giovedì 17 maggio 2012

Noi, i raccoglitori d'arance della giustizia


di Lanfranco Palazzolo
Voce Repubblicana, 17 maggio 2012
Intervista a Giuseppe Colotta

I magistrati di pace chiedono maggiori tutele. Lo ha detto alla “Voce” Giuseppe Colotta, Vicepresidente di Unità Democratica dei Giudici di Pace.
Giudice Colotta, il Parlamento deve esaminare le pdl sulla magistratura onoraria. Qual è la vostra posizione su questa riforma?
“Noi ci occupiamo di oltre il 50 per cento del contenzioso civile che oggi è pendente in Italia per le liti che vengono definite ‘minori’ in Italia, che coinvolgono tanti cittadini in Italia. Faccio degli esempi che riguardano l’infortunistica stradale, le sanzioni amministrative. Mi riferisco anche alla tutela dei consumatori, alle società che erogano servizi pubblici come la telefonia, l’energia, il gas e quant’altro. Inoltre, ci occupiamo anche dei cosiddetti reati minori. La tendenza di ridurre il perimetro della tutela giudiziaria, in questi anni è diventata molto più forte e viene concepita in un’ottica che definirei darwiniana. A presidio degli interessi dei più deboli ci metterei c’è la giustizia che eroga il migliore servizio possibile. Lo dicono le relazioni annuali dei procuratori generali e dei primi presidenti delle Corti di cassazione ad ogni inaugurazione dell’anno giudiziario”.
Qual è la posizione dell’Italia rispetto agli altri paesi del mondo sui ritardi della giustizia?
“L’Italia si trova al 158 posto su 183 stati censiti. Noi veniamo dopo il Gambia, la Mongolia, il Vietnam. Per fare un giudizio civile ci vogliono 1052 giorni in Italia se si escludono i tempi della Cassazione. I costi sono molto elevati. Mi riferisco alla giustizia davanti ai giudici ordinari. Noi, invece, riusciamo a chiudere il processo in un anno e nell’arco di tre udienze. Costiamo globalmente 80 milioni di euro l’anno, mentre la giustizia ordinaria costa 4 miliardi di euro l’anno”.
Quale ramo del Parlamento si sta occupando del provvedimento sulla magistratura onoraria?
“Il provvedimento è all’esame del Senato. Si tratta del Pdl Caliendo, Palma e Alberti Casellati. Questo testo prevede norme discutibili, ma almeno pensa di risolvere alcuni dei nostri problemi. I giudici di pace chiedono che vengano risolti essenzialmente due punti importanti: la stabilità dei mandati dei giudici di pace, che viene indirettamente imposta dall’Unione europea quale garanzia dell’imparzialità del giudice”.
Ogni quanto viene rinnovata la carica di gudice di pace?
“Il rinnovo c’è ogni 4 anni. Il giudice di pace viene pagato a cottimo. Noi chiediamo una proroga e una verifica da parte del Csm e dei consigli giudiziari. Chiediamo che il Csm venga integrato dai giudici di pace. L’altro punto è che noi vogliamo una nostra previdenza. Noi siamo considerati i raccoglitori d’arance della giustizia. Siamo trattati peggio dei lavoratori autonomi. Con la differenza che noi non abbiamo una nostra cassa autonoma”.

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