mercoledì 16 maggio 2012

8x1000: chiedilo a Marcello Vigli


Voce Repubblicana, 16 maggio 2012
Intervista a Marcello Vigli
di Lanfranco Palazzolo

Il meccanismo dell'8X1000 dell'Irpef destinato alle Chiese è assurdo. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il filosofo Marcello Vigli, delle Comunità cristiane di base e membro di “Noi siamo Chiesa”.
Prof. Vigli, in questi giorni le Comunità cristiane di base sono impegnate, in alcune piazze romane, nella battaglia per far conoscere le distorsioni del meccanismo di finanziamento della Chiesa cattolica attraverso l'8 per mille. Cosa state facendo?
“Noi – inserendoci in un lungo solco di iniziative dei cattolici di base – stiamo continuando il nostro impegno per denunciare questo assurdo finanziamento delle chiese da parte dello Stato, introdotta con il nuovo Concordato e con la formula dell'8X1000. Quest'anno abbiamo scelto di essere più visibili e mostrare il nostro senso di responsabilità nei confronti di questi spot che vengono promossi”.
Come ha trovato l'impostazione di questi spot che si intitolano 'Chiedilo a....'?
“Questi spot sembrano dire che la cifra raccolta dalla Chiesa cattolica viene destinato a delle opere sociali. Ora, molto di quanto viene detto nello spot è vero. Molte di queste opere aiutano e sostengono molte delle persone che hanno realmente bisogno del sostegno della Chiesa. Questo non ci impedisce di criticare l'assurdità del meccanismo di finanziamento nei confronti della Chiesa cattolica e delle altre chiese perché il denaro di tutti va speso solamente in base alle decisioni prese dall'organo che ci rappresenta tutti: il Parlamento. Destinare una cifra come l'8X1000 alla Chiesa cattolica, che non è una cifra di poco conto, per finanziare le Chiese è un errore. Esiste anche la possibilità di destinare questa cifra allo Stato, che spesso ne fa un uso improprio. Noi riteniamo che questo meccanismo debba essere combattuto con forza, informando i cittadini della reale forma di finanziamento”.
Cosa prevede la legge derivata dagli obblighi concordatari sorti con la revisione varata dal Parlamento nel 1985?
“Nella legge è scritto che la parte delle quote dell'8X1000 che non sono state destinate dai contribuenti a nessuno dei beneficiari – e sono la maggioranza, si tratta di oltre il 50 per cento – non restano nell'erario, come sarebbe logico. Quella cifra viene redistribuita in istituzioni che sono destinatarie delle altre quote. Questa redistribuzione avviene in proporzione alle quote già espresse. E siccome molte quote sono a favore della Chiesa cattolica, la maggior parte di queste quote finiscono alla Conferenza episcopale italiana”.
Qual è la percentuale delle destinazioni dei contribuenti a favore della Chiesa cattolica?
“Avendo a disposizione il 35 per cento dell'8X1000 destinato dai cittadini italiani, la Chiesa arriva ad ottenere circa l'85 per cento dell'8X1000. Secondo noi questa è una grossa stortura”. 

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