domenica 4 marzo 2012

Quella imposta sarà pagata da pochi

Voce Repubblicana del 2 marzo 2012
Intervista a Stefano Livadiotti
di Lanfranco Palazzolo

Saranno davvero poche le scuole cattoliche che pagheranno l'Ici-Imu. Lo ha detto alla “Voce” il giornalista Stefano Livadiotti, autore de “I senza Dio. Inchiesta sul Vaticano” (Bompiani).
Stefano Livadiotti, quali sono le sue impressioni sul comportamento del governo Monti sul pagamento dell'Ici alla Chiesa cattolica.
“Il decreto sulle liberalizzazioni, annunciato dalla Presidenza del Consiglio, se fatto in un certo modo, nella parte relativa all'Ici-Imu per la Chiesa, risolverà un problema aperto da anni. Tuttavia, non bisogna dimenticare i calcoli fatti dal 2005, anno in cui è stato presentato il ricorso alle istituzioni europee sull'Ici dei beni immobili della Chiesa per sospetto 'Aiuto di stato', secondo i quali l'ICI-IMU evasa dalla Chiesa cattolica è pari a 2,2 miliardi l'anno. Questa iniziativa del governo ha – tra gli altri obiettivi – quella di bloccare la procedura per evitare che venga chiesto alla Chiesa di pagare gli arretrati. Si tratterebbe di ben 10 miliardi di euro. Il Governo dovrà recuperare questa cifra da altre parti, dalle tasche dei contribuenti italiani. L'iniziativa del Governo Monti è meritoria, ma è un modo di fare bella figura sostenendo di aver risolto la questione dell'ICI-IMU.  Si tratta di una questione che si trascinava da anni. Per la Chiesa è un modo per salvare oltre 10 miliardi di euro”.
Il suo giudizio è sospeso?
“Dobbiamo vedere come il decreto uscirà alla fine del percorso parlamentare.  Ho sentito che il governo si richiamerà ad una circolare del 2009  dell'Ufficio delle entrate. Per quanto riguarda i 'bed and breakfast' la Chiesa e i suoi enti satelliti hanno un giro di affari di circa 5 miliardi di euro, mentre nella circolare in questione è scritto che la Chiesa dovrà pagare la tassa se la sua attività è continuativa nel corso dell'anno. Ho partecipato ad una trasmissione televisiva con un rappresentante dei salesiani, che sono stati i primi a saltare su per l'introduzione di questa imposta per la Chiesa”.
Come hanno reagito?
“Il loro giudizio è stato negativo. Hanno minacciato di chiudere le scuole nel caso fossero messi nelle condizioni di pagare la tassa. Loro si sono dichiarati soddisfatti nell'apprendere dal governo che solo le scuole che si trovano in utile saranno tenute a pagare la tassa sugli immobili. Loro hanno fatto immediatamente sapere che hanno il bilancio in sostanziale pareggio e che quindi non saranno costrette a pagare nulla. Questo atteggiamento non stupisce. Se si vedono le tabelle per le tasse pagate dalle società in Italia si vede che la grande maggioranza delle aziende è in perdita o in pareggio. Quelle che sono in attivo sono poche. Ecco perché si hanno buoni motivi per pensare che saranno davvero in pochi, negli istituti cattolici, a pagare questa tassa”. 

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