martedì 29 maggio 2012

Se Hollande non vuole l'Europa federale


Voce Repubblicana, 29 maggio 2012
Intervista a Pier Virgilio Dastoli
di Lanfranco Palazzolo

Se non si pensa all’integrazione politica dell’Unione europea non si arriva da nessuna parte. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” Pier Virgilio Dastoli, presidente del Consiglio Italiano del Movimento Europeo.
Pier Virgilio Dastoli, maggio è stato il mese in cui si è festeggiata l’Unione europea. Quali sono le prospettive dell’Ue in quello che è stato definito come il momento più critico dal momento in cui è nata la moneta unica?
L’unica speranza dell’Europa è che, alla domanda delle crescita, ci sia anche uno sviluppo del progetto federale dell’Unione europea. La parola crescita nasconde varie idee contrapposte tra loro. Questa idea può essere portata avanti a condizione di associarla al rilancio dell’integrazione politica. Se si dimentica questo non si va da nessuna parte. Sappiamo che il nuovo presidente francese Francoise Hollande ritiene che l’Europa debba incamminarsi sulla strada della crescita. Se Hollande dimenticasse le idee dei francesi, che spesso sono stati ostili all’idea di una Europa sovrannazionale, non accompagna l’idea della crescita anche allo sviluppo politico dell’Ue, il suo progetto è destinato a fallire. Le conseguenze per l’Europa saranno gravissime”.
Il Presidente della Repubblica francese è stato chiaro nella sua campagna elettorale su quello che avrebbe fatto una volta giunto all’Eliseo?
A me sembra che non sia stato molto chiaro. Sulle questioni relative alla crescita ha detto che il rigore non basta, ma a questo progetto non ha indicato un chiaro percorso di crescita politica dell’Unione. Se continuerà ad ignorarlo il suo progetto è costruito sulla sabbia. Hollande è stato molto vago da questo punto di vista. Anche tutti i socialisti europei sono rimasti sul vago da questo punto di vista. Nessuno si è posto questo problema”.
Cosa deve temere la cancelliera tedesca Angela Merkel, che viene considerata come un leader che naviga in una grave crisi politica nel suo paese?
La Merkel deve tenere conto che in Germania e in Francia deve lavorare con la base di un accordo con i socialisti e i verdi. Contrariamente alla sua convinzione sul fatto che i tedeschi siano con lei, la Merkel non ha tenuto conto che alle ultime consultazioni politiche nei laender tedeschi la sua visione politica è uscita totalmente sconfitta. Questo significa che i tedeschi pensano ad un’altra Europa. La Germania deve accorgersi di questo. E il Governo italiano può effettivamente svolgere un ruolo. Basta trovare il coraggio di affrontare i temi politici”.
In cosa ha sbagliato Monti nel suo approccio con la crisi economica e finanziaria italiana e dell’Unione europea?
Ha fatto bene a pensare al rigore finanziario e al rilancio degli investimenti. Ma deve pensare a porre con maggiore forza il tema dell’integrazione politica dell’Europa”.

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