mercoledì 4 aprile 2012

A lezione di storia da Rosi Bindi


Voce Repubblicana, 4 aprile 2012
Intervista a Giancarlo Lehner
di Lanfranco Palazzolo

Rosi Bindi sbaglia nel sostenere che la Camera dei deputati non è il luogo adatto per delle commemorazioni storiche. Ed è assurdo che la vicepresidente della Camera interrompa un deputato per dire questo. Lo ha spiegato alla “Voce” il deputato di Popolo e Territorio Giancarlo Lehner.
Onorevole Lehner, giovedì scorso lei stava ricordando l’anniversario della morte di Filippo Turati, grande leader del socialismo italiano.
“Giovedì scorso ricordando la figura di Filippo Turati, in occasione dell’80° anniversario della sua scomparsa il 29 marzo del 1932 a Parigi. Turati ha vissuto le sue ultime ore di vita nell’abitazione di un altro grande socialista e sindacalista, Bruno Buozzi. Turati era stato costretto alla fuga a Parigi dal regime fascista visto che era stato uno dei fondatori del Partito socialista italiano. Il mio intervento si è svolto con grande tranquillità”.
Ecco, ma cosa è successo con Rosi Bindi?
“Nel corso del mio intervento ho citato alcune frasi violentissime di Palmiro Togliatti in occasione della morte di Turati. Ricordo a tutti che, quando Filippo Turati muore, Togliatti scrive un articolo saggio per una rivista del Pcd’I che viene pubblicato nell’aprile del 1932. In questo articolo, invece di commemorare il fondatore del socialismo in Italia, Togliatti riempie di accuse e di insulti Turati. Togliatti aveva ‘accusato’ Turati di essere scappato dall’Italia per non finire nelle carceri fasciste come aveva fatto Antonio Gramsci. Si trattava evidentemente di un’accusa surreale perché detta da una persona che se ne stava in Russia e aveva preso la cittadinanza sovietica”.
La Bindi si è arrabbiata per questo passaggio?
“A questo punto, il Presidente di turno della Camera, a riprova che i comunisti sono sempre meglio dei catto-comunisti, mi ha interrotto dicendo qualcosa di abnorme: l’aula di Montecitorio non è il luogo adatto per lezioni di storia. Penso che la Bindi abbia detto un’assurdità. L’aula della Camera è il luogo giusto per le commemorazioni e non certo l’habitat giusto per dire stronzate. Ritengo che sia stato giusto ricordare un grande parlamentare come Turati, che ha sempre difeso l’istituto parlamentare contro il fascismo e il comunismo, ed è stato uno dei grandi difensori della democrazia italiana. Pensare che oggi ci sia qualcuno che viene a dire che il ricordo di Turati non è congruo con i discorsi che si tengono a Montecitorio è assurdo”.
Non è la prima volta che la Bindi si rende protagonista per queste polemiche. Dovrebbe dimettersi da vicepresidente della Camera?
“In Italia non si dimette mai nessuno. Dovrebbe imparare ad essere meno faziosa e più tollerante. Questo sarebbe un contributo alla crescita di quella cultura liberale che, purtroppo, in Italia manca grazie ai personaggi come Rosi Bindi”.

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