sabato 10 marzo 2012

Troppi errori su quella vicenda


Intervista a Guido Crosetto
Voce Repubblicana del 10 marzo 2012
di Lanfranco Palazzolo

Nei confronti della vicenda dei due marò il nostro governo ha sbagliato all'inizio. Lo ha detto alla “Voce” l'on. Guido Crosetto (Pdl), ex sottosegretario alla Difesa.
Onorevole Crosetto, quali sono le sue valutazioni sulla vicenda dei due marò arrestati in India?
Il giudizio sul comportamento del Governo è negativo rispetto all'iniziativa che è stata sviluppata in questo campo. Il fatto sconvolgente non è che questa vicenda sia accaduta in acque internazionali, ma il fatto è che quanto viene imputato ai nostri due soldati, l'uccisione di due pescatori, non è accaduto. Le ricostruzioni fatte dalle autorità italiane escludono che siano stati i proiettili esplosi dai due marò a provocare la morte di questi due pescatori: la distanza dalla nave mercantile italiana era tale che i colpi non avrebbero potuto raggiungere i due pescatori; se anche fossero stati vicini, i proiettili esplosi dai nostri soldati avrebbero dovuto esplodere nell'acqua. Purtroppo il caso è scoppiato perché la nave mercantile italiana è entrata nel porto. Ed oggi ci ritroviamo vittime di un'ingiustizia da cui dobbiamo fare di tutto per uscirne. Sarebbe stato necessario attivarsi con maggiore forza nei primi giorni della vicenda. E il governo non lo ha fatto”.
Pensa che il ministro della Difesa, l'ammiraglio Di Paola, abbia sbagliato?
Questa è una responsabilità del Presidente del Consiglio Mario Monti e dell'intero governo più che dell'ammiraglio Di Paola. Non voglio ricondurre questa vicenda alle responsabilità di un singolo”.
Ritiene che sia stato un errore imbarcare nelle navi mercantili italiane dei soldati dell'esercito italiano? Non sarebbe stato meglio assoldare del contractor? Questa normativa è stata inserita troppo in fretta?
La vicenda dei due marò non può essere messa in relazione con questa legge. E non può essere questa la chiave di lettura di questa vicenda. Questa decisione fu presa anche a seguito delle pressioni degli armatori italiani che si trovavano sempre di più in condizione di affrontare l'emergenza provocata dagli attacchi dei pirati. In Italia abbiamo scelto di utilizzare le forze armate a bordo delle navi. Ma quello che è accaduto travalica ogni norma interna agli stati. Il nostro obiettivo prioritario deve essere quello di riportare a casa questi due ragazzi”.
Come si è comportato il comandante di questa nave mercantile?
Malissimo. E' stato un errore entrare in acque territoriali indiane. Se la nave fosse rimasta in acque internazionali i nostri soldati non sarebbero stati fermati”.
Il Governo italiano ha protestato nei confronti di Confitarma per questo tipo di comportamento?
Non lo so. E' inutile piangere sul latte versato. Adesso dobbiamo impegnarci per fare in modo che questa vicenda sia risolta nel più breve tempo possibile”.

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