giovedì 15 marzo 2012

Quella corruzione vale una Finanziaria


Voce Repubblicana 15 marzo 2012
 Intervista a Carlo Carboni
di Lanfranco Palazzolo

Il giro d'affari della corruzione in Italia è di 60 miliardi. Lo ha detto alla “Voce” il professor Carlo Carboni, docente di sociologia dell'economia all'Università di Ancona.
Prof. Carboni, nei giorni del ventennale di Mani pulite ha pubblicato un articolo sul “Sole 24 ore” nel quale ha scritto che l'economia della corruzione è ancora molto forte in Italia.
La corruzione è uno dei grandi vizi della società italiana al pari dell'evasione fiscale. La corruzione vede implicata grossi spezzoni della classe dirigente italiana, ma anche una parte della società è complice di questo tipo di sistema. Si tratta di fenomeni piuttosto complessi. La corruzione è diffusa in tutto l'Occidente sviluppato, ma negli altri paesi l'incidenza della corruzione nella vita dei cittadini è nettamente inferiore. E' evidente che nel nostro paese c'è qualcosa che non funziona. La politica condiziona la pubblica amministrazione e la burocrazia del nostro paese. E' bene ricordare che quando parliamo di corruzione, in senso ampio, ci riferiamo principalmente a soggetti di tipo pubblico. Il primo gradino di questo sistema è la raccomandazione. Il sistema giudiziario ha ampiamente dimostrato di non essere in grado di contrastare questi fenomeni”.
Quali sono i danni provocati dalla corruzione nel nostro paese?
I danni si aggirano intorno ai 60 miliardi di euro. Si tratta di una manovra finanziaria molto significativa come dimensione. Se questa cifra tornasse nell'alveo della legalità ci sarebbe una svolta nel nostro paese”.
E' giusto che l'opinione pubblica ritenga i partiti politici come i principali responsabili della corruzione?
Il capitalismo italiano, prima di essere di mercato, è un capitalismo di tipo politico. C'è un sostanziale conflitto di interessi tra economia e politica. Questo è piuttosto evidente”.
I partiti politici hanno ereditato la naturale propensione degli italiani alla corruzione?
Io la penso come Vilfredo Pareto. Lo studioso diceva che se non c'è un sostanziale ricambio delle classi politiche italiane si creano delle incrostazioni e delle clientele. E le clientele sono sempre l'humus sul quale cresce e si sviluppa il fenomeno della corruttela. Ecco perché la corruzione è un male molto difficile da estirpare”.
In questi anni dopo Tangentopoli lo scenario è migliorato?
La valutazione è che la corruzione non ha conosciuto soste. Negli anni successivi a Tangentopoli il fenomeno è calato, ma poi è tornato a crescere lentamente. Per me è la corruzione è un fenomeno che parte dalle classi dirigenti. Ecco perché il rinnovamento politico è fondamentale”.
E' un errore associare la corruzione alla democrazia?
Tutti i sistemi, soprattutto quelli non democratici, sono legati naturalmente alla corruzione. Mentre le democrazie sono solo vulnerabili ad essa”.

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