sabato 19 maggio 2012

Giornalisti sì, ma con la lingua di fuori


Intervista a Mario Guarino
"Voce Repubblicana", 19 maggio 2012
di Lanfranco Palazzolo

Gran parte dei giornalisti italiani sono asserviti al potere. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” Mario Guarino, autore di “Mercanti di parole. Storia e nomi del giornalismo asservito al potere”, che si avvale della prefazione di Enzo Marzo. Il libro è stato pubblicato da Edizioni Dedalo.
Mario Guarino, in questo libro si è occupato del rapporto tra il giornalismo e il potere. La casta giornalistica del fascismo è passata indenne tra la fine del regime mussoliniano e la nascita della democrazia?
“Ho ripercorso la storia giornalistica dell'Italia dal Ventennio ad oggi. La prima osservazione importante è che non è cambiato quasi nulla dal periodo fascista ad oggi. I giornalisti asserviti al potere c'erano allora. I giornalisti asserviti ci sono tuttora. Ho ripercorso dati, storie e nomi della lunga vicenda storica del giornalismo italiano. E ho trovato cose veramente interessanti e singolari”.
Nel passaggio dal fascismo alla democrazia quanti giornalisti sono stati epurati?
“Benito Mussolini chiamava gli stessi giornalisti come 'canguri'. Questi canguri venivano divisi dal Duce in canguri giganti e i canguri normali. Mussolini sosteneva che i canguri riempivano il loro marsupio di denaro e per questo venivano ricoperti di oro dal regime. Almirante ha raccontato che la notte prima della liberazione aveva avuto ordine di andare a Salò e distruggere tanto materiale compromettente sui pagamenti del regime nei confronti dei giornalisti. Vorrei ricordare che l'Eiar aveva un Direttore generale, Cesare Rivelli, era un fascista. Molti giornalisti italiani erano piazzati da Mussolini nei posti di potere. Alcuni giornalisti dell'Eiar facevano parte addirittura delle Brigate Nere”.
La democrazia ha fatto nascere un giornalismo indipendente?
“Il problema vero è che la gran parte dei giornalisti è stata asservita al potere potere politico-imprenditoriale perché molti editori sono imprenditori che svolgono altre attività oltre l'editoria. Quale libertà possono avere questi giornalisti di scrivere in piena libertà?! Negli anni '60 ci sono stati molti giornalisti indipendenti come Enzo Forcella, come Marco Nozza o Ernesto Rossi che ha pagato la sua indipendenza con il carcere fascista. I giornalisti sono sempre stati asserviti al potere”.
 Perché nel libro attacca Indro Montanelli?
“Montanelli è stato considerato il principe dei giornalisti italiani. Aveva una capacità di scrivere non comune, direi sublime. I suoi articoli erano scritti in punta di penna e avevano una grande qualità, unico nel panorama italiano. Dobbiamo aggiungere che Montanelli ha galleggiato sempre alla grande sia con il fascismo, che appoggiava in modo incondizionato, e con la democrazia. Quando il fascismo è caduto è stato il giornalista più democristiano di tutti”.

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