martedì 8 maggio 2012

Non togliete 800 milioni al TG3


Intervista a Vincenzo Vita
Voce Repubblicana, 8 maggio 2012
di Lanfranco Palazzolo
 
La situazione dei quotidiani di partito è migliorata grazie all'impegno del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Paolo Peluffo. Lo ha detto alla “Voce” il senatore del Partito Democratico Vincenzo Vita.
Senatore Vita, con l'arrivo del Governo Monti cosa è cambiato nel panorama del finanziamento dell'editoria dei giornali di partito in un momento particolarmente difficile per la finanza pubblica? Che tipo di rischi corrono queste testate? Qual è la situazione?
C'è stata una piccola misura. Uso il termine piccola perché non risolve i termini della questione. I fondi dell'editoria sono aumentati a circa 120 milioni di euro rispetto al fabbisogno minimo di 155 milioni di euro. Questa cifra è un netto miglioramento rispetto ai 53 milioni ereditati da Giulio Tremonti. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Peluffo si è molto impegnato su questo argomento. E i risultati si sono visti”.
Cosa è stato risolto?
La situazione è gravissima. Inquietano le dichiarazioni del Presidente della FIEG Anselmi, che poteva evitare di attaccare duramente – come ha fatto – i quotidiani di partito. Ricordo che questi sono giornali che hanno una storia e una tradizione effettiva e meritano grande rispetto. Non meno di altre testate. Detto questo, il vero passo di svolta sarebbe un provvedimento complessivo che bonifichi la vecchia metodologia assistenziale – ormai totalmente obsoleta - del fondo dell'editoria, nato il 7 agosto del 1990. Il Fondo è nato all'indomani dell'approvazione della legge Mammì sulla televisione. Quella legge sembrò quasi un contentino per la carta stampata, dopo la santificazione delle tre reti berlusconiane. La legge sul Fondo dell'editoria nacque con criteri molto discutibili”.
Come andrebbero rivisti questi criteri?
Non c'è alcuna operazione complessa da fare. I criteri di bonifica del Fondo per l'editoria sono due. In primo luogo è necessario stipulare contratti effettivi con i giornalisti. Inoltre, credo che sia necessario fare una battaglia contro il precariato eterno. Infine, vanno premiati i quotidiani che arrivano in edicola e che vendono copie. E non finanziare solo quelli che vengono tirati e lasciati nelle stanze di qualche sala stampa. Questi criteri devono essere rivisti nell'ambito di una riforma complessiva dell'editoria., che dovrebbe contemplare anche i blog, le iniziative di rete. Ecco perché è importante guardare anche alle nuove forme di comunicazione”.
In queste settimane ci sono stati dei tagli ad alcune testate. Il Tg3 ha pagato il prezzo più alto con 800 milioni di euro.
In Rai esiste ancora il fattore K. Il Tg3 viene considerato ancora un telegiornale che viene da quella storia. Questa testata non ha meno diritto delle altre. Spero che questi tagli siano ben presto ridimensionati”.

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