venerdì 8 giugno 2012

Il valore della politica secondo Marramao

Intervista a Giacomo Marramao
Voce Repubblicana, 8 giugno 2012
di Lanfranco Palazzolo

L'Unione europea deve riscoprire il valore della politica e abbandonare il metodo Monnet. Lo ha detto alla “Voce” il prof. Giacomo Marramao, docente di filosofia politica all'università di Roma Tre. 
Prof. Marramao, lei ha firmato un appello a favore dell'integrazione politica dell'Unione europea in un momento di grave crisi dell'Ue. Ci spiega perché pensa di sostenere questa importante battaglia? 
“L'Europa, per come è stata concepita fino ad oggi, non riesce a determinare nessun collante politico, neanche ai fini di ottenere un buona salute politica. La logica puramente economica non serve più nemmeno all'economia se non esiste alcun elemento identitario da parte della stessa Europa. Mi riferisco ad un'identità fatta di diversità, di caratteristiche multiple. Questa identità d'Europa deve caratterizzarsi sempre di più dal punto di vista politico. La politica di oggi torna ad essere essenziale proprio nella prospettiva dell'economia. Da questo punto di vista occorre superare il cosiddetto 'metodo Monnet', quello della gradualità del Mercato economico europeo. Oggi siamo giunti ad una soglia determinata oltre la quale non è possibile applicare il metodo gradualista. E' necessario un salto di qualità che renda possibile all'Europa sviluppare il potenziale inespresso dell'Europa”. 
Pensa che l'Unione europea abbia la spinta ideale per realizzare questa audace riforma culturale e politica?  
“L'Europa è la patria della Polis. Non dobbiamo dimenticarlo. Non dimentichiamo che la parola politica nasce dalla sostantivazione di un aggettivo che i greci avevano coniato nel V° secolo Avanti Cristo. E, di conseguenza, l'Europa ha bisogno di rilanciarsi sul terreno globale con tutto il bagaglio della propria tradizione culturale. Questa situazione pone un problema di inadeguatezza delle elites politiche, ma anche delle elites tecniche che l'Europa ha espresso finora. La chiave dei problemi tecnici è pur sempre nella politica. Le istituzioni della vita associata vive di politica. Oggi ci troviamo di fronte ad una situazione molto delicata. Un poeta tedesco diceva che 'là dove massimo è il pericolo, là cresce ciò che salva'. E' una formula che possiamo utilizzare anche oggi”. 
Ha fatto questa citazione tedesca pensando alla Germania e ai suoi dilemmi politici? 
“La Germania deve superare le paure e le ansie dello scorso secolo. Noi dobbiamo aiutare i tedeschi a superare la sindrome per i conti pubblici e per l'inflazione”. Qual è stato il grande errore della politica europea? “Aver affidato il proprio destino ai tecnici è stato un grande errore. Questo è dato dal vuoto della politica e dalla sua incapacità di trovare delle prospettive. L'unico paese che si è dato un progetto politico è la Germania, ma questo unico disegno rischia di far implodere l'Europa”.

Nessun commento: