venerdì 6 aprile 2012

Quella riforma non vedrà la luce


Intervista a Bartolo Ciccardini
Voce Repubblicana, 6 aprile 2012
di Lanfranco Palazzolo 

Se fossi un bookmaker non scommetterei sulla riforma elettorale. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” l'ex deputato della Democrazia cristiana Bartolo Ciccardini.
Onorevole Ciccardini, cosa pensa del dibattito che si è sviluppato sulla legge elettorale in questi ultimi giorni? E' ottimista sulla possibilità della nascita di una nuova legge elettorale adeguata alle esigenze politiche di rinnovamento del Paese?
“In una fase come questa è molto difficile essere ottimisti. E' chiaro che la soluzione non può che avvenire con un accordo tra partiti politici che in questo momento detengono il potere legislativo. Siamo nella stessa situazione politica del Governo Monti, esecutivo reso necessario dalla crisi economica finanziaria europea e mondiale. La situazione politica italiana vive un momento particolare tra ciò che è necessario (il governo Monti) e il possibile che appare abbastanza tragico. Anche per la legge elettorale c'è un difficile equilibrio tra il possibile e il necessario”.
Cosa ritiene necessario?
“La legge proposta dal senatore Luigi Sturzo nel 1956 sui partiti politici e sulla legge elettorale. Quella proposta di legge prevedeva l'introduzione del collegio uninominale e l'applicazione dell'articolo 49 della Costituzione sui partiti politici. La legge prevedeva la registrazione dei partiti politici che erano in regola con la legge e un finanziamento pubblico per le necessità dei partiti politici che avrebbero dovuto avere dei meccanismi democratici interni”.
Di fronte ad una legislatura terribile come questa ritiene che si possano raggiungere dei risultati apprezzabili nel campo delle riforme istituzionali e in quello della riforma elettorale?
“Questi partiti non saranno gli stessi che dovranno affrontate la prossima legislatura. Se fossi un bookmaker darei la quotazione della riforma elettorale da 1 a 500. Il dibattito sulla legge elettorale è comunque necessario visto che il 'Porcellum' ha dimostrato la sua debolezza politica. Questa legge è stato un autentico attentato alla democrazia italiana. Ecco perché questa legge deve essere cambiata”.
Che ruolo ha svolto Silvio Berlusconi nel ritorno ad un concezione proporzionalista del confronto politico italiano?
“Berlusconi non ha nessuna idea delle leggi elettorali. L'unica cosa che gli preme è quello che gli conviene. Fino a quando ha potuto aspirare ad un ruolo di rilievo nella politica italiana si è dichiarato a favore del maggioritario ma, nei fatti, concedeva spazio a tutti i soggetti politici che potevano appoggiarlo. Ricordiamo che il 'Porcellum' è stato frutto di un accordo tra Casini e Bossi per permettere a Berlusconi di fare quello che voleva. Ecco perché sarebbe sbagliato, oggi, tornare al voto con una legge elettorale come questa. Sarebbe un errore gravissimo”.

Nessun commento: