giovedì 7 giugno 2012

I tempi tecnici per quella riforma ci sono

Intervista a Giovanni Guzzetta
Voce Repubblicana, 7 giugno 2012
di Lanfranco Palazzolo
 
I tempi tecnici per approvare la riforma istituzionale ci sono, ma molto dipenderà dalle tensioni politiche. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana “ il costituzionalista Giovanni Guzzetta.
Prof. Guzzetta, cosa pensa del processo di riforma costituzionale che il Senato sta avviando tra le polemiche? Alcuni costituzionalisti, definiti come 'democratici' hanno scritto una lettera a “repubblica” per criticare questo dibattito in Parlamento, definendo, di fatto, questo Parlamento delegittimato in quanto fatto di “nominati”.
Considero l'appello fatto da alcuni costituzionalisti come una cosa gravissima. Siamo in un momento molto delicato della vita politica nazionale. La situazione economica è quella che è, il sistema politico è in grandissima difficoltà. Credo sia un errore soffiare sul fuoco con una tesi insostenibile significa alimentare la tensione in un momento in cui non abbiamo bisogno di queste polemiche. La tesi dei costituzionalisti è insostenibile. Questo vorrebbe dire che da circa 10 anni, cioè dal 2006, viviamo in una condizione di illegalità permanente: sarebbe illegittima l'elezione del Presidente della Repubblica e l'elezione del Parlamento del 2006 e di quello del 2008. Credo che si possano avere idee diverse sul merito delle proposte e sicuramente si può discutere di tutto. Ma si devono evitare le tensioni in modo così irresponsabile”.
Cosa pensa della riduzione del numero dei Parlamentari?
Credo che la soluzione trovata, di ridurre di 1/3 il numero dei parlamentari sia di compromesso”.
E' grave che si consideri come positiva la riduzione del numero dei parlamentari in una condizione in cui, dal 1948 ad oggi, la popolazione è aumentata e si riduce il rapporto tra eletti ed elettori?
In Italia esiste una forma di governo Parlamentare con il sistema del bicameralismo perfetto. Abbiamo un sistema nel quale i parlamentari sono circa mille. Non c'è nessun paese in cui il rapporto tra parlamentari e popolazione sia così alto per il numero dei parlamentari”.
Neanche in Gran Bretagna?
Sono convinto che non esista un rapporto come quello italiano anche in Gran Bretagna. Trovo che non sia un argomento decisivo. Il problema non è il numero dei parlamentari, ma l'efficienza del sistema politico. Il numero dei parlamentari incide nella misura in cui questi parlamentari, in un contesto così disarticolato e caratterizzato dal trasformismo, sono motivo di instabilità politica”.
Crede che ci siano i tempi tecnici per arrivare ad una riforma costituzionale prima della fine della legislatura?
I tempi tecnici ci sono sicuramente. Il problema si pone nella misura in cui non si raggiungesse il quorum dei 2/3. Se una parte del Parlamento deciderà di non far approvare si prenderà la responsabilità di arrivare al voto confermativo del referendum”.

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