venerdì 4 maggio 2012

Ecco perchè voterei a favore di Hollande


Intervista a Margherita Boniver
Voce Repubblicana del 4 maggio 2012
di Lanfranco Palazzolo

Le elezioni Presidenziali francesi rappresentano una svolta per Parigi, ma anche per la politica rigorista sostenuta dalla Germania di Angela Merkel. Lo ha detto alla “Voce” la deputata del Pdl Margherita Boniver.
Onorevole Boniver, quali sono le sue valutazioni sulle elezioni Presidenziali francesi?
Credo che saranno delle elezioni che produrranno una svolta in questa grande nazione. Sarà anche una svolta europea. Ecco perché vengono seguite con grande attenzione. Credo che con queste elezioni si sia definitivamente allontanato il direttorio franco-tedesco, con il Presidente Nicolas Sarkozy, che propugnava questa intesa. Oggi, il Presidente della Repubblica in carica cerca di rimettere in discussione, di prendere le distanze dalla linea di rigore della Germania. Anche se questa non è una presa di distanze dalla stessa Merkel. La politica tedesca è legata al rigore alla scelta di bastonare fiscalmente i propri cittadini. Questa scelta sta portando l'Unione europea a non uscire dalla depressione. Ecco perché queste elezioni hanno un'importanza che travalica l'interesse nazionale. Ci troviamo di fronte ad un cambiamento importante. I sondaggi danno Hollande come vincitore. Ma l'ultima parola spetta agli elettori. Il programma del candidato socialista mira a rivedere il fiscal-compact fortemente voluto dai tedeschi e dalla Bundesbank”.
Lei tifa per Hollande?
La mia preferenza cade decisamente per Hollande proprio su quello che dicevo sul fiscal-compact. Oggi c'è bisogno di un forte riorientamento delle politiche fiscali. Hollande propone proprio questo”.
Come ha trovato le critiche del centrosinistra nei confronti di chi, come lei e altri del Pdl, avete deciso di appoggiare il candidato del Ps francese?
Ho trovato questo atteggiamento francamente puerile e infantile, nel senso che un'identificazione con politici di altri paesi avviene nel corso di conferenze internazionali o altri appuntamenti del genere. Il sistema politico italiano e quello francese sono molto diversi. La Quinta Repubblica francese, nata negli anni '60, ha dato grande prova di stabilità politica, ma anche di accentramento e di decisionismo. Il potere di cui gode il Presidente della Repubblica francese non ha eguali in altre democrazie che si definiscono presidenziali. Nemmeno negli Stati Uniti il Presidente americano può disporre dello stesso potere che ha il suo analogo nel sistema semipresidenziale francese”.
Questo sostegno del Pdl ad Hollande significa criticare la politica rigorista di Monti?
Credo che il Governo Monti abbia bisogno di un repentino cambio di rotta. Se la spinta tecnocratica del governo Monti non sostiene la nascita di nuove infrastrutture e gli Eurobond dovremmo chiederci quanto sia efficace la spinta di un governo di rispettabili tecnici”.

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