sabato 30 giugno 2012

Il Rendiconto di esercizio della Margherita (prima parte)

Questo è il rendiconto di esercizio chiuso dalla Margherita, il partito che era amministrato da Luigi Lusi. Questo bilancio è stato chiuso pochi giorni prima dell'avvio dell'indagine della magistratura contro Luigi Lusi, oggi in carcere a Rebibbia. La seconda parte esce domani.

Il bilancio della Lista Pannella (Radicali italiani) 2011

Cari amici del mio blog, oggi e nei prossimi giorni pubblicherò tutti i bilanci dei grandi partiti politici. Lo faccio perchè quando cerco questi bilanci non li trovo mai facilmente. Spesso mi chiedono, per lavoro, di occuparmi di queste cose. E allora, visto che in questi giorni i quotidiani stanno pubblicando tutti i bilanci dei partiti politici ho deciso di metterli qui. Li potete consultare, li potete copiare. E visto che lavoro a Radio Radicale, per non essere accusato di aver fatto questo lavoro su commissione di altri, per primo metto il bilancio della Lista Pannella a cui sono legato per motivi affettivi e professionali. E poi perchè i radicali sono la forza politica più trasparente e pulita di tutte. Ciao. 




venerdì 29 giugno 2012

Quei soldi servono a ben poco


Voce Repubblicana, 29 giugno2012
Intervista a Daniela De Leo
di Lanfranco Palazzolo

I finanziamenti alla Anp non producono sviluppo. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” l’architetto Daniela De Leo, membro del Dipartimento Data Design della facoltà di architettura dell'Università degli Studi “La Sapienza” di Roma.
Prof. De Leo, lei è stata impegnata in un progetto della cooperazione internazionale dell’Università di Roma. Si è trattato di un processo di capacity building dell’Unità di Pianificazione di An-Najah per Nablus e la Palestina.
“Come università di Roma abbiamo messo in campo un piccolo progetto de ‘La Sapienza’ per la cooperazione internazionale in Palestina. Qui, la capacità di pianificazione e di valorizzazione del territorio è ridotta al minimo. Le autorità palestinesi non riescono a valorizzare il paesaggio e il territorio nelle aree urbane. ‘La Sapienza’ svolge un’importante azione di cooperazione internazionale. Lo scorso anno sono stati messi a finanziamento ben tre progetti da 10mila euro ciascuno che hanno consentito di iniziare un’esperienza di scambio di conoscenza. Personalmente avevo lavorato ad Hebron e a Gerusalemme. Grazie all’unità di pianificazione dell’università An-Najah abbiamo strutturato iniziative di scambio sul territorio per sviluppare quella capacity building sul territorio. Se l’ipotesi è quella dei ‘due popolo, due stati’, deve essere sviluppata la capacità esercitare il governo del territorio. Questa è la prima mossa delle istituzioni per creare le condizioni di uno sviluppo ordinato in un territorio dove la corruzione è molto presente”.
Che differenza c’è tra lo sviluppo urbanistico dei territori palestinesi e quello israeliano? In tutte e due le realtà prevale la mancanza di pianificazione oppure esistono delle differenze?
“Il lavoro che svolgiamo è quello per la costruzione di un sistema di regole per la pianificazione in Palestina. Queste regole sono del tutto assenti. Le uniche norme di tutela del territorio esistenti in Palestina sono deboli ed inesistenti. La pianificazione non c’è.  Laddove c’è è puntualmente messa a repentaglio da un regime di sicurezza che costringe a ridefinire i confini. La pianificazione non è l’attività prevalente dei palestinesi perché le istituzioni sono deboli e lo sono anche le università. Lo sviluppo urbano di città di Città come Gerusalemme mostrano – ad esempio un piano di sviluppo forsennato”.
Le fonti di finanziamento ai palestinesi sono ben utilizzate?
“Su questo sono molto critica. I progetti di cooperazione internazionale spesso indeboliscono la società civile e la costruzione di progetti dal basso. Non c’è coordinamento. E l’impegno dura solo il periodo del finanziamento. Ecco perché ci siamo impegnati in un processo di conoscenza e di Capacity building. Questa marea di soldi arrivati ai Palestinesi hanno prodotto ben poco”.

giovedì 28 giugno 2012

Il Dalai Lama venga a Verbania


Voce Repubblicana, 27 giugno 2012
Intervista a Marco Zacchera
di Lanfranco Palazzolo

Capisco le difficoltà di Giuliano Pisapia, ma ai cinesi bisogna rispondere qualche volta a muso duro. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il sindaco di Verbania ed ex parlamentare del Popolo delle libertà Marco Zacchera.
Onorevole Zacchera, perché avete deciso di dare la cittadinanza onoraria al Dalai Lama dopo che è stata negata dal Comune di Milano a seguito delle pressioni del governo cinese?
“Non so che tipo di pressioni abbia avuto il sindaco di Milano Giuliano Pisapia. Mi rendo conto che, in vista dell'expo di Milano, il primo cittadini di Milano deve essere stato sottoposto a delle pressioni enormi e abbia ceduto. Non sta a me giudicare il prossimo. Di sicuro non abbiamo fatto una bella figura nei confronti dell'opinione pubblica internazionale. Io sono convinto che se qualche volta si risponde ai cinesi a muso duro, alla fine, le conseguenze sono molto relative. Detto questo, il sindaco di Verbania – di cui sono sindaco da almeno tre anni – nel 2010 ha concesso al Dalai Lama la cittadinanza onoraria. E in occasione dell'episodio di Milano ho detto che il Dalai Lama è benvenuto da noi. E noi abbiamo ribadito che è giusto dare la cittadinanza onoraria al Dalai Lama. E al balcone del comune di Verbania abbiamo esposto la bandiera del Tibet fino a quando non sarà terminata la visita di questo grande personaggio e autorità religiosa in Italia”.
Si aspettava una mossa del genere da una giunta di sinistra?
“Qui non è un discorso di destra o di sinistra. Secondo me bisogna capire che tipo di pressioni ci sono state sul sindaco di Milano Giuliano Pisapia. Ricordo che quando il Dalai Lama venne a Montecitorio, io facevo parte dell'associazione di amicizia Italia-Tibet, il Dalai Lama venne accolto in sordina dalle autorità politiche del nostro paese. Non a caso il premier era Massimo D'Alema. Le autorità politiche del nostro paese fecero una marcia indietro totale per il riconoscimento ufficiale della visita”.
Ci sono investimenti cinesi nel Comune di Verbania ed esiste una comunità cinese?
“Dalle nostre parti non mi risultano investimenti cinesi. C'è una comunità cinese composta di 400 persone. Sono persone che lavorano ed è possibile che ci sia del sommerso prodotto dai cinesi, anche se noi cerchiamo di fare i controlli dove possiamo”.
Pensa che la politica delle esportazioni è dannosa per il nostro paese vista la qualità del prodotto finito che arriva da quelle parti?
“Il discorso è amplissimo. Le imprese che producono pannelli solari sono in crisi perché i produttori cinesi hanno immesso dei prodotti a bassissimo costo, mettendo in crisi tutti i produttori di questi prodotti. I cinesi hanno assunto il monopolio di questi prodotti. E la nostra economia non riesce a dare una risposta. E questo è un problema per la nostra occupazione”.

mercoledì 27 giugno 2012

Luigi Zanetti, l'unico bomber dell'Hellas Verona

Nei giorni scorsi è morto un ex giocatore dell'Hellas Verona. Si chiamava Luigi Zanetti. La storia di Zanetti è meritevole di menzione visto che si tratta di un giocatore passato alla storia dei gialloblu per essere stato il giocatore della squadra scaligera che ha segnato più gol in un campionato. Questo record non è stato eguagliato da nessuno. Ho "rubato" questa intervista dal sito Hellastory.net e a Valeriano che l'ha realizzata. Buona lettura e forza Hellas.
L'AC Scaligera di Luigi ZANETTI
L'AC Scaligera di Luigi ZANETTI
Com’era quel Verona che retrocesse in serie C?
“Ho fatto il campionato di serie B, 40-41 e a metà campionato sono stato chiamato alla scuola allievi ufficiali restando a Verona. Quindi quell’anno sono riuscito a giocarlo tutto segnando 19 gol in 32 partite. E’ stato un anno nero per il Verona, culminato con la retrocessione in serie C. Non cominciammo male però poi strada facendo molti giocatori ci abbandonarono perché furono chiamati alle armi, Andreis, Sabadini, Pincelli, Bedosti, Facci… In compenso però il mio fu un campionato molto buono.L’anno dopo invece finito il corso mi hanno spostato a Biella e mi hanno proposto il Novara. Per caso ho conosciuto il presidente del Novara e mi ha detto “vuoi giocare? Allora domani vieni al campo!”.Così sono rimasto a Novara fino alla fine della guerra. Praticamente in prestito, visto che avevo ancora il contratto con il Verona.
Quanto guadagnava un giocatore del Verona all’epoca?
“Il primo anno al Verona ho preso 5000 lire alla firma del contratto e poi 800 lire al mese...pensate che il direttore della banca di Isola prendeva 450 lire al mese, ma giocare a calcio non era un lavoro sicuro come lavorare in banca!”
Era tutto un altro calcio quello degli anni quaranta…
“Si giocava al vecchio Bentegodi e nonostante la guerra le tribune erano sempre piene. Il pubblico ce l’avevamo addosso ed è sempre stato caloroso. Al debutto ho fatto tre gol, contro il Liguria. Uno su rigore, uno su rapina e uno su tiro... sbagliato! Già perchè spesso si segna anche con la fortuna. Però bisogna tirare. Io arrivavo in zona e tiravo, sempre. Il mio primo allenatore, Chiecchi, mi diceva “il centravanti deve solo tirare... quindi appena puoi, tira!” . Io non me lo facevo ripetere e appena avevo l’occasione, io tiravo! Non aspettavo certo il passaggetto a due metri dal portiere. Non sono mai stato alto e solo una volta ho segnato di testa, di nuca! C’è poco da fare nel gioco del calcio bisogna impegnarsi e rincorrere anche quei passaggi che sembrano troppo lunghi.“
Praticamente il tipo di attaccante che servirebbe al Verona!
“Son convinto che il Verona pian piano si salverà...se alcuni giocatori hanno giocato in serie B e serie A non possono aver perso valori ed entusiasmo! Poi ci vuole anche una società seria e dei dirigenti che tengano compatto lo spogliatoio e facciano andar d’accordo i giocatori. Anche ai nostri tempi si litigava tra giocatori, magari per una partita di carte. Quando si andava in trasferta col treno si metteva una valigia sopra l’altra e si faceva una piccola bisca giocando qualche lira. Cicconi era uno dei più accaniti e ogni tanto si litigava per una mano persa, però poi finiva tutto lì, non ci si vendicava certo con i dispetti in campo, anche se su Cecconi se ne raccontavano di storie...”
Tanti ricordi dei compagni di squadra...
“Sono tra i più vecchi giocatori ancora vivi, forse resta ancora Nereo Righetti. Ricordo Conti, detto “Pastina”...era una ala veloce, mi ha fatto tantissimi cross e devo essergli riconoscente per i gol che mi ha fatto fare. Anche Di Prisco ha fatto una bella carriera, ha vinto anche il titolo nazionale e poi è diventato avvocato. Ho giocato con Pellicari, anche lui poi è andato in serie A...era un bel terzino! Mi ricordo anche Luigi Sabaini “il rosso” che poi ha fatto una brutta fine. Finita la guerra per una stupida lite alcuni sbandati l’hanno buttato nel fossato di Castelvecchio...brutte cose.Per fortuna non ho molte brutte storie da raccontare, non c’erano molti eccessi come ora. L’unica, riguarda i tempi della Scaligera; contro il Minerbe c’è stato negato un rigore: i compagni di squadra e gli amici al seguito hanno preso l’arbitro Perucci in calzoncini corti e l’hanno seduto sulla stufa a legna! Per il resto solo tanto baccano ma nulla di più”.
Dopo la guerra come mai non giocò più nel Verona?
“Finita la guerra a Isola della Scala arrivarono gli americani. Per disgrazia il cassiere della allora Banca Mutua rimase ucciso a causa di un colpo partito per sbaglio e hanno chiesto a me di prendere il suo posto in banca. Io dissi di no ma mio padre ha insistito ed ho ceduto. Il Verona continuava a mandarmi lettere perchè mi presentassi agli allenamente ma non ho mai risposto alle chiamate, a quei tempi si ubbidiva ai genitori. Ho continuato a giocare nella Scaligera e devo dire che avevamo una bella squadra fatta anche di tanti ex giocatori del Verona, abbiamo fatto diversi bei campionati e ho giocato fino a 30 anni finendo nella Scaligera assieme a vecchie glorie come Paluzzi e Di Prisco. La banca dove lavoravo non dava tanti permessi. Non ero mica come l’arbitro Tassini. Lui lavorava per un’altra banca, più permissiva. Pensate che l’allora presidente del Verona Carteri (primario a Bussolengo) andò a supplicare il capo del personale ma non ci fu niente da fare: o el zuga al balon o el laora, che el se decida. Altri tempi.”
Nel calcio di allora si utilizzavano schemi o accorgimenti particolari?
“Niente schemi, ognuno giocava secondo la sua indole, chi in attacco chi in difesa. Certo, l’allenatore dava gli opportuni consigli ma alla fine il vero allenamento era solo atletico. Giri di campo perchè bisognava far fiato per poter correre tutta la stagione. La vita del calciatore non era rigida come adesso, io ad esempio andavo avanti e indietro tutti i giorni da Isola della Scala col treno”.
Qualche rimpianto per una carriera solo accarezzata?
“Ho raccontato che ho smesso col calcio che conta solo per una fortuita coincidenza ma non mi posso certo lamentare perchè poi ho fatto una bella carriera come direttore di banca. Mi sono sposato ed asssieme a mia moglie abbiamo costruito una famiglia stupenda, i figli sono cresciuti bene, hanno studiato e mi danno molte soddisfazioni. Non ho alcun rimpianto per una carriera che magari mi avrebbe portato lontano da Verona da mia moglie e dalla famiglia. Quindi mi ritengo tuttora molto fortunato. Adesso ho un nipote che gioca a calcio come attaccante nella Virtus. E’ di proprietà del Chievo ed ha giocato anche nel Chiasso in Svizzera. Però mentre gioca va avanti con l’università. Spero di avergli trasmesso i valori giusti.”


VALERIANO

Quel sindaco è un incapace


Voce Repubblicana, 27 giugno 2012
Intervista ad Amedeo Laboccetta
di Lanfranco Palazzolo

Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris sta dimostrando di essere un autentico incapace. Lo ha detto alla “Voce” il deputato del Pdl Amedeo Laboccetta.
Onorevole Laboccetta, il comune di Napoli sta vivendo un crisi profonda a causa dei problemi della giunta comunale di approvare il bilancio. Cosa pensa di queste difficoltà del sindaco De Magistris?
“De Magistris si sta dimostrando un autentico bluff. La realtà del sindaco di Napoli sta uscendo fuori e i napoletani stanno finalmente aprendo gli occhi su chi li sta governando. Un politico come De Magistris – che non ha mai sopportato di essere sottoposto a critica – è entrato il rotta di collisione con buona parte dei suoi stessi collaboratori. La prova di questa situazione è il deterioramento dei rapporti tra De Magistris e l’assessore alla Sicurezza Narducci, che ha lasciato l’incarico. Quest’ultimo si era illuso di poter dare un suo contributo alla città. Ma quando si fanno scelte come queste – come ha fatto Narducci di accettare l’incarico di assessore – ciò accade perché non si conosce il personaggio De Magistris. L’attuale primo cittadino di Napoli aveva promesso per la città di Napoli una sua rivoluzione arancione, ma credo che di questo tentativo sia rimasta solo la bandana”.
Come spiega il fatto che Luigi De Magistris, per lamentare il grosso buco del bilancio del Comune di Napoli, se la sia presa con Antonio Bassolino, evitando di criticare Rosa Russo Iervolino che lo aveva preceduto al comune di Napoli?
“Questa è la cosiddetta teoria del giustificazionismo. Quando si passa dalle parole ai fatti, e si è costretti a governare bene dalle aspettative dei napolentani, si cerca sempre una motivazione per salvarsi dalle critiche. La realtà dei fatti è che De Magistris sta dimostrando di essere un autentico incapace”.
Sul caso Narducci lei è rimasto sorpreso dalla fine della “luna di miele” tra l’attuale sindaco di Napoli e la Procura della Repubblica di Napoli?
“No, io non sono rimasto sorpreso perché ero convinto che – prima o poi . il dottor Narducci avrebbe scoperto le magagne di De Magistris. Ma De Magistris è stato molto bravo a confezionare questo bluff”.
Narducci potra tornare a fare il magistrato alla procura di Napoli?
“No, non è pensabile il ritorno di Narducci a Napoli. Sarebbe un grave errore. Se vuole tornare in magistratura, Narducci deve accettare un’altra destinazione”.
Cosa ne pensa delle migliaia di euro che De Magistris era pronto a dare al cantautore di sinistra Roberto Vecchioni per il festival della Cultura?
“De Magistris ha fatto quello che faceva Bassolino: ha confezionato solo annunci su annunci. Non si può andare avanti con queste cose”.
I compagni del Pd aiuteranno De Magistris?
“Quando si tratta di poltrone, quelli del Pd non si tirano mai indietro”. 

martedì 26 giugno 2012

Su quella scrivania non c'è nulla


Intervista a Massimo Introvigne
Voce Repubblicana, 26 giugno 2012
di Lanfranco Palazzolo

Le rivelazioni che sono uscite dalla scrivania del Papa non hanno nulla di sconvolgente. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il professor Massimo Introvigne, sociologo delle nuove religioni ed esperto del cattolicesimo.
Prof. Introvigne, il Papa ha riunito attorno a se i vertici del governo Vaticano per fare il punto sugli attacchi subiti dalla Chiesa. Sembra che il Segretario di Stato Tarcisio Bertone dovrà lasciare il suo incarico. Cosa pensa di questa situazione e delle rivelazioni dei segreti vaticani?
“Il fatto delle rivelazioni è molto sconcertante. Quello che sta sul tavolo del Papa lo leggiamo qualche giorno dopo sui giornali. Confesso che alla lettura del libro di Gianluigi Nuzzi mi sono detto: ‘Tutto qui!?’. Nel libro non c’erano notizie sconvolgenti. Uno si sarebbe aspettato di trovare chissà quali accuse di pedofilia oppure di rivelazioni su alcune alte cariche della Chiesa. Quella del Papa è una normale scrivania di un capo di Stato, dove ci sono richieste di prelati che si autocandidano in alcune diocesi. Non c’è assolutamente nulla che sorprenda. Non dobbiamo dimenticare che la Chiesa è una grande organizzazione complessa. Da questo punto di vista mi verrebbe da dire molto rumore per nulla. Il rumore è giustificato per il fatto che ormai non ci sono più scrivanie di capi di Stato che possano dirsi al sicuro di fronte ai leaks e ai furti di informazioni”.
Però il clamore c’è stato. Non trova sorprendente che la vicenda abbia toccato una persona vicinissima al Papa e si parli di complicità dentro la Chiesa?
“Non sottovaluto in se il fatto e l’operazione commerciale che c’è stata. Ma non ci sono i contenuti da rivelare. Nessun documento ha danneggiato alcun personaggio. Tutte le cose scritte sul libro erano conosciute, anche sul caso Boffo-Vian”.
E’ rimasto sorpreso dall’epilogo del caso Gotti-Tedeschi e delle successive dimissioni del banchiere dalla guida dello IOR?
“Nella storia dello IOR gli avvicendamenti inediti non sono una novità. Il tono del comunicato delle dimissioni è inconsueto, non sembra scritto nel modo vellutato di scrivere questi documenti al quale sono abituati nella Chiesa. E non bisogna nemmeno stupirsi che il cattolicesimo abbia una struttura finanziaria del genere. Mi piace sempre ricordare che i gruppi religiosi che hanno criticato in passato le strutture finanziarie della Chiesa sono ricorsi alla medesima costruzione di strutture. Negli Stati Uniti, gli stessi mormoni – che volevano restaurare la Chiesa nella sua purezza primitiva - hanno dovuto costruire una loro struttura finanziaria e hanno una loro grande banca. Uno dei più grossi uomini della finanza mormone corre per vincere la corsa alla Presidenza degli Stati Uniti. Qualunque organizzazione religiosa di questo rilievo deve dotarsi di certe strutture”.  

lunedì 25 giugno 2012

Elezioni politiche in Francia – I risultati (10 e 17 giugno 2012)



Il 10 e 17 giugno 2012 si sono svolte le elezioni legislative in Francia.
L’Assemblea nazionale conta 577 deputati eletti a suffragio universale diretto per cinque anni con un sistema maggioritario uninominale a doppio turno. Risulta eletto al primo turno il candidato che raggiunga la maggioranza assoluta dei suffragi espressi, corrispondenti ad almeno ¼ degli elettori iscritti nella circoscrizione. Se  nessun candidato risulta eletto al primo turno, una seconda tornata elettorale viene organizzata la settimana successiva, cui partecipano tutti i candidati che abbiano ottenuto il 12,5% dei suffragi, calcolato sugli aventi diritto al voto. Nel gennaio 2010 sono state ridisegnate 285 delle 577 circoscrizioni elettorali (pari al 44,7%) con la creazione di 11 circoscrizioni estere che permetteranno, per la prima volta nel voto legislativo del 10 e 17 giugno 2012, ai cittadini francesi all’estero di eleggere i propri deputati.
36 dei 577 deputati che compongono l’Assemblea nazionale sono risultati eletti al primo turno, (10 giugno), delle elezioni legislative, che hanno visto un indice di affluenza alle urne del 57,23% (il più basso mai registrato in una elezione generale in Francia con una diminuzione di 3,2 punti percentuali rispetto al primo turno delle precedenti elezioni il 10 giugno 2007). I dati relativi al primo turno vengono esposti nella seguente tabella:
Elezioni politiche francesi - Risultati del primo turno
(10 giugno 2012)
partito
% voti
seggi
Partito socialista
29,35
22
Unione per un Movimento popolare-UMP
27,12
9
Altre formazioni di destra
3,51
1
Radicali di sinistra
1,65
1
Altri partiti della sinistra
3,40
1
Sinistra-ecologia-Verdi
5,46
1
Nuovo Centro
2,20
1
Sinistra estrema
0,98
0
Front de Gauche
6,94
0
Mouvement democrate-MoDem
2,33
0
Partito radicale
1,18
0
Fronte nazionale
13,77
0

Il voto del primo turno ha premiato (29,3%) il partito socialista del nuovo Presidente François Hollande e le altre formazioni di sinistra cui si contrappone la formazione neo-gollista, l’UMP (27,12%), il principale partito di opposizione. Gli osservatori avevano rilevato come tali esiti confermassero nella sostanza la bipolarizzazione del paesaggio politico francese, in particolare a seguito della quasi totale scomparsa del centro, un tempo alleato della destra.
Quanto al Fronte nazionale, nonostante abbia ottenuto un punteggio molto più alto rispetto al 1° turno delle elezioni del ​​10 giugno 2007 (+ 9,48), non ha conquistato seggi al primo turno.
Il secondo turno delle elezioni legislative francesi (17 giugno) ha visto l’affermazione del Partito socialista e dei suoi stretti alleati.
Secondo i risultati definitivi diffusi dal Ministero dell'Interno e relativi all’intero processo elettorale, il PS ha ottenuto 280 seggi, i Diversi di sinistra 22, i radicali 12, per un totale di 314 seggi su 577 raccolti dai socialisti e dai loro stretti alleati, ampiamente oltre la maggioranza assoluta (che è a quota 289).
I Verdi hanno ottenuto 17 seggi e potranno formare un gruppo parlamentare (il minimo è 15 deputati), il Fronte di sinistra 10 seggi e gli indipendentisti della Martinica 2, per un totale della sinistra di 343 seggi.
Quanto allo schieramento di destra l'UMP ha raccolto 194 seggi, il Nuovo centro e i Diversi di centro 14, i Diversi di destra 15 e i radicali di centro 6, per un totale di 229 seggi  per la destra
L'estrema destra ha conquistato tre seggi, due dei quali per il Fronte nazionale.
Il MoDem di Francois Bayrou, 2 seggi.
I risultati complessivi delle elezioni legislative francesi del 10 e 17 giugno 2012 sono riassunti nella seguente tabella:

ELEZIONI LEGISLATIVE FRANCESI
10 e 17 giugno 2012
RISULTATI
partito
seggi


PS
280


Diversi di sinistra
22


Radicali
12




314
totale PS & app.
Verdi
17


Fronte di sinistra
10


Indip. Martinica
2




343
totale sinistra
UMP
194


Nuovo centro/Diversi centro
14


Diversi di destra
15


Radicali di centro
6




229
totale UMP & app.
Fronte nazionale
2


Altro estrema destra
1


MoDem
2


TOTALE
577



Indicatori internazionali sul paese:
Libertà politiche e civili: Stato “libero” (Freedom House); democrazia imperfetta (flawed democracy) (Economist)
Indice della libertà di stampa: 38 su 179
Libertà di Internet: no evidence of filtering
Libertà religiosa: assenza di eventi significativi (ACS); generale rispetto nella pratica (USA)
Corruzione percepita: 25 su 182
Libertà economica: Stato moderately free (67 su 179)
PIL (outlook aprile 2012): +2%

La revoca e l'annullamento della patente di guida in Francia, Germania, Regno Unito e Spagna

Francia
In Francia la patente di guida può essere annullata a seguito di una decisione amministrativa o di una decisione giudiziaria, ma in entrambi i casi non si arriva mai alla revoca definitiva della licenza.
Nel caso di annullamento per decisione amministrativa, la patente può essere annullata a causa dello stato di salute del suo titolare o perché quest’ultimo abbia perso la totalità dei punti assegnati alla sua patente (in Francia la patente a punti è in vigore dal 1992).
Per quanto riguarda lo stato di salute il Code de la route (art. R 221-14) prevede la possibilità per il prefetto di prescrivere un esame medico e, in base al risultato, di annullare la patente “nel caso in cui le informazioni in suo possesso gli permettano di ritenere che lo stato fisico del titolare della patente possa essere incompatibile con il mantenimento della patente di guida”.
Per quanto riguarda la perdita dei punti assegnati alla patente, il Code de la route (art. L 223-1) prevede che alla perdita totale dei punti consegua che la patente perda la sua validità. In tale caso l’interessato riceve dall’autorità amministrativa l’ingiunzione a consegnare la patente di guida al prefetto del suo dipartimento di residenza e perde il diritto a guidare veicoli (art. L223-5, I). Egli non può ottenere una nuova patente di guida prima di sei mesi dalla remissione della precedente patente al prefetto e solo dopo essere stato riconosciuto idoneo a seguito di un esame medico e psico-attitudinale effettuato a sue spese (art. L223-5, II). Il termine di sei mesi può essere portato 1 anno qualora il ritiro della patente per perdita di punti sia intervenuto entro 5 anni da un precedente ritiro.
Nel caso della decisione giudiziaria il tribunale può dichiarare l’annullamento automatico (de plein droit) della patente di guida, oppure pronunciare l’annullamento come pena complementare.


a) L'annullamento automatico (de plein droit)
Il Code de la Route prevede l’annullamento de plein droit della patente di guida nei casi seguenti :
-         recidiva nella guida in stato di alto tasso alcolico o in stato di ubriachezza manifesta (art. L 234-13) o sotto gli effetti di stupefacenti (art. L235-4, II);
-         guida (in stato di alto tasso alcolico o in stato di ubriachezza manifesta o sotto effetto di stupefacenti) che abbia provocato incidenti con danni a terzi comportanti un’incapacità lavorativa di più di tre mesi o la morte involontaria.
In tali casi l’annullamento è automatico e il giudice non può che costatare l’annullamento senza alcun margine per eventuali considerazioni di clemenza, se non sulla durata del divieto di fare domanda per una nuova patente.
L’interessato non può richiedere una nuova patente di guida prima dello spirare del termine imposto dal tribunale. Il tribunale può fissare un termine di tre anni al massimo, che può essere aumentato a cinque anni in caso di ferite o di omicidio involontario oppure a dieci anni in caso di recidiva di omicidio involontario.
L’interessato dovrà comunque essere riconosciuto idoneo alla guida dopo un esame medico e psico-attitudinale, effettuato a sue spese.
b) L'annullamento a titolo di pena complementare
Il Code de la Route fissa i casi in cui il giudice può richiedere l’annullamento della patente come pena complementare, tra i quali:
-         guida in stato di alto tasso alcolico o in stato di ubriachezza manifesta (artt. L234-1 e L 234-2, I, 2°);
-         reato di fuga nel caso il guidatore sia consapevole di aver causato o provocato un incidente;
-         condanna per omicidio o ferite involontarie qualora l’omicidio o le ferite involontarie siano state commesse a causa della guida di un autoveicolo;
-         rifiuto di sottoporsi alla verifica del tasso alcolico (art. L234-8) o delle analisi per la verifica di presenza di sostanze stupefacenti nel sangue (art. L235-3);
-         guida di un veicolo nonostante una decisione di trattenimento o sospensione della patente ;
-         guida di un veicolo nonostante il divieto di guidare un veicolo non equipaggiato di un dispositivo omologato di blocco della messa in moto collegato ad un congegno elettronico di test etilico del guidatore istallato da un professionista autorizzato (art. L 234-2, I, 7°);
-         guida sotto effetto di sostanze o di piante stupefacenti (art. L235-1);
-         rifiuto di restituzione della patente.
L’interessato potrà fare domanda per una nuova patente alle stesse condizioni previste per l’annullamento de plein droit.

Germania
In Germania, il ritiro della patente (Entziehung der Fahrerlaubnis) può essere disposto sia da un’autorità amministrativa (l’autorità per l’autorizzazione alla guida - Fahrerlaubnisbehörde), sia dal giudice.
Per evitare decisioni contrastanti, l’autorità per l’autorizzazione alla guida, conformemente al § 3, comma 3 del Codice della strada (Straßenverkehrsgesetz), sospende la decisione in pendenza di processo penale, nel quale viene esaminata la possibilità di ritirare la patente all’imputato.
La norma che prevede il ritiro temporaneo della patente è il § 111a del Codice di procedura penale; condizione principale è l’esistenza di gravi motivi che giustifichino il ritiro della patente (§ 69 del Codice penale). L’ordine di sospensione temporanea avviene attraverso il tribunale di prima istanza (nei casi di pericolo imminente può essere disposto anche dai funzionari di polizia).
Il ritiro della patente da parte di un organo amministrativo è stabilito dal § 3 del Codice della strada. Il ritiro avviene qualora una persona si dimostri inadatta o incapace di guidare un autoveicolo per la sussistenza di difetti fisici, psichici o caratteriali (gli indizi possono essere: il tasso alcolico riscontrato o la drastica riduzione dei punti della patente).
Infine, il ritiro della patente da parte di un giudice è previsto dai §§ 69 e seguenti del Codice penale. La requisizione costituisce una misura di sicurezza.
In base al § 69 “se taluno viene condannato per un fatto antigiuridico commesso alla guida o relativamente alla guida di un autoveicolo o in violazione dei doveri del conduttore di un veicolo, o non viene condannato soltanto perché è provata o non può essere esclusa la sua incapacità di colpevolezza, il giudice gli ritira la patente di guida se dal fatto risulta che egli non è idoneo alla guida di autoveicoli. La patente di guida perde validità dal momento del passaggio in giudicato della sentenza. La confisca della patente rilasciata da un’autorità tedesca viene disposta con la sentenza”.
Il § 69a del Codice penale stabilisce, inoltre, che “se il giudice ritira la patente, dispone al contempo che per un periodo da 6 mesi a 5 anni non possa essere rilasciata una nuova patente di guida (blocco). In casi eccezionali, il blocco può essere disposto per sempre se è ragionevole attendersi che il termine legislativo massimo non sia sufficiente per evitare il pericolo che proviene dall’autore. Se questi non ha la patente viene solo disposto il blocco”.
La durata minima del blocco è di un anno se nei confronti dell’autore è già stato disposto una volta il blocco negli ultimi tre anni prima del nuovo fatto.
Se la patente di guida era stata ritirata provvisoriamente a causa del fatto (§ 111a del Codice di procedura penale), la durata minima del blocco si riduce del tempo in cui ha avuto effetto il ritiro provvisorio. Esso non può comunque avere una durata inferiore a tre mesi. Il blocco inizia da quando la sentenza passa in giudicato. Nel termine viene computato il tempo del ritiro provvisorio disposto a causa del fatto. Il blocco inizia da quando la sentenza passa in giudicato. Se c’è motivo di ritenere che l’autore non sia più inidoneo alla guida di autoveicoli, il giudice può revocare il blocco prima del termine.
Alla scadenza del periodo di blocco, la persona interessata può avanzare la richiesta per una nuova patente di guida. Per l’ottenimento di una nuova patente, il richiedente deve presentare domanda alla competente autorità non prima che siano trascorsi tre mesi dalla scadenza del periodo di blocco. Alla domanda, l’interessato deve allegare una serie di documenti (carta di identità o passaporto, esami della vista e dell’udito, foto tessera e, eventualmente, certificati che attestino l’idoneità fisica e psichica e perizie medico-psicologiche) attraverso i quali l’autorità verifica e accerta l’abilità e la capacità del richiedente.
Il superamento di un nuovo esame di guida è doveroso solo nei casi in cui l’autorità competente stabilisca che il richiedente non è più in possesso delle necessarie conoscenze e capacità, ai sensi dei §§ 16 (esame teorico) e 17 (esame pratico) del Regolamento riguardante l’ammissione delle persone alla circolazione stradale (Verordnung über die Zulassung von Personen zum Straßenverkehr (§ 20).

Regno Unito
Le disposizioni in materia di circolazione dei veicoli, dettate da una legislazione alquanto articolata e stratificata nel tempo, si rinvengono, per quanto attiene al rilascio, alla sospensione e alla revoca dei titoli abilitativi alla guida di veicoli, in una serie di provvedimenti (Road Traffic Act 1988; Road Traffic Act 1991; Road Traffic Offences Act 1988; Road Safety Act 2006) le cui regole, per comodità di consultazione, sono condensate nel “codice” noto come Highway Code.
La disciplina vigente, fondata sul sistema della “patente a punti”, prevede, in linea generale, il ritiro della patente (disqualification) quando il titolare abbia accumulato penalità in conseguenza delle infrazioni commesse; il provvedimento, che di norma richiede il rilascio di un nuovo titolo di guida, è disposto nei confronti del titolare per un periodo non inferiore a sei mesi quando le penalità accumulate siano state 12 o più in un triennio. La legge modula in ogni caso i suoi effetti secondo criteri di gradualità: la durata della disqualification può, infatti, essere temporaneamente contenuta, per le infrazioni meno gravi, in 56 giorni senza comportare il rilascio di un nuovo titolo di guida; od altrimenti può prolungarsi (rispettivamente a dodici mesi o a due anni) se il relativo provvedimento è adottato nei confronti dell’interessato per la seconda o per la terza volta.
In caso di violazioni delle norme in materia di circolazione qualificate dalla legge come reati (road offences), si applicano nei confronti del reo penalità in misura prefissata e proporzionata alla gravità del reato nonché, a discrezione dell’autorità giudiziaria qualora non lo imponga la legge per i reati più gravi, il ritiro del titolo di guida.
Ad esempio, la guida senza copertura assicurativa, o la violazione consistente nell’utilizzazione del telefono mentre si è alla guida, comportano penalità prestabilite (da 6 a 8 nel primo caso, 3 nel secondo) e il ritiro della patente a discrezione del giudice; la guida sconsiderata e pericolosa, oppure in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti, oppure tale da provocare la morte di una persona, costituiscono comportamenti sanzionati dalla legge con pene detentive (variabili dai 2 ai 14 anni a seconda dei reati), con pene pecuniarie (di entità indeterminata) e con il ritiro obbligatorio della patente, nei casi più gravi di durata non inferiore ai due anni (le penalità, in questo caso, trovano applicazione solo quando eccezionalmente non sia stata dichiarata la disqualification). Il rilascio del titolo, decorso il periodo di sospensione, è condizionato (a discrezione dell’autorità giudiziaria, od obbligatoriamente ove la legge lo imponga nei casi più gravi) ad un nuovo driving test.
Una tabella esemplificativa ripresa dallo Highway Code pone in evidenza la relazione intercorrente, nelle diverse fattispecie, tra l’attribuzione di penalità e la disqualification dalla guida di veicoli:
Offence
Imprisonment
Fine
Disqualification
Penalty points
Causing death by dangerous driving
14 years
Unlimited
Obligatory – 2 years minimum
3-11 (if exceptionally not disqualified)
Dangerous driving
2 years
Unlimited
Obligatory
3-11 (if exceptionally not disqualified)
Causing death by careless driving under the influence of drink or drugs
14 years
Unlimited
Obligatory - 2 years minimum
3-11 (if exceptionally not disqualified)
Careless and inconsiderate driving
-
£5,000
Discretionary
3-9
Driving while unfit through drink or drugs or with excess alcohol: or failing to provide a specimen for analysis
6 months
£5,000
Obligatory
3-11 (if exceptionally not disqualified)
Failing to stop after an accident or failing to report an accident
6 months

£5,000
Discretionary
5-10
Driving when disqualified
6 months (12 months in Scotland)
£5,000
Discretionary
6
Offence
Imprisonment
Fine
Disqualification
Penalty points
Driving after refusal or revocation of licence on medical grounds
6 months
£5,000
Discretionary
3-6
Driving without insurance


£5,000
Discretionary
6-8
Using a vehicle in a dangerous condition

LGV £5,000
PCV £5,000
Other £2,500
Obligatory if offence committed within 3 years of a previous conviction for the same offence - 6 months minimum otherwise discretionary
3 in each case
Failure to have proper control of vehicle or full view of the road and traffic ahead, or using a hand-held mobile phone while driving

£1,000 (£2,500 for PCV or goods vehicle)
Discretionary
3
Driving otherwise than in accordance with a licence

£1,000
Discretionary
3-6
Speeding

£1,000 (£2,500 for motorway offences)
Discretionary
3-6 or 3 (fixed penalty)
Traffic light offences

£1,000
Discretionary
3
No MOT certificate

£1,000


Seat belt offences

£500


Offence
Imprisonment
Fine
Disqualification
Penalty points
Dangerous cycling

£2,500


Careless cycling

£1,000


Cycling on pavement

£500


Failing to identify driver of a vehicle

£1,000
Discretionary
6

Inoltre, nei casi di ritiro della patente a causa dell’uso di stupefacenti o di alcolici per due volte in un decennio, o di rifiuto del titolare a sottoporre ad analisi suoi campioni biologici, il nuovo rilascio del titolo di guida può essere condizionato all’esito di accertamenti effettuati in sede medico-legale; e il persistente uso di stupefacenti o di alcolici può comportare la revoca definitiva (withdrawal) della patente.
Regole particolari, infine, si applicano a coloro i quali abbiano superato per la prima volta l’esame di guida da non più di due anni. In tale ipotesi, il Road Traffic (New Drivers) Act 1995 prevede che l’attribuzione di 6 penalità nel corso del biennio decorrente dal rilascio del titolo di guida ne comporta la revoca; per poterla riottenere, l’interessato può fare istanza per il rilascio del solo permesso provvisorio riservato ai praticanti (provisional licence) in prospettiva di ripetere l’esame di guida.

Spagna
Anche l’ordinamento spagnolo, al pari del francese, non prevede in alcun caso la revoca definitiva della patente di guida.
La normativa in materia di autorizzazioni amministrative alla circolazione dei veicoli è contenuta nel titolo IV (artt. 59-64) del Real Decreto Legislativo 339/1990, de 2 de marzo, por el que se aprueba el Texto Articulado de la Ley sobre Tráfico, Circulación de Vehículos a Motor y Seguridad Vial.
L’art. 63, in particolare, disciplina la dichiarazione di nullità o lesività e la perdita di validità di tali autorizzazioni. Esse possono essere oggetto di dichiarazione di nullità o lesività quando concorrano le condizioni generali di nullità e annullabilità di cui agli artt. 62 e 63 della Ley 30/1992, de 26 de noviembre de Régimen Jurídico de las Administraciones Públicas y del Procedimiento Administrativo Común (ad esempio, se emanate da organo incompetente, se hanno un contenuto impossibile, se infrangono l’ordinamento giuridico, ecc.).
In ogni caso la validità delle autorizzazioni amministrative alla circolazione di veicoli è subordinata al mantenimento dei requisiti richiesti per il loro conseguimento. È possibile dichiarare la perdita di validità delle autorizzazioni quando si certifichi la scomparsa dei requisiti in materia di conoscenze, abilità o attitudini psico-fisiche previste. Per fare questo, l’amministrazione competente deve notificare all’interessato la presunta carenza del requisito richiesto. Il titolare dell’autorizzazione di cui è stata dichiarata la perdita di validità può ottenerla di nuovo seguendo il procedimento indicato, superando le relative prove e conseguendo i requisiti richiesti.
L’amministrazione dichiara inoltre la perdita di validità dell’autorizzazione alla guida quando il suo titolare abbia perso la totalità dei punti assegnati (normalmente dodici); constatata la perdita totale dei punti, l’amministrazione, entro quindici giorni, notifica all’interessato la dichiarazione di perdita di validità del permesso o licenza di guida. In tal caso, il titolare dell’autorizzazione non può ottenere un nuovo permesso o licenza se non siano trascorsi almeno sei mesi dalla notificazione (tre mesi in caso di conducenti professionali). Se durante i tre anni successivi al conseguimento della nuova autorizzazione si incorre di nuovo nella perdita di validità a causa della perdita totale dei punti, un’ulteriore nuova licenza non può essere ottenuta prima di dodici mesi (sei mesi per i conducenti professionali). In ogni caso per ottenere di nuovo l’autorizzazione è necessario seguire e superare un corso di sensibilizzazione e rieducazione stradale con prove finali.
L’art. 64 disciplina il caso della sospensione cautelare, che può essere adottata durante i procedimenti di dichiarazione di nullità o lesività e perdita di validità delle autorizzazioni amministrative, quando esista un grave pericolo per la sicurezza della circolazione.