martedì 1 maggio 2012

Ecco cosa ci siamo detti con Napolitano


Intervista a Angiolo Marroni
Voce Repubblicana, 1° maggio 2012
di Lanfranco Palazzolo

Come garanti regionali dei detenuti abbiamo fatto presente al Capo dello Stato l’affollamento delle nostre carceri. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il garante dei diritti dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni che, insieme agli altri garanti regionali, ha incontrato il Presidente della Repubblica al Quirinale.
Gianluigi Marroni, come è andato l’incontro con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano?
L’incontro con il Capo dello Stato è stato molto cordiale e positivo. Noi eravamo sei garanti regionali dei carcerati. Era presente anche il Garante comunale di Bologna e c’era il dott. Palma, membro della Commissione europea contro la tortura e per i diritti umani. Ognuno di noi ha detto le cose che riteneva utile dire. Abbiamo fornito il quadro del mondo carcerario molto completo. Il Presidente della Repubblica ha ascoltato tutti noi con molta gentilezza dicendo che cercherà di fare il possibile nei limiti dei compiti che gli sono stati assegnati dalla Costituzione. Il Presidente della Repubblica ha detto che cercherà di sollecitare le Camere e il Governo ad occuparsi di questo tema. In particolare, ho sostenuto la necessità che il Parlamento approvi presto il disegno di legge presentato dal ministro della Giustizia Paola Severino sulla giustizia. Ha chiesto in quale ramo del Parlamento è all’esame questo provvedimento per sollecitare, rivolgendosi ai Presidenti delle Camere, un rapido esame di questa iniziativa. E poi si è parlato dell’emergenza finanziaria del settore carcerario e del finanziamento alla legge Smuraglia sulle cooperative carcerarie. Il Capo dello Stato ha fatto capire che interverrà attraverso i mezzi consentiti”.
Il Presidente della Repubblica ha parlato dell’amnistia?
Napolitano ha ricordato che la scorsa estate aveva parlato ad un convegno, dicendo che l’amnistia è un tema di competenza del Parlamento. Napolitano ha ricordato che per votare l’amnistia è necessaria una maggioranza qualificata di 2/3”.
Nessuno ha chiesto a Napolitano se stava contemplando l’ipotesi di inviare un messaggio alle Camere per avviare il dibattito sull’amnistia?
Nessuno ha parlato di questo argomento. Da parte nostra sarebbe stato indiscreto chiedere cosa pensa di fare il Presidente della Repubblica”.
Napolitano ha chiesto se ci sono altre iniziative?
L’idea interessante che è uscita da questo incontro è stata quella di creare un coordinamento dei garanti regionali con altri soggetti da tenere presso il Dap per creare un’iniziativa unitaria e coerente”.
Il Capo dello Stato ha chiesto perché i garanti erano così pochi ovvero perché non erano presenti tutte le Regioni?
Napolitano ha chiesto quanti garanti siamo. Gli abbiamo detto che siamo in sette e che la nomina dei garanti è di stretta competenza delle singole regioni”.

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