sabato 12 maggio 2012

Ma Beppe Grillo quanti voti ha tolto al centrosinistra?


Voce Repubblicana, 12 maggio 2012
Intervista a Rinaldo Vignati
di Lanfranco Palazzolo

Grillo ha tolto tanti voti al centrosinistra, ma anche alla Lega Nord. Lo ha detto alla “Voce” Rinaldo Vignati, ricercatore dell’Istituto Cattaneo, che ha condotto, insieme a Luca Pinto, uno studio sui risultati elettorali delle ultime elezioni amministrative conseguiti dal Movimento Cinquestelle di Beppe Grillo.
Dott. Vignati, che valutazioni possiamo fare su questo risultato del M5S?
Ci troviamo di fronte ad un risultato molto positivo, che va al di la delle più rosee aspettative del Movimento stesso. Se si pensa ad alcuni comuni che sono andati al voto alle ultime elezioni regionali del 2010 si vede che c’è stato un aumento fortissimo di questo movimento. Basterebbe pensare solo al voto della città di Alessandria. In questa città piemontese il voto del M5S si è quasi quadruplicato. In altre città come Verona il risultato è triplicato. Il risultato del movimento è stato buono anche a Parma, a Cuneo. In queste città i consensi sono raddoppiati. Ci troviamo di fronte ad un aumento straordinario. In alcune realtà – come si è visto – il movimento Cinquestelle è arrivato al secondo posto o al terzo posto”.
Ci sono elementi negativi da fare su questo voto?
Abbiamo considerato anche i fattori di fragilità di questo voto. Dal momento della sua nascita, nel 2009, questo movimento è cresciuto troppo rapidamente. Il numero dei comuni in cui questo movimento riesce a presentare proprie liste è, di volta in volta, aumentato molto rapidamente. Però dobbiamo sottolineare che permangono dei buchi nella penetrazione del movimento al Sud. Ci sono regioni come il Molise e la Basilicata, dove il movimento non ha presentato nessuna lista. Questo è un elemento di debolezza. Nel Sud i risultati del movimento sono stati inferiori alle aspettative”.
Ci sono analogie tra il voto astensionista e quello al movimento Cinquestelle oppure ha dato al voto “grillino” un significato diverso?
Ci sono dei fattori che accomunano questi due voti. La diffidenza verso le forze politiche e la politica è un fattore che spinge alcuni all’astensione e alla disaffezione. Molti considerano Grillo come una sorta di ultima spiaggia prima della disaffezione totale dal voto. Considerare Grillo come un voto solo negativo mi sembra del tutto riduttivo. Al di la delle sparate di Grillo, che servono di megafono al partito, c’è un movimento che si organizza dal basso, conosce bene i problemi della città e si fa portavoce dei problemi più piccoli. E quindi esprime un’interpretazione positiva della politica”.
Quale partito ha “ceduto” i suoi voti a Grillo?
Il M5S ha preso voti dai partiti del centrosinistra, dal Pd e dall’Idv. Ma questo movimento ha anche tolto molti voti alla Lega Nord. Questo partito ha avuto la più forte emorragia di voti a queste elezioni amministrative”.

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