sabato 24 marzo 2012

Quel trend fa male al sistema penitenziario

Voce Repubblicana del 24 marzo 2012
Intervista a Vincenzo Maiello
di Lanfranco Palazzolo

La situazione di sovraffollamento delle carceri italiane è stata determinata dal cosiddetto trend di carcerizzazione. La detenzione in carcere è tornata ad essere la pena principale. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il professor Vincenzo Maiello, docente di diritto penale all'università Federico II di Napoli  e autore di“Clemenza e sistema penale: amnistia e indulto nell'indulgentia principis all'idea dello scopo (Esi)”.  
Prof. Maiello, l'assenza di provvedimenti di clemenza, se si esclude quello varato nel 2006 (indulto), ha determinato la crescita di alcuni fenomeni criminali?
“Possiamo dire che una cospicua approvazione di provvedimenti di clemenza, senza che questi possano dirsi giustificati da  particolari ragioni di eccezionalità del particolare contesto in cui sarebbero stati commessi, determina un rischio di recidiva. E' del tutto ovvio che un'impunità generalizzata e, soprattutto, il radicarsi di un'aspettativa di impunità indebolisce le funzioni preventive del sistema penale. E, quindi, indebolisce la capacità di deterrenza del sistema penale, rendendo il sistema penale italiano poco credibile nella sua funzione di 'fare paura', di trattenere i consociati dalla commissione dei reati, i quali sanno che non si arriverà all'esecuzione di una pena per i reati che hanno commesso. E quindi è un fattore di recidivismo. Ora, questo è un dato abbastanza acclarato e approfondito da chi ha studiato le tematiche criminali”.
Perché si è arrivati a questa situazione di sovraffollamento carcerario?
“Questo non è successo perché nel 2006 c'è stato un provvedimento di indulto. Alcune ricerche effettuate hanno dimostrato come la recidiva da parte di coloro che hanno beneficiato è estremamente bassa. Questa situazione di ingestibile sovraffollamento è stata determinata da una serie di scelte politiche che hanno sviluppato il cosiddetto 'trend di carcerizzazione'. Questo significa che la pena detentiva è tornata ad essere quella principale e applicata con una certa frequenza per settori sempre più vasti della criminalità. Basti pensare alla modifica delle disposizioni sulla recidiva, a quelle della legge Gozzini che ha dato minore spazio della concedibilità delle misure alternative al carcere per i reati più frequenti. C'è stato, senza dubbio, un irrigidimento della custodia cautelare”.
Questo è il momento giusto per approvare un'amnistia?
“Dobbiamo capire cosa si vuole. Se si vuole un provvedimento tampone che decongestioni le carceri o se vogliamo programmare interventi di riforma che evitino il riprodursi dell'attuale situazione. Nel primo caso sono necessari l'amnistia e l'indulto, ma si tratterebbe di provvedimenti di cortissimo respiro. Nel secondo caso, oltre all'amnistia e all'indulto sarebbe necessaria una riforma della giustizia”.

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