venerdì 9 marzo 2012

Organizzate meglio quel voto


Intervista a Marzio Barbagli
Voce Repubblicana del 9 marzo 2012
di Lanfranco Palazzolo

Le elezioni primarie del centrosinistra dovrebbero essere organizzate meglio e il processo di voto andrebbe concepito per favorire la partecipazione dei simpatizzanti del centrosinistra. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il sociologo Marzio Barbagli, docente all’università di Bologna e fondatore della rivista “Polis” dell’Istituto Cattaneo.
Professor Barbagli, quali sono le sue valutazioni sulle elezioni primarie che si sono svolte in questi mesi? Lei ha denunciato il tentativo di far regredire questa esperienza con il voto concesso esclusivamente agli iscritti ai partiti. Quali sono le sue perplessità su questo metodo?
Il sistema di individuazione dei candidati e di svolgimento delle elezioni primarie non è ancora stato messo a punto. Questa esperienza delle elezioni primarie nasce da un partito che è sorto dalla fine del Partito comunista italiano, il Partito democratico. I soggetti che hanno fondato il Pd avevano ed hanno una tradizione del tutto diversa da quella americana, paese dal quale sono riprese le primarie. Nel 2005, quando furono sperimentate per la prima volta, le elezioni primarie vennero considerate un successo. Allora si trattava di legittimare la candidatura di Romano Prodi alle elezioni politiche dell’anno successivo. La funzione delle primarie dovrebbe essere quella di mettere a confronto persone e candidati diversi e vedere quali candidati vengono preferiti dalla coalizione. Questo è il punto”.
Perché far votare gli iscritti è un errore?
Un tempo, nei partiti tradizionali, gli iscritti erano chiamati a ratificare, nei congressi, le scelte fatte dai gruppi dirigenti dei partiti. All’epoca, la quota degli iscritti che partecipavano a queste consultazioni era circa del 15 per cento. Era una quota molto bassa. Infatti le scelte venivano fatte da altri. E allora si è pensato che questa scelta fosse un errore. Ecco perché la sfida delle elezioni primarie è proprio quella di allargare questo perimetro. Il modo con il quale vengono svolte le primarie risente ancora del modo in cui sono stabilite le regole di questa competizione che, è bene dirlo, non sono ancora state chiarite del tutto”.
Cosa pensa delle polemiche viste a Palermo?
Le accuse che sono state lanciate in questi ultimi giorni mettono in luce che l’organizzazione non è stata realizzata molto bene. Quando si moltiplicano le voci che hanno votato degli infiltrati è chiaro che il processo di voto non è stato molto trasparente. Bisogna evitare che partecipino a questa competizione delle persone che non sono realmente dei simpatizzanti di quel partito, ma che votano per far avanzare qualche candidato di disturbo. Il nodo non è stato risolto e affrontato. Andrebbero create delle liste di simpatizzanti di un determinato partito per evitare distorsioni”.

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