mercoledì 7 marzo 2012

Che buffonata quel voto


Intervista a Francesco Pionati
Voce Repubblicana 7 marzo 2012
di Lanfranco Palazzolo

Le elezioni primarie del centrosinistra a Palermo sono state una buffonata. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il deputato e leader dell’Alleanza di centro Francesco Pionati.
Onorevole Pionati, cosa pensa di quello che è successo a Palermo durante e dopo le primarie del centrosinistra?
Quella delle elezioni primarie è un’eredità avvelenata introdotta dall’ex segretario del Partito democratico Walter Veltroni. L’ex sindaco di Roma ha voluto le primarie, ma non ha imposto alcuna forma di controllo per queste consultazioni. Negli Stati Uniti le primarie si fanno con le liste elettorali certificate. Queste, invece, sono solo delle primarie buffonata che stanno minando solo chi le fa. Le cose devono essere fatte seriamente, altrimenti è meglio non farle. Non dobbiamo copiare modelli stranieri come abbiamo già fatto sbagliando con il sistema elettorale”.
Si aspettava tanta confusione politica dopo questo voto?
Da queste elezioni primarie non poteva che arrivare un risultato del genere. Ormai, in questo paese, la voglia di rinnovamento è così radicale per cui basta essere legati ad un partito per essere sconfitti. Rita Borsellino, in qualità di candidata espressa dal Pd, a queste elezioni primarie è stata battuta anche per la sua appartenenza. Non voglio entrare nei giochi politici su chi ha votato chi. Il nostro partito è rimasto fuori da queste risse. Un mese fa abbiamo presentato un nostro candidato sindaco giovane, Giuseppe Mauro, che ha meno di 40 anni e farà la sua campagna elettorale. Non è un caso che da queste primarie siano usciti esponenti politici giovani. La gente vuole candidati che diano il segno di un ricambio generazionale. Personaggi come Fini, Casini e Rutelli, che sono ormai da 30 anni in Parlamento, non possono essere i rappresentanti del cambiamento o essere credibili quando parlano di regole. Io avevo previsto questa situazione. Ecco perché non sono sorpreso di quello che sta accadendo”.
Che tipo di ruolo gioca Raffaele Lombardo in Sicilia?
La Sicilia è ormai diventata una maionese impazzita. In questa regione sono saltati gli schemi che esistono ancora formalmente nel resto del paese. Raffaele Lombardo è un uomo politico molto spregiudicato. Lui si è trovato di fronte all’esplosione del Pdl siciliano. La guerra tra i capi locali del Pdl – come ad esempio Miccichè - ha provocato una situazione esplosiva in Sicilia. In questo clima Lombardo ci ha sguazzato, ma non è l’unico responsabile di questo nuovo assetto politico. Lombardo è il principale speculatore della crisi dei partiti, ma non ne è il responsabile”.
Il Pd che partito è?
E’ un partito che non ha una linea. Ecco perché verrà travolto. Il Pd cerca di salvarsi promuovendo una legge elettorale che tuteli la sua gerontocrazia politica e quella dei suoi alleati”.

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