settore a “beneficio” della diminuzione del prezzo dei carburanti?
“Dal nostro punto di vista, la selfizzaione del servizio è un completamento per il nostro settore. E' assolutamente impensabile che una rete come questa, che ha necessità di dare servizi agli automobilisti, debba essere totalmente selfizzata. Certo, la selfizzazione è un'opportunità peri prezzi dei carburanti, ma non può essere certo la soluzione”.
Lo svincolo dei distributori dalle grandi compagnie petrolifere sarà positivo?
“Lo svincolo è positivo. Il prezzo della benzina resta alto a causa delle accise, ma il nostro differenziale dei prezzi che è spiegabile solo con il controllo delle grandi società petrolifere”.

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