sabato 2 giugno 2012

Nessuno sostiene la nostra battaglia


Intervista ad Aldo Di Giacomo
Voce Repubblicana, 2 giugno 2012
di Lanfranco Palazzolo

Sono davvero in pochi a sostenere la battaglia per il miglioramento della situazione nelle carceri italiane. Lo ha detto alla “Voce” il segretario del Sappe delle Marche Aldo Di Giacomo, giunto all'undicesimo giorno di sciopero della fame per protesta contro il degrado degli istituti penitenziari italiani.
Aldo Di Giacomo, perché ha avviato questa iniziativa sulla situazione degli istituti penitenziari nelle Marche?
Ho deciso di iniziare questa protesta perché da anni denuncio la situazione delle carceri italiane e del carcere di Montacuto ad Ancona, che ospita più del doppio dei detenuti che dovrebbe contenere. Mentre la carenza della polizia penitenziaria è di oltre il 40 per cento. La vita, in queste condizioni, è difficilissima. Ecco perché negli ultimi anni ci sono stati molti episodi critici, molti suicidi e tanti tentativi di suicidio. Queste situazioni mi hanno indotto a portare, con la mia battaglia, la legalità nelle carceri. I detenuti e anche la polizia penitenziaria vivono così una situazione particolarmente difficile. Il carcere Montacuto di Ancona rispecchia quella che è la situazione nazionale degli istituti penitenziari italiani. Accanto alla realtà del carcere di Montacuto c'è la situazione del carcere Barcaglione di Ancona, aperto da otto anni, che non ha mai superato i 20 detenuti e nel quale sono impegnati molti educatori che sono stati tolti al carcere di Montacuto. Questa è una situazione assurda e dimostra che l'amministrazione penitenziaria si muove con grande confusione”.
Come si è comportato il mondo politico di fronte a questo dramma?
Il mondo politico si è totalmente disinteressato di questa situazione. Dopo l'approvazione dell'indulto, nel 2006, servivano misure strutturali per il carcere. Oggi servono interventi veloci e straordinari. Questo governo tecnico non ha fatto nulla. Il decreto svuotacarceri non è servito a niente ed è stato un provvedimento inutile. Ci vuole altro”.
Come giudica l'operato del nuovo capo del Dap?
Il dottor Giovanni Tamburrrino, giunto ai vertici del Dap, pur essendo una persona intelligente non ha fatto nulla. Anche se ritengo Tamburrino una persona molto capace, penso che sia inadatto a svolgere questo ruolo alla guida del Dipartimento per l'amministrazione penitenziaria”.
Avete avuto contatti con parlamentari delle Marche che si sono occupati della situazione delle carceri della regione, come ad esempio il senatore Saltamartini (Pdl)?
Io le rispondo polemicamente chiedendo chi è il senatore Saltamartini?! L'unico che mi ha chiamato, tra i parlamentari delle Marche, è il senatore David Favia. Molti si dichiarano a favore delle nostre battaglie, ma sono davvero in pochi a fare qualcosa. Esprimere la vicinanza alla polizia penitenziaria è facile, ma poi aspettiamo i fatti”.

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