giovedì 21 giugno 2012

Il Capo dello Stato deve controllare


Intervista ad Augusto Barbera
Voce Repubblicana, 21 giugno 2012
di Lanfranco Palazzolo

Il Capo dello Stato deve firmare la legge elettorale, ma svolgere anche la sua funzione di controllo su questa. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il costituzionalista Augusto Barbera.
Prof. Barbera, pensa che sia giusto modificare la legge elettorale a pochi mesi dal voto? Nel 1924, nel 1993 e nel 2005 sono state fatte tre riforme elettorali alla vigilia del voto tra le polemiche. E lo stesso Consiglio d'Europa ha raccomandato agli stati membri di non fare riforme alla vigilia delle elezioni.
“Quella del Consiglio d'Europa è una raccomandazione. Non ci troviamo di fronte a qualcosa di vincolante. Il discorso potrebbe essere anche capovolto. Non si può fare la legge elettorale ad inizio della legislatura perché si metterebbe in discussione il parlamento appena entrato in carica. A prescindere dalla riforma elettorale in senso proporzionale o maggioritario è giusto fare la riforma della legge elettorale per permettere all'elettore di esprimere una preferenza e impedire che ci siano le liste bloccate”.
Ritiene che sia fondata la preoccupazione di molti esponenti politici sulla riforma elettorale fatta al fotofinish della legislatura?
“I timori sono fondati. Lei ha ricordato alcuni precedenti. Io aggiungerei anche la riforma elettorale, nota col nome di legge truffa, approvata negli ultimi giorni della prima legislatura. Oggi non vedo ostacoli per una riforma elettorale, anzi ritengo che vada assolutamente fatta”.
Che rischio c'è che le forze politiche si facciano una legge elettorale su misura, alla Acerbo?
“Evitiamo di fare del terrorismo. Io sono favorevole al doppio turno alla francese. L'idea di quella legge fu di De Gaulle per ridimensionare il Partito comunista francese e i partiti estremisti. Anche De Gaulle fece una legge elettorale su misura. In questo caso di troviamo di fronte alla necessità di fare una legge elettorale per salvaguardare l'esistenza di due schieramenti alternativi tra di loro. Non esistono leggi elettorali fatte sulla base di astratti principi. Le convenienze politiche ci sono sempre. Ma la forza delle grandi democrazie è quella di consolidare le proprie regole”.
Non teme che nella legge elettorale ci possa essere una norma contro un partito specifico? Tutti sanno che molti partiti hanno paura del Movimento Cinquestelle.
“Non vedo quale norma possa essere introdotta. Grillo non teme un eventuale sbarramento. Se una legge diventa troppo partigiana potrebbe avere un effetto contrario”.
E' giusto portare una legge elettorale alla firma del Presidente della Repubblica durante il semestre bianco?
“Questo è un argomento importante. Se viene fatta troppo a ridosso delle elezioni è chiaro che si impedisce al Capo dello Stato di svolgere la sua funzione e non viene messo in condizione di rinviare la legge alle Camere”.

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