domenica 29 aprile 2012

Sarko nudo alla meta


Voce Repubblicana, 24 aprile 2012
Intervista a Lapo Pistelli
di Lanfranco Palazzolo

Noi del Partito democratico pensiamo che Sarkozy abbia condotto una politica europea sbagliata. Ecco perché siamo convinti che perderà al secondo turno delle presidenziali. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” Lapo Pistelli, responsabile delle relazioni internazionali del Partito democratico.
Onorevole Pistelli, come interpreta i risultati del primo turno delle elezioni presidenziali francesi e il successo di Francois Hollande, candidato socialista?
“E' ormai un anno che i sondaggi danno per vincente il candidato socialista all'Eliseo. La tendenza dell'elettorato francese è chiara. I sondaggi dicono che la presenza di un buon candidato di centrosinistra avrebbe determinato una vittoria molto chiara dei socialisti. I sondaggi di questi giorni davano i due candidati testa a testa. La tradizione delle elezioni presidenziali francesi ci dice che il candidato uscito vincente al primo turno di queste consultazioni ha vinto al secondo turno. Le indagini degli ultimi mesi ci dicono che non ci sarebbe stata incertezza sui due candidati che sarebbero andati al ballottaggio delle elezioni presidenziali. E' anche chiaro che, al secondo turno, Sarkozy avrà maggiori difficoltà di Hollande. La difficoltà del presidente uscente è quella di recuperare i voti della destra. I socialisti avranno molte meno difficoltà di Sarkozy. Non è un caso che la forbice tra i due sia almeno di dieci punti percentuali”.
La sua previsione è quella di una vittoria di Hollande?
“Se non succedono cose assolutamente imprevedibili Hollande deve aspettare con pazienza il prossimo 6 maggio. La notizia è molto gradita al Partito democratico. Riteniamo che Sarkozy abbia condotto malamente la presidenza della Repubblica francese. Non ci riferiamo tanto agli affari francesi, quanto alle posizioni assunte da Sarkozy in campo europeo. Questo suo bisogno di costruire un'asse di coppia esclusivo con Berlino, in una posizione di austerità, con molto protagonismo e poca sostanza, gli ha fatto perdere consensi e pagare un prezzo troppo alto”.
Pensa che il Fronte nazionale di Marine Le Pen farà una dichiarazione esplicita di voto a favore di Sarkozy?
“Non credo. E penso che se lo facesse, Sarkozy perderebbe automaticamente almeno il 10 per cento dei voti. Per Sarkozy è una situazione molto complicata. Una buona parte del voto al FN è un voto anti-Sarkozy. Questo non è un voto utile per il candidato dell'Ump al secondo turno”.
Come interpreta il fatto che molti esponenti politici del Pdl italiano, come Giulio Tremonti, abbiano dato il loro appoggio ad Hollande?
“Credo che questo sia un pentimento tardivo rispetto ad una situazione in cui si è cercato di disperatamente il sostegno francese per le proprie posizioni. E questo sostegno non è stato trovato. Sorrido e incasso il loro sostegno”.

Emanuela è con noi


Intervista a Roberta Hidalgo
Voce Repubblicana, 27 aprile 2012
di Lanfranco Palazzolo

Emanuela Orlandi e viva e abita in Vaticano. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” la fotografa e giornalista Roberta Hidalgo, autrice de “L'affaire Emanuela Orlandi” (Fabio Croce editore), libro nel quale rivela alcune verità sulla misteriosa scomparsa della cittadina vaticana nel 1983.
Roberta Hidalgo, come è nata l'idea di questo libro su Emanuela Orlandi, nel quale sostiene che la ragazza è viva e sarebbe la consorte di Pietro Orlandi, il fratello di Emanuela?
“Nel 1999 stavo realizzando un servizio fotografico con un'attrice americana di passaggio a Roma per un'agenzia fotografica di Madrid. Questa agenzia richiedeva le foto con lo sfondo panoramico di Roma. E tra questi rientrava anche San Pietro. Quando ho stampato queste foto mi sono accorta di aver ripreso una persona che mi sembrava di conoscere. All'inizio non ho dato peso alla cosa, ma poi questa donna è finita in altri scatti che ho realizzato nei giorni successivi. A quel punto ho riflettuto su chi fosse questa persona. In quel momento ho pensato ad una figura che avevo visto in alcuni manifesti negli anni '80. Poi incontrammo questa persona dalle parti di via Cola di Rienzo. La seguimmo e da lì cominciò la nostra inchiesta su questa persona”.
Lei ricordava l'immagine di Emanuela Orlandi?
“In quel periodo vivevo e lavoravo a Roma. Ricordavo molto bene quello che era accaduto dopo la scomparsa di Emanuela Orlandi. Ho una formazione artistica, conosco molto bene la fisionomia delle persone e riconosco molto facilmente i caratteri somatici di chiunque anche grazie agli studi di anatomia che ho fatto negli anni della mia formazione. E, poi, dalla pittura sono passata alla fotografia”.
Prima della scoperta di questa persona erano circolate voci che volevano Emanuela Orlandi ancora in vita?
“Era stato il giudice Ferdinando Imposimato a dire che Emanuela Orlandi era viva e che si trovasse in Turchia. Il giudice ha continuato a sostenere questa tesi per anni sostenendo che la donna ha anche due figli”.
Come è nata l'indagine che vi ha fatto scoprire questi retroscena sulla famiglia di Pietro Orlandi?
“Io conosco molto bene gli ambienti del Vaticano e le persone che vivono dentro quella realtà. Mi sono trovata a cena con monsignori e cardinali. Ho conosciuto tutto del Vaticano. Sono arrivata fino all'anticamera del Papa.  Alcuni investigatori mi hanno consigliato di seguire il ristorante di proprietà del suocero di Pietro Orlandi, che lavorava allo IOR. Da qui è nata la mia indagine. Ho cominciato a fare degli appostamenti davanti alla casa di Pietro Orlandi e ho scoperto che molte cose non mi tornavano. Ho scattato altre donne a questa donna, Patrizia Marinucci, che avevo ripreso nel 1999 e ho riscontrato molte somiglianze tra la moglie di Pietro Orlandi ed Emanuela Orlandi”.

La sanità militare al capolinea


Intervista a Cataldo Bongermino
Voce Repubblicana, 28 aprile 2012
di Lanfranco Palazzolo

La sanità militare è allo sbando. Lo ha detto alla “Voce” il funzionario del ministero della Difesa Cataldo Bongermino.
Cataldo Bongermino, nei mesi scorsi lei era stato rimosso dalla funzione di Vice Direttore della Sanità militare. Al suo posto erano state promosse delle persone che non avevano i migliori requisiti  per assumere quella qualifica dirigenziale.
“Nel 2009 sono state avviate le procedure per nuove nomine dirigenziali al ministero della Difesa. Bisognava ricoprire due posti da Direttore Generale: uno presso la D.G. del personale civile  e quello della D.G. del commissariato e dei servizi generali. Il ministro Ignazio La Russa, invece di seguire la procedura normale, pubblicando la notizia della vacanza dei posti a concorso, e mettere tutti nelle condizioni di partecipare a questa nomina, ha seguito un altro sistema. Il ministro ha provveduto a nominare direttamente due colleghi che avevano dei requisiti inferiori ai miei”.
Qual era il suo incarico?
“Io ero Vicedirettore generale della sanità militare da diverso tempo e per 200 giorni lavorativi avevo assunto anche la funzione di D.G. in sostituzione del titolare. Avevo migliori requisiti di coloro che erano stati nominati al mio posto per quel ruolo di vertice. Successivamente, anche nel caso dell’Ufficio Centrale per le ispezioni amministrative è stata seguita una procedura inedita: i criteri di scelta sono stati stabiliti a posteriore, solamente dopo aver acquisito la lista dei candidati. I requisiti per l’assegnazione del posto sembravano fatti a posta per favorire uno dei candidati preferiti dall’allora vertice politico. E’ stata seguita una procedura apparentemente regolare, presumibilmente per favorire il candidato prescelto. Ho impugnato queste nomine”.
Come è finita?
“Il Tribunale di Roma ha dato ragione al mio ricorso. Le nomine fatte sono state considerate illegittime e mi è stato riconosciuto un danno economico”.
Da chi dipendevano queste nomine?
“E’ l’autorità politica di vertice che stabilisce le nomine. E’ chiaro che in alcuni casi il ministro si avvale dei propri collaboratori più stretti. Le nomine gli vengono suggerite dal sottosegretario alla Difesa che ha la delega al personale civile. Questa delega era nelle mani di Giuseppe Cossiga”.
Perché sono state favorite queste persone?
“La sanità militare è interessata da una profonda rivisitazione. L’onorevole Cossiga voleva sopprimere la D.G. della sanità per creare una nuova struttura più operativa. Questa ristrutturazione si è rivelata un fallimento perché non è stato ancora costituito l’organo che avrebbe dovuto sostituire questa D.G. Si è creata una situazione di stallo, che potrebbe trasformarsi in un danno per le nostre truppe che hanno bisogno di questa assistenza e del rimborso delle spese sanitarie”. 

Il contenuto del decreto sulla semplificazione fiscale

Il decreto-legge n. 16 del 2012 reca norme in materia di semplificazioni tributarie e potenziamento delle procedure di accertamento.
Nell’ambito delle principali novità introdotte con riferimento alla riscossione, viene innanzitutto modificato (articolo 1) il sistema di rateazione, prevedendosi la possibilità di ottenere un piano di ammortamento a rata crescente fin dalla prima richiesta di dilazione: inoltre, ai contribuenti ammessi alla rateizzazione viene estesa la possibilità di partecipare alle gare per l’affidamento di appalti e concessioni di lavori, forniture e servizi.
In tema di comunicazioni e adempimenti formali vengono introdotte norme di salvaguardia per i contribuenti che abbiano tardivamente effettuato gli adempimenti e le comunicazioni richiesti dalla legge per accedere ad agevolazioni o a regimi fiscali speciali.
L’articolo 2 del provvedimento, al fine di superare le difficoltà operative segnalate dagli operatori economici, semplifica gli adempimenti previsti a carico dei soggetti passivi IVA in relazione alla comunicazione delle operazioni rilevanti, soggette all’obbligo di fatturazione, di importo superiore ai 3.000 euro (cd. “spesometro”). Per ridurre gli adempimenti delle imprese, l’obbligo di comunicare all’Agenzia delle entrate le operazioni effettuate nei confronti di operatori economici siti in Paesi cd. black list viene limitato ai soli casi in cui esse siano di importo superiore a 500 euro.
Il comma 13-bis, introdotto nel corso dell’esame del provvedimento al Senato, estende al settore agricolo una specifica deroga, già prevista per il settore turistico e per i pubblici esercizi, agli obblighi di comunicazione a carico del datore di lavoro per l’instaurazione del rapporto di lavoro.
Riguardo alle facilitazioni per imprese e contribuenti (articolo 3), si prevede che per gli acquisti di beni e di prestazioni di servizi legate al turismo effettuati da stranieri non trovano applicazione le norme sulla tracciabilità dei pagamenti. E’ inoltre differito al 1° giugno 2012 (secondo la modifica introdotta al Senato) l’obbligo di pagamento di stipendi e pensioni di importo superiore a 1.000 euro tramite strumenti di pagamento elettronico bancari o postali. Sono quindi modificati i limiti di pignorabilità delle somme dovute a titolo di stipendio, di salario o di altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego e si interviene specificamente nella materia dell’espropriazione immobiliare, fissando la soglia di ventimila euro quale unico limite al di sotto del quale non è possibile avviare tale procedura. Per ragioni di economicità dell’azione amministrativa, è aumentato a 30 euro il limite minimo al di sotto del quale non si effettua riscossione dei crediti tributari.
Il comma 15, abrogando il comma 35-octies dell’articolo 2 del decreto legge n. 138 del 2011, elimina la previsione di un’imposta di bollo sui trasferimenti di denaro all’estero attraverso istituti bancari, altri agenti di attività finanziarie e agenzie di "money transfer".
Il comma 16-bis, introdotto al Senato, istituisce un Fondo per le regioni di confine dotato di 20 milioni di euro per l'anno 2012, per la valorizzazione e la promozione delle realtà socioeconomiche di quelle zone.
I commi 16-ter e 16-quater, introdotti al Senato, modificano il regime fiscale delle somme corrisposte a titolo di borse di studio, al fine di sottoporle a IRPEF solo per l’ammontare eccedente 11.500 euro.
L’articolo 3-bis, introdotto al Senato, dispone l’applicazione di una aliquota per uso combustione ridotta nei casi di produzione combinata di energia elettrica e calore ad alto rendimento (CAR).
L’articolo 3-ter, anch’esso introdotto al Senato, stabilisce che gli adempimenti fiscali e i versamenti unitari delle imposte, tra cui quelli relativi all’Iva, che hanno la scadenza calendarizzata in uno dei primi 20 giorni del mese di agosto possono essere effettuati entro il giorno 20 dello stesso mese, senza alcuna maggiorazione.
In tema di fiscalità locale (articolo 4), si prevede: l’applicazione delle variazioni delle aliquote d’imposta RCA anche alle province appartenenti alle autonomie speciali; l’abrogazione della sospensione del potere di aumentare le aliquote e le tariffe dei tributi locali e regionali; l’erogazione per l’anno 2012 agli enti locali dei trasferimenti erariali ancora dovuti; la modifica alla disciplina sull’acconto sulle risorse dovute ai Comuni; la soppressione nei territori degli enti a statuto speciale dell’addizionale all’accisa sull’energia elettrica.
Durante l’esame del provvedimento al Senato, sono state introdotte all’articolo 4 numerose modifiche e integrazioni alla disciplina dell’IMU – imposta municipale propria, la cui applicazione sperimentale è stata prevista, per gli anni 2012-2014, dall’articolo 13 del decreto-legge n. 201 del 2011.
Il comma 1-bis, lettera a) esenta dall’imposta municipale propria i fabbricati rurali a uso strumentale, a condizione che siano ubicati nei comuni classificati montani o parzialmente montani. Il comma 5, lettera d) prevede che l’acconto IMU 2012 sui fabbricati rurali strumentali sia versato nella misura del 30 per cento dell'imposta dovuta, con saldo alla seconda rata. Per i fabbricati rurali iscritti nel catasto dei terreni, da dichiarare al catasto edilizio urbano entro il 30 novembre 2012, nel 2012 il versamento dell’imposta è effettuato in un’unica soluzione entro il 16 dicembre. La lettera b) del comma 1-bis precisa che gli immobili esenti dall'imposta municipale propria sono assoggettati alle imposte sui redditi ed alle relative addizionali. Il comma 5, lettera b) dispone l’esenzione da imposta per gli immobili classificati in catasto come F2, ovvero le unità immobiliari collabenti nonché la riduzione al 50 per cento della base imponibile IMU per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati e per i fabbricati di interesse storico o artistico. La lettera c) del comma 5innalza da 130 a 135 la misura del moltiplicatore da applicare per il calcolo della base imponibile IMU per i terreni agricoli. La lettera e) del comma 5, reca alcune limitazioni all’applicazione dell’IMU ai terreni agricoli posseduti e condotti da coltivatori diretti o da imprenditori agricoli professionali, commisurate al valore del terreno. Il comma 5-bis affida a un decreto ministeriale l’individuazione dei comuni nei quali si applica l’esenzione IMU per i terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina. Le lettere f) e g) del comma 5 escludono dal gettito IMU spettante allo Stato la quota di imposta dovuta sugli immobili delle cooperative edilizie a proprietà indivisa adibiti ad abitazione principale dei soci assegnatari, sugli alloggi regolarmente assegnati dagli Istituti autonomi per le case popolari e sugli immobili posseduti dai comuni, siti sul proprio territorio, colpiti da imposta. La lettera h) del comma 5reca integrazioni alla disciplina dell’IMU relative, tra l’altro, agli adempimenti a carico dei comuni, alle dichiarazioni e ai versamenti. In particolare, per l’anno 2012, in sede di pagamento della prima rata dovrà versarsi il 50 per cento dell’importo ottenuto applicando le aliquote di base e la detrazione prevista per l’abitazione principale, senza sanzioni e interessi. La seconda rata sarà versata a saldo dell’imposta complessivamente dovuta, salvo conguaglio. Si consente inoltre di modificare l’importo delle aliquote di base e della suddetta detrazione con uno o più DPCM. La lettera i) riguarda il rimborso che lo Stato è tenuto a versare per il minore gettito derivante dall'esenzione dall'ICI dell'abitazione principale ai comuni delle regioni a statuto speciale. I commi 5-ter e 5-quater abrogano alcune disposizioni vigenti in materia di determinazione della base imponibile (a fini ICI e delle imposte sui redditi) per gli immobili di interesse storico e artistico; il comma 5-sexies dispone una riduzione compensativa di 251,1 milioni per il 2012 e di 180 milioni a decorrere dal 2013 della dotazione del Fondo sperimentale di riequilibrio in proporzione alla distribuzione territoriale dell’imposta municipale propria; i successivi commi 5-septies e 5-octies introducono modalità agevolate di determinazione, ai fini delle imposte sui redditi, dei redditi da locazione di immobili di interesse storico o artistico.
L’articolo 4, comma 5-quinquies, introdotto al Senato, esclude le banche di credito cooperativo dalla tassazione (intesa come esclusione dalla esenzione) del 10 per cento dell'utile netto annuale destinato a riserva minima obbligatoria per il 2012 introdotta dal decreto-legge n. 138 del 2011.
L’articolo 4, comma 12-bis, introdotto al Senato, modifica le misure di carattere sanzionatorio applicabili agli enti locali che non abbiano rispettato gli obiettivi del patto di stabilità interno. La modifica riguarda la sanzione consistente nella riduzione del fondo sperimentale di riequilibrio o del fondo perequativo in misura pari alla differenza tra il risultato registrato e l'obiettivo programmatico predeterminato, nel senso di eliminare la previsione di un limite massimo alla riduzione delle risorse del Fondo, fissato dalla normativa vigente in un importo comunque non superiore al 3 per cento delle entrate correnti registrate nell’ultimo consuntivo.
L’articolo 4-bis, introdotto al Senato, con riferimento alla disciplina fiscale del leasing, vincola la possibilità di dedurre i canoni di leasing, da parte dei lavoratori autonomi e dei soggetti IRES, non più ad una durata minima contrattuale, ma al periodo di ammortamento previsto ai fini fiscali.
Ulteriori disposizioni riguardano gli studi di settore, il sistema informativo della fiscalità, nonché le modalità di incasso dell’aggio spettante a Equitalia Giustizia (articoli 5 e 8).
In tema di attività e certificazioni in materia catastale (articolo 6), sono chiariti i compiti istituzionali dell’Agenzia del territorio. Si stabilisce che ai fini del nuovo tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (Tares), in mancanza degli elementi necessari per determinare la superficie catastale, l’Agenzia del Territorio definisca una superficie convenzionale.
L’articolo 7 prevede, a migliore garanzia della legittimità dell’azione amministrativa, l’acquisizione del parere del Consiglio di Stato sugli schemi di atti di gara per il rilascio di concessioni in materia di giochi pubblici, nonché sugli schemi di provvedimento di definizione dei criteri per la valutazione dei requisiti di solidità patrimoniale dei concessionari.
Quanto alle misure di contrasto all’evasione (articolo 8), le norme introdotte circoscrivono le ipotesi di indeducibilità dei costi e spese direttamente utilizzati per il compimento di fatti, atti o attività qualificabili come delitto non colposo.
Nel corso dell'esame al Senato, è stata riformulata la norma relativa ai poteri di accertamento dell'Agenzia dell'entrate la quale - in luogo della possibilità di elaborare liste selettive di contribuenti segnalati per violazioni dell'obbligo di emissione di scontrini, ricevute ovvero documenti certificativi dei corrispettivi - deve tenere conto, tra l'altro, di segnalazioni non anonime di violazioni tributarie in sede di pianificazione degli accertamenti fiscali.
Viene ottimizzato il procedimento relativo alla chiusura delle partite IVA inattive mentre, in tema di accertamenti esecutivi, si introducono specifici obblighi informativi a carico dell’agente della riscossione nei confronti dei contribuenti. Sono poi previste disposizioni in materia di bollo (cui vengono assoggettati anche i cd. “conto deposito”, bancari e postali), di valori scudati (con la proroga al 16 maggio del termine di versamento, a carico degli intermediari finanziari, riferito alle attività finanziarie oggetto di emersione e ancora segretate al 31 dicembre 2011) e attività finanziarie e immobiliari detenute all’estero. Al fine di contrastare gli abusi nell’utilizzo dei crediti IVA in compensazione, l’obbligo di presentare preventivamente la dichiarazione/istanza da cui emerga il credito IVA da compensare viene esteso ai crediti di importo compreso tra 5.000,01 e 10.000 euro annui. Per contrastare le forme di evasione che coinvolgono gli enti non commerciali, si consente di effettuare accessi, ispezioni e verifiche fiscali anche presso le sedi di questi ultimi. Viene soppressa l’Agenzia per le organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS). Per effetto delle modifiche introdotte al Senato, nelle more delle necessarie modificazioni al D.P.R. 144/2011, Regolamento di riorganizzazione del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, le funzioni esercitate dalla soppressa Agenzia vengono trasferite alla Direzione generale per il terzo settore e le formazioni sociali dello stesso Ministero.
Il comma 24 autorizza la copertura delle posizioni dirigenziali vacanti dell'Agenzia delle entrate, dell’Agenzia delle dogane e dell’ Agenzia del territorio, attraverso l’espletamento di procedure concorsuali da completarsi entro il 31 dicembre 2013, salva la facoltà di affidamento a tempo determinato ai propri funzionari delle medesime posizioni. Il comma 24-bis, introdotto al Senato, autorizza la Guardia di finanza ad effettuare nel triennio 2013-2015 un piano straordinario di assunzioni di ispettori, nei limiti di organico e di spesa attualmente stabiliti, potendo utilizzare il cinquanta per cento delle vacanze in organico nel ruolo di appuntati e finanzieri.
Ai fini del potenziamento dell’accertamento in materia doganale (articolo 9), gli Uffici doganali possono chiedere agli intermediari finanziari e creditizi dati ed informazioni utili in relazione ai controlli, effettuati a posteriori, sulle dichiarazioni il cui accertamento è divenuto definitivo. I commi da 3-bis a 3-sexies, introdotti al Senato, recano disposizioni volte ad accelerare la riscossione delle risorse proprie tradizionali dell’Unione Europea. In particolare, gli atti di accertamento doganale emanati a tale scopo diventano esecutivi decorsi dieci giorni dalla loro notifica; le procedure di espropriazione forzata sono affidate agli agenti della riscossione. Si consente altresì l’accesso al beneficio della rateizzazione del quantum dovuto.
In materia di giochi (articolo 10) si autorizza l’Amministrazione Autonoma dei monopoli di Stato (AAMS) a costituire un fondo di 100 mila euro per le operazioni di gioco a fini di controllo. Le norme estendono il controllo della documentazione antimafia anche ai familiari dei rappresentanti legali delle società concessionarie in materia di giochi; si preclude la partecipazione alle gare nel settore dei giochi anche nel caso in cui i reati che vengono contestati siano stati commessi o contestati ai familiari dei rappresentanti legali delle società partecipanti. Sotto altro profilo, si prevedono interventi volti a razionalizzare e rilanciare il settore dell’ippica. Nel corso dell’esame al Senato, è stata introdotta una norma che obbliga le figure a vario titolo operanti nella “filiera” del sistema gioco di effettuare ogni tipo di versamento senza utilizzo di moneta contante e con modalità che assicurino la tracciabilità dei pagamenti.
Per quanto attiene alle sanzioni amministrative (articolo 11), è rafforzata la deterrenza delle norme poste a presidio della correttezza e della completezza delle dichiarazioni in materia di accise e sono inasprite le sanzioni catastali e quelle relative al trasferimento di denaro all’estero.
In relazione al contenzioso in materia tributaria e riscossione (articolo 12), viene modificata la disciplina della controversia doganale, si prevede l’aggiornamento degli atti catastali al passaggio in giudicato della sentenza. I commi 3-bis e 3-ter, introdotti al Senato,escludono dal Fondo per la realizzazione di interventi urgenti in materia di giustizia civile e amministrativa le spese per la giustizia tributaria e ne definiscono le finalità di ripartizione. Il comma 4-bis, introdotto al Senato,istituisce il ruolo unico nazionale dei componenti delle Commissioni tributarie presso il Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, nel quale sono inseriti i componenti delle commissioni tributarie provinciali e regionali, nonché i componenti della commissione tributaria centrale. I commi da 8 a 11-ter, modificati e integrati al Senato, recano infine disposizioni riguardanti l'acquisto da parte della regione Campania del termovalorizzatore di Acerra provvedendo, tra l’altro, a quantificare le risorse da trasferire alla Regione, ad autorizzarne l’utilizzo e a disciplinarne ulteriori aspetti (trattamento a fini fiscali, assoggettamento ad esecuzione forzata, esclusione dal patto di stabilità), nonché a consentire il mantenimento del presidio militare dell’impianto. I commi 11-quater e 11-quinquies concernono la certificazione dei crediti dovuti per somministrazioni, forniture e appalti delle Regioni e degli enti locali ; il comma 11-sexies disciplina il pagamento dei debiti commerciali da parte dei Ministeri.
L’articolo 13 reca la norma di copertura finanziaria.
L’articolo 14 dispone l’immediata entrata in vigore del provvedimento, il giorno stesso della pubblicazione nella “Gazzetta Ufficiale”.

Relazioni allegate o richieste

Il disegno di legge è corredato della relazione sull’analisi tecnico-normativa (ATN), ma non della relazione sull’analisi di impatto della regolamentazione (AIR). La relazione illustrativa, difformemente da quanto disposto dall’articolo 9, comma 3, del regolamento di cui al decreto del presidente del Consiglio dei ministri 11 settembre 2008, n. 170, non “contiene il riferimento alla disposta esenzione [dall’obbligo di redazione della relazione AIR] e alle sue ragioni giustificative”, né “indica sinteticamente la necessità ed i previsti effetti dell’intervento normativo sulle attività dei cittadini e delle imprese e sull’organizzazione e sul funzionamento delle pubbliche amministrazioni, dando conto della eventuale comparazione di opzioni regolatorie alternative”.

Precedenti decreti-legge sulla stessa materia

Nell’ambito delle politiche di rigore fiscale e risanamento della finanza pubblica condivise anche a livello europeo, nel corso dell’ultimo anno sono stati approvati numerosi decreti legge (70 del 2011, 98 del 2011, 138 del 2011, 201 del 2011, 5 del 2012) contenenti disposizioni volte a migliorare la qualità e l’efficacia del prelievo fiscale, in particolare con l’obiettivo di rendere più efficienti le procedure di accertamento e riscossione dei tributi. Si è dunque mirato a molteplici obiettivi: non solo la semplificazione degli adempimenti del contribuente, ma soprattutto la lotta all'evasione e all’elusione fiscale. Contemporaneamente sono state introdotte norme premiali volte al miglioramento della tax compliance.

Collegamento con lavori legislativi in corso

Nulla da rilevare.

Motivazioni della necessità ed urgenza

La necessità e l'urgenza di intervenire sono motivate nelle premesse del decreto-legge con l’esigenza di emanare disposizioni per la semplificazione in materia tributaria, al fine di assicurare una riduzione degli oneri amministrativi per i cittadini e le imprese nonché con l’esigenza di adottare interventi volti alla razionalizzazione ed al potenziamento dell'azione dell'amministrazione tributaria.

Rispetto delle competenze legislative costituzionalmente definite

Le misure del decreto appaiono riconducibili in via prevalente alla materia sistema tributario e contabile dello Stato, demandata alla potestà legislativa esclusiva dello Stato ai sensi dell’articolo 117, secondo comma, lettera e) della Costituzione.
Per quanto riguarda le singole disposizioni, rilevano altresì ulteriori ambiti materiali attribuibili alla competenza legislativa esclusiva o concorrente dello Stato. Quanto agli ambiti rientranti nella competenza legislativa esclusiva dello Stato, ai sensi del secondo comma dell’articolo 117 Cost., assumono, in particolare, rilievo:
-          ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici nazionali, di cui all’articolo 117, secondo comma, lettera g) della Costituzione;
-          giurisdizione e norme processuali; ordinamento civile e penale; giustizia amministrativa, di cui all’articolo 117, secondo comma, lettera l) della Costituzione;
-          coordinamento informativo statistico e informatico dei dati dell’amministrazione statale, regionale e locale, di cui all’articolo 117, secondo comma, lettera r) della Costituzione;
-          tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali, di cui all’articolo 117, secondo comma, lettera s) della Costituzione.
Sempre con riferimento a singole disposizioni, possono altresì rilevare, tra le materie di legislazione concorrente tra lo Stato e le regioni, ai sensi dell’art. 117, terzo comma, Cost.: coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia.

Rispetto degli altri princìpi costituzionali

Le norme in materia di IMU (articolo 4, commi da 5 a 5-octies) consentono di modificare l’importo delle aliquote di base e della suddetta detrazione con uno o più D.P.C.M.
La disposizione in commento andrebbe valutata con riferimento all’articolo 23 della Costituzione, che prevede una riserva di legge ai fini dell’imposizione di una prestazione personale o patrimoniale. Si osserva al riguardo, peraltro, che il decreto-legge n. 201 del 2011 non aveva esplicitamente quantificato il gettito atteso dalla norma in commento, che trova la propria quantificazione nella sola relazione tecnica allegata al provvedimento.
Il provvedimento in esame contiene disposizioni in materia di semplificazioni tributarie (titolo I), di efficientamento (titolo II, capo I) e potenziamento (titolo II, capo II) dell’azione dell’amministrazione tributaria. Non appaiono riconducibili a tale contenuto ed al contenuto dell’articolo 12, come definito dalla rubrica (“Contenzioso in materia tributaria e riscossione”) le disposizioni recate dai commi da 8 a 11-ter dell’articolo 12, che riguardano l’acquisto del termovalorizzatore di Acerra da parte della regione Campania, intervenendo su una materia oggetto di una notevole stratificazione normativa negli ultimi anni. Appaiono inoltre non immediatamente riconducibili al contenuto del provvedimento le seguenti disposizioni dell’articolo 12, riguardanti:
• la certificazione dei crediti dovuti per somministrazioni, forniture e appalti delle Regioni e degli enti locali (commi 11-quater e 11-quinquies);
• il pagamento dei debiti commerciali da parte dei Ministeri (comma 11-sexies).
Infine, il comma 4-quinquies (banche di credito cooperativo) non appare riconducibile al contenuto dell’articolo 4 (“Fiscalità locale”).
Sul punto va rilevato che la giurisprudenza della Corte costituzionale (sentenza n. 171 del 2007; in conformità, sentenza n. 128 del 2008) collega il riconoscimento dell’esistenza dei presupposti fattuali, di cui all’art. 77, secondo comma, Cost., ad una intrinseca coerenza delle norme contenute in un decreto-legge, o dal punto di vista oggettivo e materiale, o dal punto di vista funzionale e finalistico. Pertanto, la semplice immissione di una disposizione nel corpo di un decreto-legge oggettivamente o teleologicamente unitario non vale a trasmettere, per ciò solo, alla stessa il carattere di urgenza proprio delle altre disposizioni, legate tra loro dalla comunanza di oggetto o di finalità.
Ciò premesso, si ricorda che la più recente giurisprudenza costituzionale (Corte cost. sent. 22/2012) non esclude che le Camere possano, nell’esercizio della propria ordinaria potestà legislativa, apportare emendamenti al testo del decreto-legge, che valgano a modificare la disciplina normativa in esso contenuta, a seguito di valutazioni parlamentari difformi nel merito della disciplina, rispetto agli stessi oggetti o in vista delle medesime finalità. Ciò che esorbita invece dalla sequenza tipica profilata dall’art. 77, secondo comma, Cost., è l’alterazione dell’omogeneità di fondo della normativa urgente, quale risulta dal testo originario,
Infine, l’articolo 12, comma 8, riproduce in maniera pressoché identica il contenuto del comma 4 dell’articolo 1 del decreto-legge n. 2 del 2012, soppresso dalla legge di conversione n. 28 del 2012. Si rammenta in proposito che l’articolo 15, comma 2, lettera c) della legge n. 400 del 1988 dispone che il Governo non può, mediante decreto-legge, “rinnovare le disposizioni di decreti-legge dei quali sia stata negata la conversione in legge con il voto di una delle due Camere”.

Attribuzione di poteri normativi

Il decreto-legge in esame prevede l’adozione di numerosi adempimenti, attribuendo sia al Governo ed ai singoli Ministri sia ad altri soggetti (in particolare ai direttori delle Agenzie finanziarie) il compito di dare attuazione a diverse disposizioni.
L’articolo 4, comma 5-bis, e l’articolo 12, comma 11-quinquies, prevedono l’adozione di decreti ministeriali di natura non regolamentare.
Con riguardo a tali previsioni, si segnala che il Comitato per la legislazione ha più volte rammentato che la Corte costituzionale, nella sentenza n. 116 del 2006, ha definito un decreto ministeriale del quale si esplicitava la natura non regolamentare (articolo 3 del decreto-legge n. 279/2004) “un atto statale dalla indefinibile natura giuridica”.
L’articolo 8, comma 23, demanda a regolamenti da adottare ai sensi dell’articolo 17, comma 4-bis della legge n. 400 del 1988 l’adeguamento dell’assetto organizzativo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali conseguente alla soppressione dell’Agenzia per il terzo settore.
L’articolo 10, comma 1, demanda ad un regolamento interministeriale di natura regolamentare la definizione delle modalità in base alle quali il personale dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, della Polizia, dell’Arma dei Carabinieri e del Corpo della Guardia di finanza può effettuare operazioni di gioco a fini di controllo, “nel rispetto di quanto disposto dagli articoli 51 del codice penale e 9 della legge 16 marzo 2006, n. 146, in quanto compatibili”.
L’articolo 10, comma 3, autorizza il Governo ad emanare uno o più regolamenti ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge n. 400/1988 volti a modificare il regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 169 del 1998, indicando le finalità delle modifiche. La disposizione, nella parte in cui prevede il “previo parere delle competenti Commissioni parlamentari”, ribadisce quanto già disposto in via generale dall’articolo 17, comma 2 della legge n. 400 del 1988, a seguito delle modifiche apportate dalla legge n. 69 del 2009.
L’articolo 10, comma 4, secondo periodo attribuisce ad un provvedimento del Ministero dell’economia e delle finanze – Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato di concerto con il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali la possibilità di modificare l’importo della posta unitaria minima di gioco per le scommesse sulle corse dei cavalli fissata dal primo periodo del medesimo comma.
Talune disposizioni attribuiscono ai Direttori delle Agenzie fiscali il compito di dare attuazione alle loro previsioni. Andrebbe valutata l’opportunità di verificare se la previsione di provvedimenti dei Direttori di tale agenzie di natura sostanzialmente regolamentare appaia coerente con il sistema delle fonti o se non sia piuttosto preferibile demandare i compiti attuativi a fonti regolamentari. A titolo esemplificativo, si segnalano, in particolare:
• l’articolo 2, comma 10 (che demanda a  provvedimenti dell’Agenzia delle dogane il compito, tra l’altro, di dettare “regole per la gestione e la conservazione dei dati delle contabilità trasmessi telematicamente);
• l’articolo 2, comma 12 (che demanda ad una determinazione del Direttore dell’Agenzia delle dogane il compito di definire l’assetto del deposito fiscale e le modalità di accertamento, contabilizzazione e controllo della produzione);
• l’articolo 3, comma 2 (che demanda ad un decreto del direttore dell’Agenzia delle entrate la definizione delle modalità e dei termini secondo i quali i cedenti o i prestatori di beni e servizi legati al turismo devono inviare apposita comunicazione preventiva per poter usufruire di un regime più favorevole di circolazione del denaro contante);
• l’articolo 4, comma 12 (che affida ad un provvedimento del Direttore del’Agenzia delle entrate la definizione delle modalità di presentazione delle istanze di rimborso della quota di IRAP deducibile dalle imposte sul reddito);
• l’articolo 8, comma 20 (che demanda ad un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate la definizione dei termini e delle ulteriori modalità attuative delle disposizioni recate dai commi 18 e 19, che riducono da 10.000 a 5.000 euro l’ammontare di crediti compensabili a prescindere dalla presentazione della dichiarazione o dell’istanza da cui emerga il credito).

Il ddl sull'istituzione del Registro nazionale e dei Registri regionali degli impianti protesici mammari

Il disegno di legge A.C. 3703-B, approvato in prima lettura dalla Camera il 22 dicembre 2010 - in sede legislativa – e approvato con modifiche dal Senato, in sede deliberante, il 7 marzo scorso, istituisce e disciplina il registro nazionale e i registri regionali degli impianti protesici mammari. Negli ultimi anni si è registrato un continuo aumento del numero delle donne che decidono di ricorrere a protesi mammarie, nonostante la ricerca abbia evidenziato che il ricorso a tali impianti può comportare conseguenze sulla salute della donna. Il provvedimento in esame pertanto è diretto ad introdurre disposizioni più severe a garanzia dei requisiti di sicurezza delle protesi mammarie e a tutela del diritto all’informazione delle pazienti.
Il disegno di legge del Governo (A.C. 3703) si compone di 6 articoli. Qui di seguito si procederà ad una sintetica illustrazione del contenuto delle disposizioni evidenziando le modifiche introdotte dall’altro ramo del Parlamento.
L’articolo 1 abilita, rispettivamente, il Ministero della salute e le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano ad istituire il Registro nazionale e i registri regionali degli impianti protesici mammari effettuati in Italia, nell’ambito della chirurgia plastica ed estetica, inquadrandoli nel campo del monitoraggio clinico ed epidemiologico delle attività di chirurgia e medicina plastica ed estetica. Vengono definite le finalità dell’istituzione dei registri, gli obbiettivi della raccolta e del trattamento dei dati, i soggetti aventi diritto all’accesso e al trattamento di questi ultimi. Viene poi rimessa ad un regolamento da adottare con decreto ministeriale, previa intesa in sede di Conferenza Stato-regioni, la disciplina della raccolta dei vari aspetti della raccolta dei dati.
Nel corso dell’esame presso il Senato, con riferimento alle categoriedi dati raccolti dai registri, sono state inserite le informazioni relative alla tipologia degli impianti e quelle relative al materiale di riempimento utilizzato ed alla etichettatura del prodotto. 
 L’articolo 2 consente l’impianto di protesi mammaria a soli fini estetici soltanto su coloro che abbiano compiuto la maggiore età.
Al Senato è stata inserita la disposizione che prevede l’inapplicabilità del citato divieto nei casi di gravi malformazioni congenite certificate da un medico convenzionato con il servizio sanitario nazionale o da una struttura sanitaria pubblica.
E’ stata anche aumentata da 15.000 a 20.000 euro l’ammontare della sanzione amministrativa  applicabile a carico degli operatori sanitari che provvedono all’esecuzione dell’impianto e prevista per questi ultimi la sospensione dalla professione per tre mesi.
I successivi articoli 3, 4 e 5, non hanno subito modifiche nel corso dell’esame presso il Senato.
L’articolo 3, stabilisce i requisiti professionali necessari per l’applicazione di protesi mammarie per fini estetici. L’articolo 4 disciplina le modalità di custodia e di accesso ai registri regionali definendo le strutture presso le quali vengono conservati, le modalità di comunicazione dei dati e i soggetti abilitati,.gli obblighi delle strutture sanitarie.
In caso di omissioni nella raccolta, aggiornamento e trasmissione dei dati è applicata una sanzione amministrativa da 500 a 5.000 euro. L’articolo 5 prevede la trasmissione, con cadenza biennale, di una relazione al Parlamento da parte del Ministro della salute sui dati raccolti nei registri.
L’articolo 6 pone la clausola di invarianza finanziaria.

"L'ultimo volo per Punta Raisi". Intervista a Francesco Terracina

In questa intervista con l'amico Francesco Terracina, autore de "L'ultimo volo per Punta Raisi" (Stampa Alternativa), ho cercato di scoprire qualcosa in più su un misterioso incidente accaduto la sera del 5 maggio del 1972 nei pressi dell'aeroporto di Palermo. Ecco cosa mi ha detto l'autore e quali sono le sue perplessità su quanto è accaduto. 

venerdì 27 aprile 2012

Ecco a cosa pensano i nostri senatori: Magda Negri, Luigi Vimercati e lo scandalo delle agendine

Guardate di cosa parlano al Senato invece di occuparsi dei problemi del paese.......

FRECCIAROSSA con botto alla Stazione Termini

Cari amici vicini e lontani, in questi ultimi giorni ho pubblicato alcuni post sulle disavventure della Stazione Termini. Non avrei mai immaginato di farlo alla vigilia di un botto alla porte di questa celeberrima stazione. Devo dirvi la verità, quando ho saputo del botto tra i due FRECCIAROSSA la prima riflessione che ho fatto, ripensando ad un mio recentissimo post, è questa: "Ma lo avranno scritto nel tabellone degli arrivi che c'è stato un incidente?"......

giovedì 26 aprile 2012

"L'affaire Emanuela Orlandi" visto da Roberta Hidalgo

 

Cari amici del mio blog, nei giorni scorsi ho intervistato Roberta Hidalgo, che mi ha raccontato cosa ha scoperto sul caso di Emanuela Orlandi. Questo libro è il frutto di mesi di lavoro e di indagini su questa intricatissima vicenda. Ascoltiamo! Ognuno trarrà le conclusioni che vuole. Buon ascolto e grazie a Roberta per avermi concesso questa intervista.

mercoledì 25 aprile 2012

Quella riforma è improcrastinabile


Voce Repubblicana, 25 aprile 2012 
Intervista a Nicolò Amato
di Lanfranco Palazzolo

Riformare la giustizia italiana è un'urgenza improcrastinabile. Lo ha detto alla “Voce” il magistrato Nicolò Amato, già direttore del Dipartimento amministrazione penitenziaria.
Nicolò Amato, cosa pensa di un'amnistia per risolvere il problema delle carceri italiane?
“Io sostengo la battaglia a favore di un'amnistia. Il livello di crisi del nostro sistema di giustizia ha raggiunto il limite della bancarotta totale. Apprezzo l'iniziativa di quanti si battono a favore di un provvedimento di clemenza. Questi temi sembrano scorrere nella totale indifferenza dell'opinione pubblica italiana. Non riesco a comprendere come la classe politica italiana possa essere spasmodicamente impegnata in questioni di potere, in polemiche interne. Nessuno si cura minimamente dello stato del paese. C'è un vecchio detto secondo il quale la civiltà di un paese si misura dalla civiltà dei suoi tribunali e da quella delle proprie carceri. Ecco perché l'Italia si può considerare un paese peggio del Terzo Mondo. L'Italia era la culla del diritto, ma ha smarrito un minimo di senso della legalità. I nostri procedimenti penali e civili sono lentissimi. Ci vogliono anni per una sentenza”.
Quali altri limiti vede nel nostro sistema?
“Manca una forma di responsabilità da parte dei giudici. Nel 1987 venne presentato un referendum sulla responsabilità civile dei magistrati, il cui esito fu disatteso da una legge attuativa che ne ha svuotato i contenuti. Da allora abbiamo il vuoto. Non può esistere un sistema democratico e una divisione di poteri che non contemplino una responsabilità civile. Mi auguro che ci sia un inizio di svolta anche per questo. Se non lo facciamo ci sarà una grossa crisi morale di questo paese. Altrimenti saremmo travolti da tutto”.
Come ha trovato l'azione del ministro della Giustizia Paola Severino?
“Comprendo che questo ministro, come quelli precedenti, hanno avuto degli enormi problemi di fondo rispetto ai problemi strutturali della giustizia. La politica ha lasciato pochi spazi per affrontare certe questioni. Le corporazioni sono troppo forti. Ecco perché è quasi impossibile fare qualcosa di buono. Ecco perché serve una profonda riforma del sistema giustizia. La lentezza dei procedimenti svuota ogni senso di giustizia. Ecco perché è necessario scandire, nell'ambito del processo, i tempi di accusa e difesa. Il rinvio ad ogni udienza è di mesi ed anni. Ecco perché non ha senso stabilire il giusto processo in Costituzione senza dare spazi all'attuazione reale di questo principio”.
Riaprirebbe il carcere de l'Asinara e quello di Pianosa esclusivamente per il 41 bis?
“Quando ci furono le stragi del 1992 fui proprio io a riaprirli. Ma quello era un caso di eccezionale emergenza. E l'emergenza non può essere la regola per il sistema penitenziario italiano”. 

lunedì 23 aprile 2012

Un dramma alla Stazione Termini: quando parte il mio treno per GATEZNO?

La assidua frequentazione della Stazione Termini mi ha indotto a maturare una grande sfiducia verso il nostro paese. Ogni volta che mi reco in quel luogo per accompagnare la mia consorte oppure per fare una pausa pranzo - visto che lavoro da quelle parti - mi accorgo che un passeggero giunto in quel luogo ha ben poche certezze. La prima inquietudine, che è forse quella più grave, riguarda gli orari di partenza e di arrivo dei treni. E così, un giorno sono arrivato alla stazione (5 febbraio 2012) e ho trovato questo tabellone totalmente impazzito. Ne ho fatto un breve filmato per i posteri che ha collezionato oltre cento accessi. Lo trovate qui sotto....


Ma non è finita qui. Qualche settimana dopo sono ricapitato davanti a quel tabellone, nel pomeriggio di domenica 9 aprile. Lo stesso tabellone era impazzito. Con la differenza che le barre degli orari erano ferme. Come potete vedere, nel tabellone "Terminiano" ci sono alcune destinazioni molto suggestive......


Roma Termini, 9 aprile pomeriggio
......Come potete vedere ci sono destinazioni per tutti i gusti. Dal basso verso l'alto potete recarvi nel fantastico CAOOONO, cittadina dell'Africa Subsahariana. Ma se volete andare ad Est trovate anche la suggestiva GATEZNO, che dovrebbe trovarsi dalle parti del Caucaso. Tra le altre mete vi invitiamo a non farvi sfuggire anche la mitica XGLNEVTI, che si trova a nord del pianeta Marte. Si conclude in bellezza con la favolosa FKTEP. E SOP. E poi dicono che le Ferrovie non portano da nessuna parte. Da illuso ho pensato che le mie vicissitudini con i tabelloni della stazione fossero finite. Ma le cose non sono andate proprio così. Infatti, proprio ieri, mi sono imbattuto in questa lunga serie di tabelloni totalmente morti. Eccoli qui sotto.
Roma Termini, 22 aprile pomeriggio

Roma Termini, 22 aprile pomeriggio

Roma Termini, 22 aprile pomeriggio
E allora, se posso dare un consiglio ai nostri coraggiosi passeggeri, forse è meglio uscire da casa con un orario ferroviario. Per quanto riguarda i binari andate ad occhio. Prima o poi la sorte vi porterà in quel magnifico binario da dove potrete partire per il fantastico villaggio di GATEZNO......

"Il calciatore suicidato" (Kaos Edizioni). La misteriosa fine di Donato Bergamini vista da Carlo Petrini



Dieci anni fa mi ero occupato della scomparsa di Donato Bergamini, centrocampista del Cosenza morto in circostanze misteriose il 18 novembre del 1989 sulla strada statale jonica nei pressi di Roseto Capo Spulico. L'ipotesi del suicidio di Bergamini, che allorà fu l'unica ad essere presa in considerazione dalla magistratura, non è mai stata ritenuta valida dai parenti della vittima. La tesi degli inquirenti fu che Bergamini si era buttato sotto un camion. Lo scorso 22 febbraio, i RIS di Messina hanno depositato, presso la procura di Castrovillari, una perizia secondo la quale Bergamini era già morto quando fu investito e che il suo corpo fu terribilmente mutilato. Ecco cosa ci disse Carlo Petrini al momento della pubblicazione del libro della Kaos. Ricordiamo che Carlo Petrini è deceduto lo scorso 16 aprile a causa di una lunga malattia.

domenica 22 aprile 2012

Quell'incidente avvolto nel mistero


Voce Repubblicana del 20 aprile 2012
Intervista a Francesco Terracina
di Lanfranco Palazzolo

Il disastro aereo di Punta Raisi del 1972 è stato catalogato troppo presto come un incidente. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” Francesco Terracina, autore de “L'ultimo volo per Punta Raisi” (Stampa Alternativa), che racconta la storia del disastro aereo del Dc8 che nel 1972 provocò 115 morti durante la fase di atterraggio all'aeroporto di Palermo. Ecco cosa ci ha detto in anteprima sul libro che uscirà
Francesco Terracina, come è nata l'idea di questo libro su uno dei più gravi incidenti dell'aviazione civile italiana del secondo dopoguerra?
“Questo fatto è stato catalogato troppo presto come un'incidente. L'idea di di questo libro è nata leggendo un rapporto di polizia scritto tra il 1976 e il 1977 scritto dal vicequestore di Trapani Giuseppe Peri, che si stava occupando su una serie di gravi rapimenti avvenuti in Sicilia proprio in quel periodo”.
Cosa ha scritto il vicequestore di Trapani sull'incidente del 5 maggio del 1972?
“Il vicequestore ha dedicato tre pagine all'incidente del Dc8 dicendo che si era trattato di una strage che aveva organizzato qualcuno, a due giorni dalle elezioni politiche, nell'ambito di quella che viene definita come 'Strategia della tensione' di cui al tempo si parlava. Peri non pensa che il suo rapporto possa essere preso in considerazione da qualcuno. Il vicequestore di Trapani spedisce queste considerazioni ad alcune procure della Repubblica”.
Cosa scrive Peri sui rapimenti che erano avvenuti in quel periodo in Sicilia?
“La sua tesi è che i rapimenti siano avvenuti tra la mafia e il terrorismo nero. Questa è la tesi portante di questo rapporto. La cosa che mi ha colpito di questo rapporto – con il senno di poi – è che le considerazioni di Peri sui rapimenti erano azzeccate. Il vicequestore di Trapani aveva individuato molti personaggi che poi avrebbero avuto un ruolo di rilievo in Cosa nostra. Ho pensato che Peri fosse un funzionario molto intelligente che certo non poteva sprecare tre pagine di un rapporto di polizia senza avere delle solide convinzioni sui fatti accaduti e dei dati certi su quello che scriveva. Questo è stato lo spunto del mio libro”.
In quei giorni le forze politiche parlamentari sollevarono dei dubbi su quell'incidente?
“Le forze politiche non si posero alcun interrogativo serio su quell'incidente. Ho trovato alcune interrogazioni parlamentari fatte dal Pci e da Pio La Torre. Tutti ritenevano che il problema fosse legato alle difficoltà di atterraggio all'aeroporto di Punta Raisi che era stato aperto appena dieci anni prima. Solo qualche giorno dopo la Reuters parlò di mafia a proposito di quell'incidente. Quelle valutazioni furono riprese dalla stampa inglese, ma nessun giornale italiano prese sul serio quegli articoli. E, poi, l'attenzione su quell'incidente scemò”.

La Chiesa e l'amnistia


La casa circondariale di Trieste
Intervista a don Silvio Alaimo
Voce Repubblicana, 21 aprile 2012
di Lanfranco Palazzolo

Sono favorevole all'amnistia. Lo ha detto alla “Voce” don Silvio Alaimo, cappellano della casa circondariale di Trieste.
Don Silvio Alaimo, prima di arrivare come cappellano alla casa circonrdariale di Trieste che tipo di incarichi ha avuto nella Chiesa cattolica?
“Sono un padre gesuita in servizio presso la casa circondariale di Trieste. Mi trovo in questo istituto di pena da circa nove anni. Prima avevo fatto  esperienza missionaria in Brasile, soprattutto tra gli Indios, e poi nelle periferie delle città brasiliane come Salvador e Belem. Prima ancora ero stato prete operaio. Dal Vangelo ho imparato il principio: 'Chi non è contro di noi è con noi'. Mi sembrava naturale condividere questa importante battaglia per l'amnistia che raccoglie le sensibilità di tanti laici e di molti cattolici”.
Gli italiani cosa pensano dell'amnistia?
“Nel nostro paese è necessario aprire gli occhi sulla realtà carceraria. Sono molto arrabbiato per il modo con cui le carceri italiane vengono trattate e per la poca attenzione che c'è nei riguardi delle persone che vivono in carcere. Dal mio punto di vista sono persone che meritano tutto il rispetto possibile. Spero che nella condizione di sofferenza in cui si trovano queste persone non perdano la coscienza di essere persone umane con la loro dignità e degne dell'amore di Dio. Questa situazione può essere l'occasione per aprire lo spazio ad una nuova speranza. Ma di fronte a questa situazione voglio fare una mia provocazione. Il carcere viene definito come una discarica indifferenziata dei cosiddetti 'rifiuti' umani. Questo è un grave errore. Anzi, credo che il carcere, proprio perché si trova in questa condizione di sovraffollamento, è ancora più ricco di umanità. Ritengo che questa sia una umanità vera perché è svuotata da ogni privilegio mondano. Per me è un luogo di rivelazione rispetto al tempo che viviamo. Il carcere è un luogo di persone cercate da Dio. E nessuno delle persone che vive in carcere deve smettere di considerarsi una persona umana”.
Crede che ci sia una differenza tra l'approccio di Giovanni Paolo II con quello di Benedetto XVI sul tema dell'amnistia?
“Io vedo una continuità tra questi due pontificati, anche se possono esserci delle coloriture differenti. Ricordo molto bene quello che disse Giovanni Paolo II sull'amnistia nell'aula di Montecitorio nel 2002. L'applauso che seguì l'intervento di Giovanni Paolo II fu una sorta di presa in giro da parte del Parlamento. Il discorso di Giovanni Paolo II era molto più politico. Mentre Benedetto XVI ha un approccio diverso. Questo Papa pone l'accento sulla dignità del carcerato, che non può essere considerato un reietto della società, pur nella sua colpevolezza. In altre parole, Benedetto XVI ha parlato al cuore di chi lo interpellava”.

sabato 21 aprile 2012

Gerry Scotti non è più "mezzo frocio" a vita

11 settembre 2011
Cari amici, non so proprio dove cominciare per l'emozione. La scritta "Jerry Scotti mezzo frocio" non c'è più alla Stazione Termini. Alcuni giorni dopo la denuncia del mio blog (Questo è il link) sono ripassato alla Stazione Termini è ho ricercato quella scritta. Qualcuno, forse lo stesso Gerry Scotti, ha sentito il nostro apello e si è recato personalmente alla Stazione Termini. O forse una mano pietosa ha preso lo spirito e ha cencellato quello schifo. Di questo non possiamo che rallegrarcene. Il nostro blog ha vinto una grande battaglia di democrazia e di diritto.E tutto questo lo devo a voi. Siete fantastici!
5 aprile 2012

20 aprile 2012

giovedì 19 aprile 2012

Quel metodo ci piace


Intervista a Guido Bortoni
Voce Repubblicana, 19 aprile 2012
di Lanfranco Palazzolo

Come Autorità dell'Energia abbiamo molto apprezzato il metodo seguito dal Governo nell'elaborazione dei provvedimenti sull'energia. Lo ha detto alla “Voce”, durante il convegno dal titolo “Il mercato insidiato dell'Energia”, il presidente dell'Authority dell'Energia e del Gas Guido Bortoni. Ecco cosa ci ha detto venerdì scorso.
Presidente Bortoni, il Governo Monti è impegnato per far pagare ai cittadini il minor costo possibile delle bollette. Come sarà possibile questo vantaggio in tempi di crisi?
“Noi attendiamo la trasmissione dei due decreti che sono stati varati dal Consiglio dei ministri di giovedì 12 aprile dal ministero dello Sviluppo, dell'Agricoltura e dell'ambiente. Vedremo nel merito. Quello che apprezziamo è il metodo che è stato seguito. Questi provvedimenti sono stati elaborati nell'ambito di un percorso strategico. Non si procede più per strappi o per tasselli. Questo governo sembra aver trovato un alveo nel quale i diversi provvedimenti – ad esempio quello sulle fonti rinnovabili – e gli altri che seguiranno – come per esempio quelli sulle fonti termiche -      saranno messi in campo con una certa coerenza, con un progetto chiaro. Questa coerenza è stata auspicata dall'Autorità per l'Energia nel recente aggiornamento di fine marzo”.
Cosa avevate proposto?
“Allora avevamo chiesto di procedere ad un riesame delle politiche pubbliche e strategiche del paese per avere una sorta di coerenza generale”.
In questi giorni il Parlamento ha votato un provvedimento per modificare la cosiddetta Golden Share. Crede che questa azione pubblica abbia limitato la concorrenza nel settore dell'energia così come il dirigismo che ha caratterizzato questo settore?
“Nello scorso decennio l'Italia si è distinta per le sue liberalizzazioni. Il nostro paese ha applicato tutte le direttive europee nel settore delle liberalizzazioni. Da questo punto di vista siamo secondi solo alla Gran Bretagna. Quanto alla Golden Share credo che questa sia una prassi molto diffusa in Europa. I paesi che hanno un'economia molto forte hanno in vigore una legislazione che mantiene la cosiddetta Golden Share. Mi riferisco alla Francia e alla Germania. Credo che sia una caratteristica di un potere moderno avere dei meccanismi di difesa delle aziende strategiche. Il settore dell'energia ha tutti i numeri per avere queste caratteristiche. Mi auguro che questo tipo di potere non venga mai utilizzato, ma questo meccanismo – almeno potenzialmente – deve esistere nel nostro paese ”.
Nel settore del gas il Governo Monti guarda ad altri paesi produttori rispetto agli orientamenti filorussi di Berlusconi?
“Questo governo ha appena sei mesi di operatività. Credo che gli approvvigionamenti – così come altre dinamiche – cambiano nell'arco di anni. C'è ancora tempo per verificarlo”.