sabato 14 aprile 2012

Quel sistema sta scricchiolando


Intervista a Diego Cavagnin
Voce Repubblicana, 14 aprile 2012
di Lanfranco Palazzolo

Il sistema energetico italiano sta scricchiolando. Ecco perché occorre un indirizzo politico ben preciso da parte dell’attuale governo. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” Diego Cavagnin, direttore editoriale del quotidiano “Energia”.
Diego Cavagnin, il governo sta cercando di evitare il caro bollette per gli italiani e provando a cambiare gli incentivi nel settore delle energie alternative.
Per il momento non c’è ancora un indirizzo ben preciso da parte del nuovo governo per affrontare in modo complessivo il tema dell’energia. Io mi auguro che questo indirizzo arrivi ben presto perché il sistema sta scricchiolando. In questo momento ci troviamo a pagare dei costi esorbitanti per l’elettricità e anche per il gas. In questo settore vediamo le imprese pubbliche danno dei dividendi stratosferici allo Stato. Quando viene dato un dividendo così alto significa che qualcuno ha dato qualcosa in più. E quel qualcosa in più lo paghiamo noi con le nostre bollette, lo paghiamo noi da consumatori. In una fase di crisi come questa, noi dovremmo chiederci perché i sacrifici fatti dalle famiglie non possono essere fatti anche dalle famiglie per investire in infrastrutture, in nuove reti e in nuovi gasdotti, in nuovi rigasificatori, in nuovi elettrodotti. Questo potrebbe essere un volano di crescita molto importante. E le popolazioni devono accettare la costruzione di questi nuovi impianti. Il contributo che può dare l’energia allo sviluppo è notevolissimo”.
Crede che le autorità di controllo abbiano svolto un lavoro molto efficace in questo settore? Nel momento più duro dei rincari petroliferi l’unica iniziativa che ha cercato di frenare questi rialzi è stata quella della procura della Repubblica di Varese.
La questione dei rincari della benzina e di altri prodotti petroliferi non può essere affrontata dai pubblici ministeri. Ho trovato l’iniziativa della Procura della Repubblica di Varese fuori luogo. Non è con i controlli di polizia che si può riuscire ad abbassare i prezzi. Credo che la soluzione migliore sia il mercato e l’esistenza di una concorrenza effettiva. Il fatto che si utilizzi il termine mercato non significa che debba esserci una competizione selvaggia, ma regolare il sistema in modo corretto. Il consumatore è tutelato soltanto quando trova il prezzo migliore che le compagnie possono fare e ha la possibilità di scegliere”.
Crede che le minacce di sospensione delle esportazioni iraniane del petrolio possano creare problemi all’Italia?
Non credo che l’Italia corra dei rischi. Qualunque cosa accada il petrolio non ci mancherà. Noi dipendevamo dalla Libia per il 24% degli approvvigionamenti petroliferi, ma ne abbiamo fatto a meno durante la guerra civile. Le petroliere sono arrivate da altre parti. La stessa cosa accadrà con l’Iran”.

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